19/12/2025
A Natale 2025 non nasce Gesù!
Quante volte abbiamo sentito dire: "A Natale nasce Gesù bambino"? Non vi è mai sembrata una affermazione assolutamente assurda? A me sì.
Gesù è nato più di duemila anni fa, a Betlemme, lo sappiamo tutti. Se oggi come oggi un giovane ci sentisse dire che Gesù nasce il 25 Dicembre di ogni anno, è normale che confonda il messaggio cristiano con una favola bella adatta a dei creduloni. Il Natale, invece, è qualcosa che ci dischiude una dimensione concretissima.
Proviamo a recepire il mistero del Natale a partire da ciò che il nuovo testamento ci dice ed in particolare facendo riferimento al prologo di Giovanni evangelista o anche alla 1 lettera di Giovanni.
Vangelo di Giovanni:
1.1 In principio era il Logos
e il Logos era in cospetto a Dio,
e il Logos era Dio.
Era lui in cospetto a Dio.
Mediante lui fu tutto - e nulla fu senza di lui.
Quanto avvenne in lui, era vita,
e la vita era la luce degli uomini.
Il "Logos", il meraviglioso "Logos" di cui già Eraclito dice (uno dei primi filosofi) definendolo proprio come "lo svelamento dell'essere" e che poi verrà rielaborato in veste metafisica associandolo per sempre al concetto di "ratio" (razionalità), ci viene annunciato come il principio "mediante il quale fu tutto" dicendo nel contempo che questo Logos è Dio pur essendo "in cospetto a Dio".
Dio che rivela l'essere si pone in colloqui con l'essere per eccellenza, cioè con l'uomo, e nella pienezza dei tempi decide di rinunciare alle proprie prerogative divine per diventare uno di noi pur rimanendo il Logos che in principio era in cospetto a Dio. (Una piccola precisazione : "l'In principio" non è un concetto che abbia a che fare con il la dimensione temporale, "in principio" vuol dire che un certo concetto "è" il principio o meglio "è" il fondamento).
Nella bella scena che l'iconografo Luca l'evangelista ci presente per raffigurare il parto di Gesù, possiamo ravvisare sin da subito che Gesù viene al mondo come uno di noi, anzi, come il più povero di noi:
Lc 2,7 "Partorì quindi il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo adagiò in una mangiatoia, perché non c'era spazio per loro nell'alloggio".
Questa è l'immagine che rappresentiamo tramite il presepe cosi come nel presepe rappresentiamo i pastori e l'angelo facendo riferimento da un altro versetto esposto da Luca:
Lc 2,8-12: "In quella stessa regione c'erano pastori accampati all'aperto, che durante la notte vegliavano a guardia del loro gregge. Ed ecco, un angelo del Signore si presentò davanti a loro e la gloria del Signore li circonfuse di luce, ed essi furo presi da grande paura. Ma l'angelo disse loro: "Non abbiate paura: ecco, vi annuncio una lieta notizia, una grande gioia sarà per tutto il popolo, perché oggi nella città di David è stato partorito per voi un salvatore, che è il Cristo Signore".
Questi concetti sono nel contempo scandalosi e fondamentali per la comprensione del Natale:
- Dio che si rende vicino alla sua creatura
- Dio vive la nostra vita dall'inizio alla fine come un essere umano
- Dio che inizia l'opera definitiva di salvezza partendo dalla condizione umana più miserabile (i pastori non erano, come abbiamo sentito in qualche predica, delle miti personcine poiché il pastore veniva considerato ai quei tempo quasi meno di bestia, in effetti un detto affermava: "è lecito salvare un animale caduto in un fosso ma non il pastore).
Tenendo presenti queste tre idee (Logos, incarnazione ed annuncio dell'incarnazione) potremmo definire il Natale come un momento in cui siamo chiamati a riflettere sul fatto più importante della storia dell'umanità in cui il Logos si "fece carne" e non idea romantica e buonista fatta di panettoni e regalini ma "carne" fatta di gioia, fatica, dolore, vita e morte per "circonfonderci di luce" cioè per mostrare tramite la Luce (che è Dio) la bellezza dell'essere umano e la via per giungere a tale bellezza.
Proviamo, quest'anno, a vivere il Natale pensando secondo l'insegnamento della Chiesa che ci aiuta a capire cosa voglia dire "vivere il natale" dicendo: "Il natale si compie in noi allorché Cristo "si forma" in noi" (CCC 526).
Pensiamo quindi, per un istante, con il massimo della concentrazione, in questo periodo di Avvento, a come accogliere l'annuncio della salvezza in modo che Cristo si formi in noi.