10/10/2025
NO C U R: cittadini in difesa del mare contro il collettore unico dei reflui
Cresce la mobilitazione dei cittadini contro il progetto del collettore unico dei reflui, un’opera da oltre 70 milioni di euro che prevede di convogliare gli scarichi fognari di Terrasini, Cinisi, l’aeroporto “Falcone e Borsellino” (che accoglie circa 9 milioni di passeggeri l’anno), Carini, Torretta, Capaci e Isola delle Femmine in un unico punto di raccolta e scarico nel golfo di Carini, in prossimità del torrente Ciachea.
Un progetto che il Comitato “No C.U.R.” (No Collettore Unico Reflui) definisce “folle e pericoloso”, paventando rischi ambientali e sanitari gravi per il mare, l’ecosistema costiero e la balneabilità delle acque.
Per fare chiarezza e sensibilizzare la cittadinanza, il comitato ha organizzato un incontro pubblico dal titolo “Collettamento unico dei reflui: quali conseguenze per il nostro territorio?”, che si terrà venerdì 17 ottobre 2025 alle ore 18:00 presso Hotel Sirenetta Isola Delle Femmine.
Durante l’incontro, aperto a tutti, verranno affrontati temi cruciali:
- i rischi legati all’opera,
- la mancanza di valutazioni su alternative meno impattanti,
- la necessità di maggiore trasparenza e partecipazione pubblica nelle scelte che riguardano il territorio.
Il collettore, spiegano gli organizzatori, convoglierebbe reflui urbani e industriali — compresi quelli provenienti dallo scalo aeroportuale — in un unico punto di scarico in mare, con potenziali ripercussioni sulla qualità delle acque e sulla biodiversità marina. “Il nostro mare è la nostra vita, non possiamo permettere che venga trasformato in una discarica liquida”, affermano i membri del comitato.
Nonostante il primo ricorso del gruppo sia stato respinto, la mobilitazione non si ferma. “La lotta è appena cominciata”, dichiarano i promotori, che invitano i cittadini di tutti i comuni interessati — Isola delle Femmine, Capaci, Carini, Torretta, Cinisi e Terrasini — a partecipare numerosi all’incontro.
"Non accampate scuse e non aspettate che i giochi siano fatti — si legge nell’appello del comitato —. Quando il mare non sarà più balneabile, lamentarsi sui social non servirà a nulla. Serve partecipazione ora, per difendere il futuro di tutti.”
L’obiettivo è costruire un fronte comune di informazione e consapevolezza, capace di far pressione sulle istituzioni affinché riconsiderino un’opera ritenuta sproporzionata, costosa e potenzialmente dannosa per l’ambiente e per l’economia turistica della costa.
Per informazioni e adesioni: [email protected] – 327 20 15536.