27/03/2026
Luciano Faggiano nel 2001 aveva un piano semplice: aggiustare un tubo della fogna, aprire una trattoria, mandare avanti la famiglia.
Ha impiegato sette anni solo per uscire dal buco.
Siamo a Lecce, via Ascanio Grandi 56, centro storico. Faggiano compra un immobile, rompe il pavimento, e sotto trova qualcosa che non avrebbe dovuto trovare nessuno. Almeno non così, con un piccone in mano e i figli che danno una mano nei weekend.
Quello che emerge non è un reperto. Sono epoche intere, una sopra l'altra.
Il primo strato: pavimentazione messapica del V secolo a.C. Poi tombe ipogee. Poi cisterne romane. Poi un granaio. Poi i segni di un convento francescano attivo fino al 1600. Poi incisioni sui muri attribuite ai Cavalieri Templari, databili intorno al 1150. E sotto tutto questo, a dieci metri di profondità, l'Idume: un fiume sotterraneo che attraversa Lecce ancora adesso, silenzioso, come se niente fosse.
Sette anni di scavi, condotti sotto la supervisione della Soprintendenza Archeologica di Taranto e con la guida degli architetti Franco e Maria Antonietta De Paolis. Circa 3.000 reperti portati alla luce: vasellame, anelli con simboli cristiani, affreschi, ceramiche, macine riadattate ad ossari.
Spoiler: la trattoria non aprì mai.
L'8 aprile 2008, nello stesso edificio dove Faggiano aveva pianificato menu e tavoli, apre il Museo Faggiano. Gestito dall'Associazione Culturale Idume, fondata dalla famiglia. Un museo privato che racconta 2.500 anni di civiltà sovrapposta in pochi metri quadri di centro storico.
La cosa che colpisce non è solo cosa c'era sotto. È che nessun finanziamento pubblico, nessuna campagna di scavo ufficiale, nessun progetto ministeriale aveva trovato tutto questo prima.
Un cuoco con un piccone l'ha fatto al posto loro.
In breve:
Nel 2001 un cuoco leccese aprì il pavimento per riparare una fogna e scoprì 2.500 anni di storia stratificata sotto casa sua.
In sette anni di scavi emersero circa 3.000 reperti: pavimentazioni messapiche del V sec. a.C., cisterne romane, un convento francescano del 1600, incisioni templari del 1150 e il fiume sotterraneo Idume.
Nel 2008 lo stesso edificio è diventato il Museo Faggiano, uno dei più straordinari musei privati d'Italia.