31/08/2026
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Nel 2025 la Puglia ha superato i 6,7 milioni di arrivi turistici, mentre le presenze hanno raggiunto circa 22,7 milioni: in dieci anni, però, è soprattutto il turismo straniero ad aver cambiato il volto della regione.
Il dato più sorprendente arriva dal confronto con il 2015: gli arrivi internazionali sono cresciuti del 228%.
Non è soltanto una questione di numeri.
Significa che una regione considerata per decenni soprattutto una destinazione balneare estiva è riuscita a diventare qualcosa di molto più complesso: un luogo cercato per i suoi borghi, le città d’arte, il paesaggio, la gastronomia e quella particolare identità mediterranea che non può essere facilmente replicata altrove.
Alberobello è forse l'immagine più riconoscibile di questa trasformazione.
I suoi trulli, nati da una tradizione costruttiva antica e inseriti nella lista UNESCO dal 1996, sono diventati una delle porte d'ingresso internazionali alla Puglia.
Ma il fenomeno non si ferma lì.
A Lecce, le facciate barocche raccontano un'altra Puglia: quella della pietra lavorata, delle chiese, delle piazze e di una cultura urbana che ha trasformato il patrimonio storico in una delle principali attrazioni turistiche del territorio.
E poi ci sono le località costiere.
Vieste e Gallipoli continuano a rappresentare la forza della stagione balneare, mentre Bari e altri grandi centri contribuiscono a intercettare flussi legati anche a collegamenti, cultura, eventi e soggiorni più brevi.
La vera sfida, però, è un'altra: far durare il turismo oltre l'estate.
Per questo negli ultimi anni la strategia regionale ha puntato sulla destagionalizzazione e sulla valorizzazione di territori diversi dalle sole località marine.
È un passaggio importante.
Perché quando un visitatore arriva in Puglia a ottobre per vedere un borgo, a novembre per la gastronomia o in primavera per il paesaggio, non sta semplicemente occupando una camera d'albergo fuori stagione.
Sta contribuendo a distribuire il valore del turismo su un territorio più ampio e per un periodo più lungo.
E oggi questo settore ha un peso enorme nell'economia regionale: il turismo incide per circa il 14,8% del valore aggiunto della Puglia.
La Puglia, insomma, non sta semplicemente attirando più persone.
Sta cambiando il modo in cui il mondo la guarda.
Dai trulli alle città barocche, dalle spiagge ai piccoli borghi, quello che un tempo sembrava un turismo concentrato in pochi mesi sta diventando una parte sempre più importante dell'identità economica e culturale regionale.
Forse è proprio questo il dato più interessante.
Non che il mondo abbia scoperto la Puglia.
Ma che, lentamente, la Puglia abbia imparato a farsi scoprire tutto l'anno.
+228% di arrivi stranieri dal 2015 al 2024.
Oltre 6,7 milioni di arrivi nel 2025.
La Puglia non è più soltanto estate.
È diventata una destinazione internazionale.
In breve:
— Nel 2025 la Puglia ha registrato oltre 6,7 milioni di arrivi e circa 22,7 milioni di presenze.
— Gli arrivi dall'estero sono aumentati del 228% tra il 2015 e il 2024.
— Il turismo rappresenta circa il 14,8% del valore aggiunto regionale.