20/02/2026
L’impianto è chiuso dal 2021 perché ha raggiunto la fine della sua vita tecnica e necessita di un intervento di revisione completo prima di poter riaprire.
🔹 Il piano di ristrutturazione: è stato progettato un intervento da circa 12,5 milioni di euro per la revisione generale dell’impianto e la sua messa in sicurezza. La spesa è aumentata rispetto alle previsioni iniziali a causa dell’impennata dei costi. I lavori di ristrutturazione dovrebbero partire nel corso del 2026.
Settembre 1926. Biella non è solo tessuti e fabbriche.
Quel mese, il 15 settembre, accade qualcosa di straordinario: inaugura la funivia di Oropa. È la prima funivia costruita in Piemonte. Punto.
Collegava il Santuario di Oropa, a 1200 metri, fino al Lago del Mucrone a 1900 metri. Sette minuti di viaggio. Quattordici chilometri di percorso sospeso tra le montagne biellesi, con una vista che ancora oggi farebbe invidia a molti impianti moderni.
Ma ecco il dato che cambia tutto: nel primo anno di esercizio, 200mila persone passarono da quella stazione di partenza. Duecentomila. In un'epoca in cui raggiungere una montagna significava camminare ore.
La funivia diventò il simbolo di Biella. Non una semplice infrastruttura, ma una dichiarazione: questa città sa innovare, sa costruire in grande, sa portare la gente dove prima nessuno poteva andare.
Per novantacinque anni è rimasta lì, immobile nei cieli biellesi, a testimoniare quel momento di gloria. Migliaia di turisti ogni anno, generazioni di biellesi che la guardavano come parte della loro identità collettiva.
Poi, il 15 dicembre 2021, tutto si ferma. Fine della vita utile. Le strutture cedono. Non è più sicura.
E qui arriva il bello.
Anziché lasciarla marcire come tanti altri monumenti industriali, il Comune decide di riportarla in vita. Nel 2024 stanzia sei milioni di euro—fondi PNRR, regionali, comunali, provinciali tutti insieme. L'obiettivo è ambizioso: riaprire la funivia nel 2026.
La stazione di monte ancora resiste, in condizioni pietose ma visibile dal basso. Quella di valle è stata demolita secondo i piani. Ma il progetto è chiaro: non è nostalgia, è resurrezione.
Perché una città che sa ricostruire quello che ha perso non è una città che rinuncia. È una città che ricorda chi era.
💁♂️ In breve
👉 Prima funivia piemontese (1926)
👉 Chiusa dal 2021, in restauro dal 2024