Casa dell'Angelo custode

Casa dell'Angelo custode Un luogo tra cielo e terra dove poter ritrovare sé stessi nell'incontro con il prossimo e la natura

27/08/2026

Quinto ed ultimo incontro del ciclo di seminari dedicati all'arte sacra

Con il Romanticismo si infrange il tradizionale rapporto fra artista e committente, cambia la posizione dell'artista nella società. L'artista non è più un esecutore, è consapevole della sua autonomia creativa che lo affianca al poeta e al musicista, e compie l'ultimo passo verso l'emancipazione dalla committenza, proponendo all'acquirente privato la sua opera libera nei soggetti e nel linguaggio.

I temi religiosi ed allegorico-celebrativi intanto vanno esaurendosi in una società non più gerarchica, sempre più laica, dove clero ed aristocrazia hanno perduto privilegi e censo.

Il seminario si svolgerà presso il nostro giardino in

Via Vallauri, 39
12013 Chiusa di Pesio - Cn

La partecipazione è gratuita

17/08/2026

Oggi vi propongo questo pensiero da leggere ascoltando attentamente questo video:

https://www.youtube.com/watch?v=zc5lhK00GSg

Silenzioso e capace di penetrare ovunque, anche attraverso gli atomi delle pietre del mio giardino dove una volta si diceva si potesse trovare Dio al solo voltarle: Dio “è” ed “essendo” Egli è ovunque; il silenzio di cui parlo mi giunge attraverso Bach 1056, il secondo movimento, tempo “largo”.

In questa estate che inizierà presto a sfiorire, la malinconia che accompagna l’idea di ”fine”, intesa come limite invalicabile, è presente ovunque: l’orto mostra giallastri riflessi; la sera, l’ombra della notte anticipa il suo ingresso nelle stanze di questa antica residenza; le giovani notti presso il parco, trascorse vociando amabilmente con qualche amico, sono fresche, frizzantine.

Il pizzicato degli archi dà voce al tempo che trascorre inesorabile ed avviene, in quegli istanti, una anticipazione del ricordo che seguirà la fine: sono attimi struggenti e sorprendenti nella loro semplicità, attimi in cui chiedo perché non si possa fermare il tempo in modo che nessuno se ne possa andare, in modo che quel vociare tra amici, presso il parco fiorito che è la nostra vita, così denso e umano continui in eterno.

L’eternità si gioca tra presente e futuro, nel ricordo, nell’atto amorevole, nella certezza che vi sia l’Essente che ci attende come il finale del movimento bachiano: gli archi disvelano una caldissima emozione, ci baciano: è l’abbraccio di Dio.

13/08/2026

Quarto incontro della rassegna "Il magnifico viaggio dell’Arte Sacra". La serata sarà dedicata a "Caravaggio – Zurbaràn: L’arte sacra cattolica dopo la controriforma".

Ecco alcuni dettagli relativi agli argomenti che tratteremo che il relatore Prof. Alessandro Tonietta ci ha voluto anticipare:

"Il ‘600 con i suoi fermenti religiosi legati alla “Controriforma” fa da sfondo all’arte e al pensiero di due grandi artisti, uno italiano e uno spagnolo.
Caravaggio e Zurbarán, due uomini con personalità molto differenti ma che hanno saputo esprimere con profondità e originalità il “sentire spirituale” del loro tempo."

La partecipazione è completamente gratuita.

📍 Dove si tiene l'incontro: Casa dell'Angelo custode - Via Vallauri, 39 - Chiusa di Pesio (Cn)

💻 In diretta: Per chi non può partecipare di persona, la serata sarà trasmessa anche in streaming qui.

09/07/2026

Mi permetto di pubblicare questo breve pensiero avendo nel cuore il grande profeta ed in mente qualche dettaglio dell’espressività di Giovanni Pascoli: vi prego di leggere queste poche righe facendo “caso“ sia al significato, sia alle immagini evocate dalle singole parole o lettere perché lo Spirito, che tutto ci “spiega”, soggiorna in un luogo che si trova tra la nostra coscienza (che è del tutto razionale) ed il nostro substrato emozionale (che è sentore della dimensione divina).

“Spesso, dopo una lunga notte, presso le lavande in fiore, nel ronzio sciolto e soave di pronubi campestri, un sussurro di silenzio sottile: è la voce di Dio.

In esilio è il vento gagliardo e impetuoso che frange e spezza i monti; dormiente è il terremoto e il fuoco che squassano il mio spirito nell’ora tarda dei cupi abbandoni del cuore, mentre la Tua voce mi dice tante cose, e poi tante.

Ma il tempo del giorno s’avanza e così, o Elia, vivo il mondo, con sempre negli occhi il Suo appello: “Che fai qui?” (1 Re 19,9); e poi s'ode: svaniiii....”.

03/07/2026

Simplex

“Era una persona semplice” è l’epitaffio che sogno qualcuno possa porre presso il luogo dove riposeranno le mie spoglie mortali!

Il cammino per poter essere degni di tale onore 😊 è però “complicato” e affascinante allo stesso tempo.

Chiariamo subito un concetto: semplice e banale non sono per nulla sinonimi. Semplice, nella riflessione filosofico/teologica significa qualcosa di incredibile.

Una “cosa” (dovrei dire “un ente”) è semplice quando la sua essenza ed il suo essere coincidono. Ma che vuol dire questa frase?
Ecco un paio di definizioni importanti per capire:

- L’essenza è quella caratteristica che mi rende unico, è quella caratteristica senza la quale io non sarei più ciò che sono: l’essenza dell’essere umano, ad esempio, è la sua capacità di prendersi cura di qualunque ente (“cosa”); senza questa capacità l’essere umano diverrebbe un qualunque essere animato.

- L’Essere identifica la condizione del sottrarsi al nulla, l’apparire presente nel cosmo (cosmo = sistema ordinato che comprende il tutto).

Ora possiamo riscrivere la frase enigmatica:
Un ente è semplice quando ciò che lo caratterizza è ciò che lo rende presente al cosmo e, riferito ad una persona, una persona è semplice quando il suo “saper prendersi cura di qualunque ente” è ciò che lo rende ciò che è.

Una persona è quindi semplice quando sente che vivere vuol dire “prendersi cura” di ciò che mi si presenta dinnanzi durante la vita e che prendersi cura di qualunque ente è la vera vita.

Visto che ho sempre in mente il mio amico Gesù 😊, quando dice: “ama il prossimo tuo come te stesso”, ci sta dicendo: cerca di essere semplice.

30/06/2026

Meditazione cristiana: e se la meditazione non fosse "fare il vuoto", ma fare spazio a una Persona? 🤔

Spesso pensiamo alla meditazione come a un distacco dal mondo per ritrovare la nostra energia. Nella meditazione cristiana il percorso è capovolto: non è isolamento, ma un dialogo vivo che, mentre ti fa cercare il cielo, ti riporta con i piedi per terra, in mezzo alla gente.

👇 Se hai 3 minuti, sotto ti spiego perché il silenzio cristiano non è mai assenza, qual è il meraviglioso "difetto" dello Spirito Santo e come l'atto del meditare possa trasformarsi in un abbraccio collettivo.

La sorpresa della meditazione cristiana

Moltissimi visitatori della nostra Casa dell’Angelo mi hanno chiesto se organizzassimo momenti di meditazione (diciamo di ispirazione orientale) senza nemmeno ipotizzare che in un luogo come questo si potesse praticare la meditazione cristiana. 😊 Per questo motivo ho ideato questo post, che potrebbe essere visto come chiarimento o come proposta.

Per comprendere la meditazione cristiana è fondamentale un presupposto: qualunque discorso che non abbia come cuore pulsante l’amore per la persona (che sia persona divina o persona umana) non può essere detto cristiano.

Allora, quali sono le direttrici di questa meditazione? Come al solito, almeno per me, sono fantastiche.

L'ascolto nel silenzio

Normalmente, quando si parla di meditazione, ci si pensa in silenzio, alla ricerca del silenzio e della concentrazione per poterci distaccare dal mondo per poi ritrovare noi stessi e la nostra energia vitale.

Nella meditazione che stiamo cercando di capire, il percorso è diverso, anche se alcune componenti potrebbero sembrare, a prima vista, identiche.

Cuore della meditazione non è il silenzio, ma piuttosto l’ascolto nel silenzio. L’ascolto di chi o di che cosa? Beh, l’ascolto di una persona che mi sta parlando, di cui immediatamente non percepisco la parola ma che poi, passo dopo passo, comprenderò perfettamente: una persona (io) in ascolto di un’altra persona che sempre mi precede nel dialogo.

Il silenzio, in ambito cristiano, non è obbligatoriamente immaginato come assenza. La “parola” non corrisponde alla vocalizzazione di uno o più vocaboli: essa corrisponde piuttosto alla “esternazione dell’energia interiore”, esternazione sempre volta a un interlocutore. Ora, se partiamo dal presupposto che Dio sempre opera e che la sua opera, la sua azione, sia corrispondente a ciò che immaginiamo come “amore”, ecco che la “parola di Dio” non è solo vocalizzazione, ma è piuttosto cura silente del creato in generale e dell’essere umano in particolare.

Nessuna tecnica particolare è prevista perché io mi possa porre nell’epicentro di questo dialogo perché, in un contesto libero come è quello del rapporto Dio-uomo, le forzature non sono nemmeno ipotizzabili: io inizio a “udire” la “parola” di Dio non grazie alla ripetizione di frasi o di gesti, ma perché inizio a udire la Sua “parola” quando Dio percepisce che il momento sia giunto anche per me. Quindi, vi direte: questo Dio è come un vigile che dice: "A te sì e a te più tardi!"? 😊 Non è così… Dio ci ama (ricordiamolo) e quindi fa in modo che il momento per l’inizio del “dialogo tra udenti” inizi nel momento più opportuno, accompagnandoci con dolcezza verso la sapienza necessaria all’ascolto.

Entrare nella scena

Quindi siamo lì in silenzio, con un passo del Vangelo in mente, in ascolto della Parola che sta per giungere: mi pongo con il mio spirito e con il mio corpo accanto alla “persona fisica” Gesù, mentre parla al cieco nato, alla donna siro-fenicia; mi pongo nell’aia del Padre misericordioso che scruta l’orizzonte alla ricerca del figlio (… 😊 cosa vi dicevo? Ecco qui Dio che precede e che scruta l’orizzonte per capire quando possa abbracciarci) e cerco di percepire gli spazi fisici e spirituali di quelle scene, mi sento come se fossi io uno di questi personaggi e cerco soprattutto di capire perché Gesù stia compiendo una particolare azione.

Il "difetto" dello Spirito Santo

Quando giungo a questo punto, ecco l’intervento di un’altra Persona: lo Spirito. “Solo lo Spirito conosce le profondità del pensiero divino”, si dice nella Sacra Scrittura. Lo Spirito, come fosse uno di quei rimorchiatori che nei porti trascinano grandi navi fuori dal porto, ci indica quale via seguire, ci spiega come comprendere Gesù Cristo e la Sua parola per poi giungere a Dio Padre.

Ma lo Spirito (userò un tono scherzoso per farmi capire) ha un difetto: vede il mondo solo ed esclusivamente come una rete fantastica di relazioni, di abbracci, di rinascite collettive e così, la grammatica che ci insegna (essa serve per meglio comprendere i discorsi) è una grammatica che ci presenta Gesù come l’effettivo “bel pastore” che, vivendo sempre tra la gente, spende la propria vita mostrandoci il vero volto di Dio e dell’essere umano in una azione sempre fondata sull’amore e quindi sulla libertà. Immaginare Gesù senza pensarlo anche come “vero uomo in relazione” sarebbe un grave errore.

Cercare il cielo per trovarsi sulla terra

Riassumo:
Meditazione = dialogo che avviene in un silenzio operoso grazie al quale posso sicuramente incontrare Dio che mi sta già aspettando (per me Dio è sempre la Trinità) vivendo la Parola di Gesù mentre lo Spirito cammina con me abbracciandomi per mostrarmi le profondità del pensiero divino (la diretta visione di Dio Padre è un poco impossibile).

Se inizio a vivere con Gesù in compagnia dello Spirito, riesco anche a udire la Parola che mi dice: "Se vuoi ritrovare te stesso, cerca il Suo volto!". Ma suo di chi? Ma dell’uomo per eccellenza!!! Gesù Cristo. E cercando il Suo volto, sapete cosa succede? Ci accorgiamo che il Suo volto è ora il volto composto da tutti i nostri volti. E guardate che funziona proprio così… quando cerco Dio in cielo mi ritrovo tra la gente, sulla terra, e sento una voce che dice: "Credi nell’umanità che ho redento e lì mi troverai!".

Unisciti al cammino: parliamone insieme

Questo è un primo accenno alla meditazione, quasi un balbettio. Prossimamente ci saranno altri approfondimenti. Se ci fossero dubbi od osservazioni, vi prego, poneteli nei commenti o magari in occasione di una visita qui alla Casa dell’Angelo Custode… (il parco incantato durante le ore serali rinfrescato dalla brezza montana è ideale per due chiacchiere).

Buon cammino e buona meditazione a tutti! ✨

19/06/2026

Ringrazio tutti i partecipanti — sia quelli presenti fisicamente, sia chi ci ha seguito in diretta Facebook — al primo seminario della stagione 2026. Un ringraziamento particolare va al prof. Alessandro Tonietta, che ci ha sapientemente accompagnato durante l'incontro.

È stato particolarmente stimolante il dopo-incontro: il bellissimo dialogo nato con i partecipanti ha confermato una grande curiosità e il desiderio di approfondire i temi trattati. Il notevole interesse suscitato da questa iniziativa ci rincuora e ci spinge a continuare su questa strada.

📺 Rivedi l'incontro
Qui sulla nostra pagina trovate il video integrale dell'evento. Rimaniamo a completa disposizione per chiarimenti, spunti o domande di qualunque genere.

📅 Prossimo appuntamento
Segnate in agenda per Giovedì 9 Luglio 2026:
👉 Dalle catacombe a Giotto: L’arte sacra nell’Europa occidentale

🌱 Sostieni il nostro progetto
Ci autofinanziando per mantenere la nostra azione libera ed efficace. Se volete sostenerci, vi aspettiamo ai nostri incontri — dal vivo, presso il nostro magico giardino, o in diretta Facebook.

Grazie ancora a tutti!

06/06/2026

Ciclo di seminari gratuiti dedicati alla storia dell'arte

Siamo lieti di presentarvi un ciclo di seminari sulla evoluzione dell’arte sacra. I seminari saranno tenuti dal Professor Alessandro Tonietta presso la nostra sede, anche se ci piacerebbe poter “utilizzare” altri spazi. Se ci fosse qualcuno pronto a mettere a disposizione qualche piacevole luogo, saremmo molto contenti di poterlo condividere per una delle serate.
Il relatore sarà il Professor Tonietta che gentilmente ha voluto approntare questa breve introduzione:

Con piacere ho accettato la proposta della "Casa dell'Angelo Custode" di fare una serie di incontri di storia dell'arte dedicati al tema dell'arte sacra. In queste serate vi proporrò un lungo e interessante viaggio attraverso la spiritualità cristiana d'Oriente e d'Occidente alla luce del "Concetto del Bello interiore". Si partirà dalla "lettura" delle icone legate al mondo cristiano orientale ma con antiche e profonde radici nelle culture pre-cristiane; per poi immergerci nella raffinata arte bizantina e nell'arte dell'Europa medievale in cui classicità e autentica devozione popolare si fondono. Il '600 con le sue forti e contrastate tensioni spirituali e religiose ci racconterà di artisti che hanno saputo esprimere, pur se in diversi modi, l'intensa religiosità del tempo. Infine, sarà interessante accompagnarvi a scoprire la presenza cristiana nell'arte moderna e nei suoi artisti e movimenti più significativi.

Alessandro Tonietta

Anche se la partecipazione dal vivo sarà di sicuro affascinante (visto che gli incontri si terranno presso il nostro bellissimo giardino), gli incontri saranno trasmessi anche via diretta Facebook.

Pubblicheremo prossimamente gli eventi tramite varie piattaforme social.

Hai uno spazio adatto a ospitare una delle nostre serate?
Saremmo felici di collaborare con te! Se hai una location (giardino, sala o luogo caratteristico) da mettere a disposizione, contattaci subito:

👉 Contattaci in privato tramite Messenger, chiama il 334 745 4327per maggiori informazioni.

Non vediamo l'ora di condividere questo viaggio nella bellezza con voi.

Un luogo tra cielo e terra dove poter ritrovare sé stessi nell'incontro con il prossimo e la natura

Un nuovo canto e un nuovo pregareOdoravano i fior di vitalba     per via, le ginestre nel greto;alïavano prima dell’alba...
02/06/2026

Un nuovo canto e un nuovo pregare

Odoravano i fior di vitalba
per via, le ginestre nel greto;
alïavano prima dell’alba
le rondini nell’uliveto.

Alïavano mute con volo
nero, agile, di pipistrello;
e tuttora gemea l’assïolo,
che già spincionava il fringuello.

Tra i pinastri era l’alba che i rivi
mirava discendere giù:
guizzò un raggio, soffiò su gli ulivi;
virb... disse una rondine; e fu

giorno: un giorno di pace e lavoro,
che l’uomo mieteva il suo grano,
e per tutto nel cielo sonoro
saliva un cantare lontano.

Alba - Giovanni Pascoli

Come fosse l’alba dell’universo; come fosse una “creazione” pagana: l’alïeggiare delle rondini prima dell’alba, prima della luce, come fece lo Spirito.

Si odono le orazioni dei “fior di vitalba per via, dalle ginestre nel greto”. L’odorare e l’alieggiare riempiono uno spazio che, inizialmente etereo, poi, accoglie l’irrompere della vita e della lotta per la vita.

Nel silenzio definitivo, tra i pinastri, solo da li, l’alba illumina la scena primordiale: la rondine, ora ben distinguibile nella sua singolarità, diviene un guizzo (di luce?) ed un soffio di vento e così il giorno guadagna il suo “essere“: cielo e terra e luce e vita ora “sono” ma manca ancora qualcosa che possa unire e dare ragione di tutte queste dimensioni e così, l’uomo, con il suo operare il futuro (che è il grano) canta un canto che sale (come nuova preghiera?) verso il cielo colmo di molteplici vibrazioni per giungere a Dio, per vivere con Dio tra i pinastri, tra i rivi, nell’alba, nella vita del giorno che nasce. Così, di quando in quando, mi piace pregare.

Sub rosa – Il segreto della confidenzaLe rose sono fantastiche perché sono vegetali generosissimi dalle sembianze più di...
29/04/2026

Sub rosa – Il segreto della confidenza

Le rose sono fantastiche perché sono vegetali generosissimi dalle sembianze più disparate e dai colori più diversi. Tra le tante rose mi ha colpito in particolare la rosa canina a causa di una tradizione risalente al medio evo e anche per il fatto che di essa si utilizza quasi tutto: i fiori sono bellissimi, i frutti sono commestibili così come le radici sono materia prima per rimedi legati alla bio-medicina.

Risalente al medio evo è una leggenda che vuole la rosa canina protettrice dei segreti o delle confidenze concesse agli amici. Si diceva che chi parlasse “sotto la rosa”, cioè nei pressi della rosa (canina, in particolare) accettasse implicitamente un patto: se la confidenza fosse stata divulgata, la bellezza della sua vita sarebbe appassita velocemente come un petalo di rosa canina staccato dal ramo, lasciando solo le spine (ovvero il rimorso e la rovina sociale).
Un altro racconto, sempre risalente al medio evo, è legato alla sfera religiosa e narra di un giovane chierico che, avendo violato il segreto di una confessione, vide la sua lingua trasformarsi in una spina di rosa ogni volta che cercasse di parlare di nuovo, rendendogli impossibile proferire parola per il resto dei suoi giorni.

Da questa simbologia deriva l'usanza di scolpire rose sui confessionali lignei, tradizione che si è mantenuta per secoli.
I miti, come sempre, sono racconti legati all’esperienza umana e cercano di trasmettere e proteggere valori profondi. La leggenda, o meglio, le leggende legate alla rosa canina mirano a proteggere e preservare la bellezza dell’amicizia che dovrebbe essere un “luogo” dove lo spirito degli amici si fonde in un unico spirito legando la bellezza delle singole persone in un unico ideale di bellezza.

Quando mi trovo a parlare ad un amico è come se stessi parlando con la mia coscienza, è come se stessi dicendo a me stesso qualcosa che mi fa gioire o mi preoccupa in modo da poter condividere alcuni momenti importanti della mia vita. Il tradimento di una confidenza, sin da quei tempi remoti, era visto come un attentato non tanto all’amicizia ma piuttosto alla vita del trasgressore che non avendo protetto questa dimensione così importante, si dimostrava immaturo ed incapace di assaporare la vita.

Tradire un segreto o una confidenza detto sub rosa significava metaforicamente "afferrare la rosa dalla parte delle spine".

L’amicizia, come le rose, è “generosissima, dalle sembianze più disparate e dai colori più diversi” e per questo deve essere protetta ad ogni costo. Quando vedrete una rosa canina pensate all’amicizia che può essere bellissima come i suoi fiori ma anche dolorosa se “afferrata” senza attenzione (la rosa presa dal gambo senza tener conto delle spine).

Indirizzo

Via Vallauri, 39
Chiusa Di Pesio
12013

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