28/08/2026
Anche da noi ce ne sono molti, a fine agosto sono belli cicciotti...
Non Sono la Sfortuna. Sono Meno Zanzare.
Vivo nel tuo muro. Di notte mi vedi attraversare il soffitto vicino alla lampadina, immobile e poi all'improvviso velocissimo, e qualcosa in te si irrigidisce. Forse ti hanno detto che sono velenoso, che porto malattie, o che sono una tarantola per via del nome. Niente di tutto questo è vero. Sono il geco comune, e mentre tu mi temevi, io cacciavo le zanzare e le falene di casa tua.
Mi chiamano geco comune o tarantola muraiola. Il nome nasce da un'antica confusione con la tarantola, un ragno il cui morso si credeva pericoloso, ma io non ho nulla a che fare con lei: non sono un ragno, non sono un anfibio, sono un rettile, cugino delle lucertole. Cosa rara tra i rettili, so emettere piccoli versi, una specie di squittio o schiocco, per marcare il territorio o richiamare una compagna: quasi tutte le lucertole europee sono mute.
Sfatiamo i luoghi comuni, uno per uno. Velenoso? No, non ho né veleno né zanne per iniettarlo. Sono una tarantola? Solo i nomi si somigliano, nient'altro: non sono un ragno. Trasmetto malattie? È il contrario: caccio gli insetti che, semmai, a volte le trasportano. Il mio morso fa ve**re i brufoli? Mordo di rado, solo se mi si stringe troppo, e la mia bocca è troppo debole per segnare la pelle. Sono innocuo, e in molte regioni d'Italia mi considerano perfino un portafortuna quando entro in casa.
Ecco cosa faccio per la tua casa ogni notte. Sono il tuo insetticida silenzioso. Grazie alle lamelle adesive sotto le dita mi arrampico sui muri e caccio ciò che ti dà fastidio: zanzare, falene, mosche, moscerini, piccoli ragni. Mi apposto vicino alle lampade perché la luce attira gli insetti, e li catturo uno a uno, restando immobile in agguato. Un solo geco può mangiare fino a duemila zanzare in una sola notte: nessun geco sul muro è un po' meno zanzare in casa, senza un solo insetticida.
E se mi afferri per la coda, te la lascio: continua a muoversi per distrarti mentre io scappo, poi mi ricresce. Non è un trucco di magia, solo il mio modo di sopravvivere.
Quello che ti chiedo è semplice: non uccidermi, non scacciarmi a colpi di scopa, lascia le fessure da cui entro per cacciare. Lasciami solo vivere sul tuo muro a fare ciò che so fare: liberare la tua casa da zanzare e falene, in silenzio, mentre dormi.
Non porto sfortuna. Porto meno zanzare. La prossima volta che mi vedi attraversare il soffitto di notte, posa la scopa: la tua cacciatrice silenziosa è arrivata al lavoro.
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