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Soul & Psyche Soul & Psyche — Less noise. Benvenuti su One Heart Journey 💛



Credo nella forza delle emozioni.

More truth. ✨
Psychology • Emotional Awareness • Relationships • Life Transitions
Uno spazio per comprendere ciò che vive dentro di noi, dare voce alle emozioni e attraversare il cambiamento con maggiore consapevolezza Credo che ognuno meriti di sentirsi accolto, visto e toccato nel profondo del cuore. Attraverso parole, esperienze, silenzi e momenti di verità, creo spazi in cui l’anima può respir

are e ritrovare se stessa. Non organizzo semplicemente eventi: dono emozioni, creando istanti autentici che vanno oltre il quotidiano. Sono un’Emotional Planner e, in questo viaggio, accompagno chi sente che il cuore è la bussola più autentica per orientarsi nel percorso della consapevolezza interiore. Sono qui per dare voce alle emozioni e per invitarti a conoscere meglio te stesso, scoprendo insieme la bellezza di un cammino condiviso. Unisciti a me in questo viaggio di crescita, amore e trasformazione. Insieme possiamo riscoprire il potere del nostro essere e vivere ogni istante con il cuore aperto.

03/09/2026

Puoi desiderare una vita diversa.

Ma se continui a scegliere attraverso gli stessi automatismi, le stesse paure e gli stessi modelli appresi, potresti ritrovarti a cambiare situazioni senza cambiare realmente direzione.

La consapevolezza di sé non significa avere tutte le risposte.

Significa iniziare a riconoscere:

Cosa sto scegliendo?
Cosa sto ripetendo?
Cosa mi appartiene davvero?
Chi voglio diventare?

Da qui nasce SCOPRI TE STESSO, il mio percorso individuale online dedicato all’ascolto interiore, alla consapevolezza di sé e all’evoluzione personale.

Uno spazio individuale, riservato e senza giudizio, disponibile online anche per italiani che vivono all’estero.

Se vuoi ricevere informazioni, scrivimi in privato:

SCOPRI

— Julie Randazzo | Soul & Psyche

🇺🇸

You can desire a different life.

But if you keep making choices through the same automatic patterns, fears and learned behaviors, you may change your circumstances without truly changing your direction.

Self-awareness doesn’t mean having all the answers.

It means beginning to recognize:

What am I choosing?
What am I repeating?
What truly belongs to me?
Who do I want to become?

This is the idea behind DISCOVER YOURSELF, my individual online journey focused on inner listening, self-awareness and personal growth.

A private, non-judgmental online space, also available to Italians living abroad.

For information, send me:

DISCOVER

Quanto di ciò che sei oggi nasce davvero da te?Cresciamo all’interno di una famiglia, di una cultura, di relazioni e asp...
02/09/2026

Quanto di ciò che sei oggi nasce davvero da te?

Cresciamo all’interno di una famiglia, di una cultura, di relazioni e aspettative che inevitabilmente ci trasmettono modi di pensare, comportarci e vedere noi stessi.

Impariamo cosa è giusto.
Cosa è sbagliato.
Cosa dobbiamo essere.
Cosa è meglio non mostrare.
Cosa gli altri si aspettano da noi.

E crescendo possiamo continuare a ripetere quei programmi senza chiederci più se ci rappresentano davvero.

Poi, a un certo punto, può arrivare una domanda:

“Sono realmente io… o mi sono adattata così bene da non sapere più cosa appartiene davvero a me?”

Conoscersi significa anche avere il coraggio di aprire quella porta.

Riconoscere ciò che abbiamo appreso.
Ascoltare ciò che sentiamo.
Riscoprire parti di noi rimaste in silenzio.
Portare alla luce risorse che non abbiamo ancora utilizzato.

E poi evolvere.

Non per diventare ciò che il mondo si aspetta da noi, ma per costruire una persona sempre più coerente con ciò che scopriamo di essere.

Non lavoriamo sugli altri.
Cominciamo da noi.

È da questa idea che nasce SCOPRI TE STESSO, il percorso individuale online che sto costruendo per chi sente il bisogno di conoscersi più profondamente, ascoltarsi e iniziare un processo di consapevolezza ed evoluzione personale.

Uno spazio riservato, delicato e senza giudizio, anche per italiani che vivono all’estero.

Se senti che questo momento della tua vita ti riguarda, puoi scrivermi in privato:

SCOPRI

— Julie Randazzo | Soul & Psyche

🇺🇸
How much of who you are today truly comes from you?

We grow up within families, cultures, relationships and expectations that inevitably shape the way we think, behave and see ourselves.

We learn what is right.
What is wrong.
Who we should be.
What we shouldn’t show.
What others expect from us.

And as adults, we may continue repeating those patterns without ever asking whether they still represent us.

Until one day, a different question emerges:

“Is this really me… or have I adapted so well that I no longer know what truly belongs to me?”

Knowing yourself means being willing to open that door.

Recognizing what you’ve learned.
Listening to what you feel.
Rediscovering parts of yourself that have remained quiet.
Bringing forward resources you may not have used yet.

And then evolving.

Not into the person the world expects you to be, but into someone increasingly aligned with who you discover yourself to be.

We don’t begin by changing everyone else.
We begin with ourselves.

This is the idea behind DISCOVER YOURSELF, the individual online journey I’m developing for those who want to deepen their self-awareness, reconnect with themselves and begin a more conscious process of personal growth.

A private, thoughtful and non-judgmental space, also available to Italians living abroad.

If this speaks to where you are right now, send me:

DISCOVER

— Julie Randazzo | Soul & Psyche

🇮🇹Essere efficienti non significa necessariamente stare bene.Esiste una forma di sovraccarico che può essere difficile d...
01/09/2026

🇮🇹

Essere efficienti non significa necessariamente stare bene.

Esiste una forma di sovraccarico che può essere difficile da riconoscere proprio perché, dall’esterno, tutto sembra funzionare.

Continui a lavorare.
Rispondi ai messaggi.
Ti occupi degli altri.
Organizzi.
Risolvi problemi.
Mantieni gli impegni.

E magari vieni persino descritta come “quella forte”.

Ma prova a cambiare domanda.

Non chiederti soltanto:

“Riesco ancora a fare tutto?”

Chiediti:

“Quanto mi costa continuare a farlo in questo modo?”

Perché riuscire a funzionare non è l’unico parametro con cui misurare il proprio benessere.

MINI CHECK-IN DI OGGI

Scegli una cosa che normalmente fai automaticamente per qualcun altro e chiediti:

È davvero mia responsabilità?
Mi è stato chiesto?
Cosa accadrebbe se, per una volta, non me ne occupassi io?

Non è un invito a smettere di essere responsabili.

È un invito a distinguere la responsabilità dal caricarsi continuamente di ciò che potrebbe appartenere anche agli altri.

🇺🇸

Being highly functional doesn’t necessarily mean being well.

Sometimes overload is difficult to recognize precisely because, from the outside, everything still seems to work.

You work. You reply. You organize. You help. You solve problems. You keep showing up.

And people may even call you “the strong one.”

But try changing the question.

Instead of only asking:

“Can I still handle everything?”

ask:

“What is handling everything this way costing me?”

Being able to function is not the only measure of mental well-being.

Today, notice one thing you automatically take care of for someone else and ask yourself:

Is this actually my responsibility?
Was I asked to do it?
What would happen if I didn’t take care of it this time?

Mental health is also learning where your responsibility ends and someone else’s begins.

Julie Randazzo

🇮🇹“Sono solo stanca.”È una delle frasi con cui spesso chiudiamo velocemente una conversazione con noi stessi.Ma non tutt...
31/08/2026

🇮🇹

“Sono solo stanca.”

È una delle frasi con cui spesso chiudiamo velocemente una conversazione con noi stessi.

Ma non tutta la stanchezza chiede sonno.

A volte siamo stanchi di essere continuamente disponibili.
Di anticipare i problemi.
Di pensare a dieci cose contemporaneamente.
Di trattenere quello che proviamo.
Di funzionare anche quando avremmo bisogno di fermarci.

Oggi non ti propongo di “pensare positivo”.

Ti propongo un piccolo check-in.

Prendi un foglio e completa, senza pensarci troppo, queste tre frasi:

In questo momento mi pesa…
Continuo a fare anche se non vorrei…
Avrei bisogno di…

Poi rileggi.

Potresti scoprire che ciò che chiami stanchezza contiene informazioni molto più precise sui tuoi bisogni, sui tuoi confini e sul carico che stai sostenendo.

La salute mentale comincia anche da qui: imparare a dare un nome più preciso a ciò che stiamo vivendo.

🇺🇸

“I’m just tired.”

Sometimes that sentence ends a conversation with ourselves before it has even begun.

But not every kind of tiredness is asking for more sleep.

Sometimes we’re tired of always being available.
Anticipating problems.
Holding everything together.
Suppressing what we feel.
Functioning when what we really need is space.

So today, don’t force yourself to “think positive.”

Try a simple check-in instead:

Right now, what weighs on me is…
I keep doing this even though I don’t want to…
What I actually need is…

Then read your answers back.

What you call tiredness may contain much more specific information about your needs, boundaries and mental load.

Mental health also begins here: learning to name what we are actually experiencing.

Julie Randazzo

Non tutte le decisioni meritano una risposta immediata.Quando siamo emotivamente molto attivati, ciò che sentiamo può di...
29/08/2026

Non tutte le decisioni meritano una risposta immediata.

Quando siamo emotivamente molto attivati, ciò che sentiamo può diventare così intenso da sembrarci urgente.

Rispondere.
Chiudere una relazione.
Mandare quel messaggio.
Accettare.
Rifiutare.
Spiegarsi per l’ennesima volta.

Prova invece la regola delle 24 ore:

scrivi esattamente ciò che vorresti fare o dire, ma — quando la situazione lo consente — rimanda l’azione.

Poi torna su quelle parole quando l’intensità emotiva è diminuita.

La domanda non sarà più soltanto:
“Cosa sento?”

ma anche:

“Quello che sto per fare mi farà stare meglio solo per cinque minuti o sarà utile anche domani?”

Questa piccola distanza tra emozione e azione è uno degli spazi in cui possiamo allenare la regolazione emotiva.

🇺🇸
Not every decision needs an immediate response.

When emotions run high, what we feel can become so intense that everything seems urgent.

Reply. Leave. Send the message. Say yes. Say no. Explain yourself again.

Try the 24-hour rule instead: write down exactly what you want to say or do and, when the situation allows it, delay the action.

Come back to it when the emotional intensity has decreased.

Then ask yourself:

“Will what I’m about to do make me feel better for five minutes — or will it still serve me tomorrow?”

That small space between emotion and action is where emotional regulation can be practiced.

Julie Randazzo

“Lo farò quando mi sentirò pronta.”È una frase che può sembrare prudente.Ma qualche volta nasconde un meccanismo molto s...
28/08/2026

“Lo farò quando mi sentirò pronta.”

È una frase che può sembrare prudente.

Ma qualche volta nasconde un meccanismo molto semplice: stiamo aspettando che arrivi prima la sicurezza per poter agire.

Il problema è che molte esperienze non funzionano così.

Non sempre diventiamo sicuri e poi iniziamo.

A volte iniziamo con una parte di dubbio, facciamo esperienza, scopriamo di essere capaci di gestirla e, progressivamente, aumenta anche la nostra fiducia.

Pensa a qualcosa che continui a rimandare.

Ora prova a sostituire:

“Quando sarò pronta, inizierò.”

con:

“Qual è la versione più piccola di questa azione che posso fare oggi?”

Una telefonata.
Una mail.
Dieci minuti di studio.
Una richiesta.
Un primo appuntamento.
Una conversazione.

Non devi sentirti pronta per tutto il percorso.

Devi poter affrontare il prossimo passo.

🇺🇸

“I’ll do it when I feel ready.”

It sounds reasonable.

But sometimes we’re waiting for confidence to arrive before we allow ourselves to act.

Many changes don’t happen that way.

We don’t always become confident and then begin.

Sometimes we begin with uncertainty, gain experience, discover that we can handle it, and confidence gradually follows.

Think about something you’ve been postponing.

Instead of asking:

“When will I finally feel ready?”

try asking:

“What is the smallest version of this action I can take today?”

One email.
One phone call.
Ten minutes of practice.
One request.
One appointment.
One conversation.

You don’t need to feel ready for the entire journey.

You only need to face the next step.

— Julie Randazzo | Soul & Psyche

27/08/2026

Non aspettare il risultato per iniziare a diventare la persona capace di sostenerlo.

Quando pensiamo al cambiamento, spesso partiamo dall’obiettivo:

“Voglio essere più sicura.”
“Voglio mettere dei confini.”
“Voglio prendermi più cura di me.”

Prova a capovolgere la domanda.

Come si comporta oggi una persona che si percepisce già coerente con quel valore?

Non significa interpretare un personaggio o pensare che basti desiderare qualcosa perché accada.

Significa trasformare un’identità desiderata in piccole scelte osservabili e ripetibili.

Non: “Voglio diventare una persona che si rispetta.”

Ma:

“Qual è una scelta rispettosa verso me stessa che posso fare oggi?”

È lì che un’intenzione comincia a diventare comportamento.

🇺🇸

Don’t wait for the outcome to start becoming the person capable of sustaining it.

When we think about change, we often start with the goal:

“I want to feel more confident.”
“I want stronger boundaries.”
“I want to take better care of myself.”

Try reversing the question:

How would someone who already lives by that value behave today?

This isn’t about pretending to be someone you’re not — or believing that wanting something is enough to make it happen.

It’s about turning a desired identity into small, observable, repeatable choices.

Instead of:

“I want to become someone who respects herself.”

Ask:

“What’s one choice I can make today that reflects self-respect?”

That’s where intention begins to become behavior.

— Julie Randazzo | Soul & Psyche

Ci abituiamo a molte più cose di quanto immaginiamo.A essere sempre disponibili.A vivere stanchi.A rapporti che ci svuot...
26/08/2026

Ci abituiamo a molte più cose di quanto immaginiamo.

A essere sempre disponibili.
A vivere stanchi.
A rapporti che ci svuotano.
A ritmi che non ci appartengono.
A ignorare continuamente ciò che sentiamo.

E quando qualcosa dura abbastanza a lungo, rischiamo di chiamarlo normalità.

La consapevolezza non consiste soltanto nel capire cosa proviamo. Significa anche domandarci:

“Questa cosa fa ancora bene alla persona che sono oggi?”

Perché saper resistere non significa necessariamente dover continuare a farlo.

🇺🇸

We adapt to far more than we realize.

Being constantly available.
Living exhausted.
Relationships that drain us.
Routines that no longer fit us.
Repeatedly ignoring what we feel.

And when something lasts long enough, we may start calling it normal.

Self-awareness isn’t only about understanding what we feel. It also means asking ourselves:

“Is this still good for the person I am today?”

Because being able to endure something doesn’t mean you have to keep enduring it.

Julie Randazzo

Parliamo spesso di salute mentale quando qualcosa si rompe.Quando non dormiamo più.Quando l’ansia diventa ingestibile.Qu...
25/08/2026

Parliamo spesso di salute mentale quando qualcosa si rompe.

Quando non dormiamo più.
Quando l’ansia diventa ingestibile.
Quando siamo esausti.
Quando continuare diventa difficile.

Ma la salute mentale non dovrebbe iniziare dall’emergenza.

Prendersene cura significa anche imparare a riconoscere prima i propri segnali, conoscere i propri limiti, chiedere aiuto quando serve e costruire abitudini che proteggano il nostro equilibrio.

Non dobbiamo aspettare di stare male per iniziare a stare meglio.

🇺🇸

We often talk about mental health when something has already gone wrong.

When we can no longer sleep.
When anxiety becomes overwhelming.
When we are exhausted.
When simply carrying on becomes difficult.

But mental health care shouldn’t begin with a crisis.

It also means learning to recognize our signals earlier, understanding our limits, asking for help when needed, and building habits that protect our well-being.

We don’t have to wait until we’re struggling to start taking care of ourselves.

Julie Randazzo

Ci sono comportamenti che ripetiamo così a lungo da smettere di considerarli una scelta.Il modo in cui reagiamo.Le perso...
24/08/2026

Ci sono comportamenti che ripetiamo così a lungo da smettere di considerarli una scelta.

Il modo in cui reagiamo.
Le persone a cui diciamo sempre sì.
Le cose che continuiamo a tollerare.
Persino il modo in cui parliamo a noi stessi.

Ma familiare non significa necessariamente giusto per noi.

Ogni tanto vale la pena chiedersi:
Lo sceglierei ancora oggi, se potessi decidere da zero?

🇺🇸
There are behaviors we repeat for so long that we stop seeing them as choices.

How we react.
Who we always say yes to.
What we continue to tolerate.
Even the way we speak to ourselves.

But familiar doesn’t necessarily mean right for us.

Sometimes it’s worth asking:
Would I still choose this today if I could start from zero?

Julie Randazzo

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