28/06/2026
Domani, 29 giugno, è San Pietro. Ed è il giorno giusto per riscoprire una storia che lega la Calabria al cuore normanno di Palermo. Alla Cala, sotto il Castello a Mare, per secoli è esistita una chiesa che portava il nome della nostra terra: "San Pietro la Bagnara".
Il tempio dei Santi Pietro e Paolo fu fondato nel 1081 da Roberto il Guiscardo, primo signore normanno di Sicilia e fratello del Gran Conte Ruggero. Una lapide in greco, oggi conservata a Palazzo Abatellis, ne ricordava il compimento "al tempo del famosissimo Duca Roberto". Il legame con la Calabria arrivò nel 1117: durante una visita a Bagnara del futuro re Ruggero II, la chiesa fu assegnata all'abbazia di Bagnara come foresteria, perché i religiosi calabresi avessero un luogo dove alloggiare a Palermo. Da allora prese il nome "San Pietro de Balnearia", cioè "la Bagnara".
Attorno alla chiesa crebbe un piccolo villaggio di pescatori, il Borgo San Pietro. Una cronaca medievale racconta che papa Innocenzo III l'avrebbe consacrata nel 1208, durante una visita al giovane Federico II. Nei secoli si arricchì di dipinti e di un trittico ligneo con l'Incoronazione della Vergine, anch'esso oggi a Palazzo Abatellis.
La sua sorte fu segnata proprio dal Castello a Mare. Nel 1834 un decreto reale ne ordinò la demolizione: si temeva potesse diventare una posizione strategica durante le rivolte antiborboniche. Le opere d'arte furono messe in salvo, la chiesa sparì. Ma il nome resta nei documenti: per secoli, dentro Palermo, c'è stato un pezzo di Bagnara Calabra.
Fonte: Palermoviva
Domani, 29 giugno, è San Pietro. Ed è il giorno giusto per riscoprire una storia che lega la Calabria al cuore normanno di Palermo. Alla Cala, sotto il Castello a Mare, per secoli è esistita una chiesa che portava il nome della nostra terra: "San Pietro la Bagnara".
Il tempio dei Santi Pietro e Paolo fu fondato nel 1081 da Roberto il Guiscardo, primo signore normanno di Sicilia e fratello del Gran Conte Ruggero. Una lapide in greco, oggi conservata a Palazzo Abatellis, ne ricordava il compimento "al tempo del famosissimo Duca Roberto". Il legame con la Calabria arrivò nel 1117: durante una visita a Bagnara del futuro re Ruggero II, la chiesa fu assegnata all'abbazia di Bagnara come foresteria, perché i religiosi calabresi avessero un luogo dove alloggiare a Palermo. Da allora prese il nome "San Pietro de Balnearia", cioè "la Bagnara".
Attorno alla chiesa crebbe un piccolo villaggio di pescatori, il Borgo San Pietro. Una cronaca medievale racconta che papa Innocenzo III l'avrebbe consacrata nel 1208, durante una visita al giovane Federico II. Nei secoli si arricchì di dipinti e di un trittico ligneo con l'Incoronazione della Vergine, anch'esso oggi a Palazzo Abatellis.
La sua sorte fu segnata proprio dal Castello a Mare. Nel 1834 un decreto reale ne ordinò la demolizione: si temeva potesse diventare una posizione strategica durante le rivolte antiborboniche. Le opere d'arte furono messe in salvo, la chiesa sparì. Ma il nome resta nei documenti: per secoli, dentro Palermo, c'è stato un pezzo di Bagnara Calabra.
Fonte: Palermoviva