19/08/2023
Nel settembre del 1963, sulla rivista NAUTICA, il giornalista Giancarlo Costa fornì il quadro di una Panarea dominata pienamente dai colori della natura, il "neroazzurro" del mare e il "verde" di una terraferma ricca di olivi, fichi d'India e capperi:
"Lontana dalla civiltà e dal turismo di massa sorge Panarea, piccola isola.
In questo paradiso distaccato dal resto dell'Universo e in cui si ha l'impressione che il tempo si sia fermato dal giorno della Creazione, vivono trecento persone a diretto contatto con il mare, con il cielo, azzurrissimo, e con le rocce vulcaniche dalle forme tormentate che le fanno apparire come sculture moderne.
Non si può parlare di un paese, piuttosto di tre gruppi di case collegate fra loro da una graziosa stradina che si tuffa di tanto in tanto nell'ombra delle piante per riapparire subito dopo sotto il sole cocente.
Gli abitanti sono cortesi e non hanno assunto indifferenza o spregio verso il forestiero.
Il costo della vita non si può certo definire caro, ma bisogna anche considerare che non c'è quasi niente.
Per alloggiare ci si può rivolgere al dottor Cincotta (pensione completa 2500 lire) o alla pensione Rodà (1800 - 2000 lire).
In ambedue le pensioni si mangia all'aperto sotto un fresco pergolato, ma per quanto riguarda l'alloggio, i viaggiatori sono sistemati in linde case di pescatori, dato che non esiste un vero e proprio edificio che funziona da albergo.
Queste casette sono imbiancate a calce e stanno arrampicate tra la vegetazione e qualche metro dal livello del mare.
I ristoranti sono le pensioni stesse citate.
Il noleggio giornaliero di una barca a motore costa sulle 5 o 6 mila lire, e 1500-2000 quello della barca a remi, sulla quale potrete applicare un motorino fuoribordo.
A questo proposito ricordatevi di portare con voi una buona riserva di benzina in qualche tanica di plastica; la benzina a Panarea la vende - quando ce l'ha, e sempre in quantità limitatissime - il meccanico dell'isola, il quale la vende maggiorata di 30-40 lire al litro.
Non ci sono posti di pronto soccorso, ma c'è un radiotelefono con il quale si può chiamare il soccorso aereo.
Il dottor Cincotta comunque (quello della pensione) era medico.
Dico 'era' perchè da molti anni ha lasciato la professione per fare l'albergatore, ma in caso di necessità, sia pure entro limiti assai stretti, può 'fare qualcosa'.
La luce elettrica non c'è, e l'acqua in quantità limitatissima è di una cisterna; essa basta ai bisogni della popolazione.
Esiste però l'ufficio telegrafico e quello radio-telefonico.
Data la scarsità del numero degli abitanti sull'isola non c'è la Pubblica Sicurezza, né i Carabinieri, soltanto qualche finanziere che per ragioni di servizio è obbligato a godersi questo paradiso che forse lo annoia..."