KidFriendly

KidFriendly KID FRIENDLY segnala e promuove esclusivamente le migliori iniziative dedicate ai bambini in Italia e all'estero.
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KID FRIENDLY è il nuovo portale-magazine online, volto a raccogliere, selezionare con cura, segnalare e promuovere i luoghi e le iniziative dedicate ai bambini in Italia ed all’estero, utilizzando come primo parametro di selezione il riscontro positivo offerto dall’esperienza delle famiglie e dei loro bambini. KID FRIENDLY è anche KF MAGAZINE, il nuovo magazine on line, disponibile anche in versione inglese, in cui saranno pubblicate proposte di weekend per le famiglie, di viaggi con bambini in Italia o all’estero, gallerie di moda e di prodotti dedicati all’infanzia, recensioni di libri, app, videogiochi, ebooks. Saranno, inoltre, presenti interviste rilasciate da esperti del settore, aventi ad oggetto argomenti in ambito pediatrico, con un occhio di riguardo per la cura dell’alimentazione.

05/11/2019
Maestra Mile

Maestra Mile

"Mia madre faceva la maestra. La ricordo di sera, dopo cena, china sullo stesso tavolo dove poco prima c’erano i nostri piatti, a correggere i compiti dei suoi alunni. Non usava la penna rossa per evidenziare gli errori, li sottolineava invece con un pastello verde chiaro, come le prime timide foglie di primavera.
Una di quelle sere che non avevo sonno e mi piaceva starle accanto a leggere Topolino, le chiesi perché quel colore invece del rosso che usavano tutte le altre maestre.
Mi rispose senza alzare la testa da quei fogli :
-È che nelle cose degli altri devi entrarci in punta di piedi, specialmente quando hai il compito di correggerne gli errori. Il rosso è un urlo, un’accusa alla quale non si può replicare. Dice “Tu hai sbagliato!” con il dito puntato contro.
Il verde è gentile, come una piantina che cresce e per farlo ha bisogno di sostegno. Il verde non demolisce, sostiene."
Milena Maggio

La scuola ci riguarda tutti
29/10/2019

La scuola ci riguarda tutti

IO MAMMA
27/09/2019

IO MAMMA

QUAL È IL PROBLEMA?

Che cosa c'è in Greta che infastidisce tanto, soprattutto gli over 40?
A parte il senso di colpa intendo.

Cosa vi turba? Il fatto che molti vostri figli scendano in piazza sostenendola mentre voi non avete ancora capito come fargli lavare i denti?

Che con le trecce da sfigata sia stata ammessa all'ONU a fare il cazziatone ai leader del mondo mentre voi non avete le palle per chiedere un aumento al vostro capo dopo 20 anni di un lavoro che non è quello che avreste voluto fare?

Che a 16 anni aggrega una generazione su uno dei temi più importanti del momento mentre a 16 anni il vostro più grande dilemma è stato la tenuta del crociato di Ronaldo?

E allora vi nascondete dietro al tentativo di banalizzare un movimento globale sostenendo, dall'alto della vostra comprensione del mondo, che quelli in piazza siano soltanto giovani che non sanno come occupare il tempo e per i quali ogni occasione sia buona per protestare.
Che siano manipolati, vittime di un'enorme operazione di marketing su cui qualcuno ci starà pure guadagnando, o speculando.
Probabilmente la stessa Greta. Anzi, sicuramente.

Vi convincete che sia manovrata perché una ragazzina riesce ad avere ancora quella visione e quella fiducia nel cambiamento che voi avete perso.

Il bello è che se fossimo così attenti e critici e facessimo le pulci sui numeri e sui dettagli ai politici un decimo di quanto le stiamo facendo a una ragazzina entusiasta il pianeta probabilmente l'avremmo già salvato noi. O almeno avremmo salvato il nostro Paese.

Che bisogno c'è di insultarla e sminuirla se è soltanto una ragazzina? O avete per caso quel formicolio che prende chi è colto in fallo? Chi sa di aver sbagliato ma ammetterlo è dura? Chi pensava di far la bella vita tanto il problema del dopo non sarebbe stato affar suo? Chi cerca di sminuire l'accusatore perché contro l'accusa, in fondo, non ha alibi che tengano? Chi si sente di dover difendere uno stile di vita che è sembrato una conquista senza che ci si rendesse conto che fosse insieme anche la più grande sconfitta? Che anche voi siete stati manipolati e avete fatto parte della più palese operazione di marketing del consumismo senza esserne consapevoli? Che a farlo notare sia uno tsunami di ragazzini che continuate a considerare buoni a nulla, guidati da una minorenne piena di problemi?

Al di là del come, al di là del chi, al di là del quando e del quanto, avete davvero il coraggio di negare che il suo messaggio sia vero, importante, centrale? O vi irrita il fatto che in fondo non dica niente di nuovo, cose che sapevate già, che si dicono da sempre e quindi non giustificano tanto rumore?
La prima Conferenza ufficiale sui cambiamenti climatici, in effetti, è datata 1992. Greta non c'era. Voi invece, dove eravate? E dove siete stati nei 25 anni successivi?

Beh, non è importante nemmeno saperlo. Ma sappiate almeno una cosa: se non vi sembra paradossale il fatto di vivere in un tempo in cui la politica si occupa di merendine e i bambini di cambiamenti climatici un po' di colpa, in effetti, ce l'avete.

#FridaysForFuture #ClimateChange #GretaThunberg #WeHaveNoPlanetB

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Alberto Pellai
15/09/2019
Alberto Pellai

Alberto Pellai

Perché la preadolescenza é l'età dello tsunami?

Nel bell'articolo dell'Huffington Post, che condivido con questo post, tutti i genitori di preadolescenti tsunamici troveranno un sunto molto efficace del nostro libro "L'età dello tsunami" (De Agostini ed.) che moltissimi genitori hanno amato e scelto come fonte di ispirazione del proprio progetto educativo quando i figli sono alle scuole medie. Nell'articolo trovate anche cinque consigli salvavita quando la situazione sembra sfuggirci di mano. Da leggere e condividere con chi sta crescendo un preadolescente.
Voi avete letto "L'età dello tsunami?" Vi é stato di aiuto?

Erica Petrucciani Pedagogista
13/09/2019

Erica Petrucciani Pedagogista

Cari mamma e papà,

io oggi comincio la scuola primaria. Divento ufficialmente uno scolaro. So quanto voi ci teniate a me e alla mia istruzione. So che studiare è importante. Ma se possibile, vi consiglio di leggere queste piccole regole che ci permetteranno di capire che la scuola serve per la vita ma che non è tutta la nostra vita.

1. Io non sono i voti che prendo. E voi neppure. Quindi se qualche volta prendo benino (e non bene), se la maestra mi mette qualche visto, se addirittura arriva a casa l’invito a rifare qualcosa perché ho sbagliato tutto: calma e sangue freddo! Non è morto nessuno, domani il sole continuerà a sorgere nel cielo. E io ho diritto a fare qualche errore. Non controllate ossessivamente i miei voti, non chiedetemi sempre cosa ho preso nei compiti. Ve lo ripeto: io non sono i voti che prendo.

2. Non mi piace farvi la lista dei voti che hanno preso i miei compagni. Detesto quando mi chiedete chi ha preso più di me e chi ha preso le insufficienze. Voi avete un figlio: me. Sono unico e speciale e non mi piace essere messo in classifica prima o dopo questo o quel compagno, in base ai voti ottenuti. Se non capite bene perché, rileggete il punto 1.

3. Al mattino, se possibile, rallentiamo le corse. A volte mi sembra di essere il vostro portachiavi. Mi svegliate, mi alzate, mi vestite, mi colazionate, mi lavate i denti, mi buttate sulla macchina. E l’unica frase che riuscite a dire è: Corri che è tardi. Possiamo rallentare un po’? Altrimenti al mattino sono così stressato, che tra qualche settimana comincerò ad avere mal di pancia o qualche altro disturbo psicosomatico.

4. Collegato al punto 3: è bello svegliarsi al mattino con i volti dei tuoi genitori che sorridono. Con una bella canzoncina. Con una carezza sulla testa. Ma anche con la televisione spenta. Con i vostri cellulari ancora sconnessi. Così abbiamo il tempo di dirci buongiorno. Poi magari vi racconto che ho un po’ di “ansietta” perché a scuola non so bene che cosa mi aspetta. Allora voi mi guardate negli occhi e mi fate un sorriso. Poi magari papà mi dice anche una barzelletta. E mamma mi fa un massaggino sulla pancia. E io, non so dirvi perché, comincio subito a stare meglio. E l’ansia scompare. E mi viene da ridere. E ho voglia di uscire di casa insieme a voi.

5. Quando mi accompagnate a scuola ricordatevi che io non parto per la guerra. E voi neppure. Perciò, sul cancello di ingresso, basta un bacino e un saluto di buona giornata. Non serve che ci baciamo dieci volte, che ci abbracciamo venti volte. Che mi stringete la mano e poi la lasciate andare e poi la stringete di nuovo. Così come non serve che rimaniate lì sul cancello a vedere che salgo le scale che portano dal cortile all’ingresso dell’edificio. E non serve neppure che rimaniate lì fuori dal cancello ad aspettare che io salga la rampa delle scale, entri nella mia classe e poi corra ai vetri della finestra della mia classe per farvi un’ennesima serie di saluti. E’ vero: i primi 2 o 3 giorni può essere anche bello. Ma poi non serve più. E ve lo do per certo: nel passaggio dal piano terra al primo piano state sicuri che non morirò cadendo nel vuoto della tromba delle scale. Perciò state sereni e andate al lavoro contenti. Quando suonerà la campanella di fine scuola state sicuri che ci ritroveremo all’uscita sorridenti. E saremo tutti sani e salvi.

Mi sembra che sia tutto. State tranquilli. La scuola mi farà bene. E farà tanto bene anche a voi. Crescere è bello.

Alberto Pellai, psicoterapeuta dell'età evolutiva

11/09/2019
Curioctopus.it

Curioctopus.it

10 cose che tutti i bambini dovrebbero imparare a fare nell'infanzia, per essere adulti più felici!

Alberto Pellai
06/09/2019
Alberto Pellai

Alberto Pellai

CHIEDIAMO ALLA CLASSE POLITICA, DI OGNI COLORE E PARTITO, CHE IMPARI A CAMUNICARE IN MODO RESPONSABILE E NON OSTILE, SIA NELLA VITA REALE CHE IN QUELLA ONLINE

Sono tra i primi firmatari di una Petizione rivolta al Presidente della Repubblica e ai membri del Governo finalizzata all’uso responsabile dei social da parte della classe politica. Credo che la deriva della comunicazione che ha interessato la classe politica negli ultimi anni, senza differenze di colore, partito e orientamento, sia uno dei peggiori esempi della deriva cui è esposta l’intera società. In particolare penso che come educatori non possiamo chiedere ai nostri figli ciò che noi adulti non siamo in grado di testimoniare. Mi sembra, tra l’altro, paradossale che una classe politica così “sguaiata” e poco civile nelle sue esternazioni mediatiche e online si batta per chiedere e promuovere l’educazione civica in ambito scolastico. Infine, penso che in questi anni l’educazione a fare buon uso della propria vita online rappresenti una priorità assoluta per noi genitori e quindi come uomo, come padre, come specialista dell’età evolutiva chiedo – ma mi piacerebbe usare un verbo decisamente più forte, ovvero “pretendo” – che chi fa le leggi anche in mio nome, gestisce lo stato anche in mio nome, mi rappresenta a livello istituzionale anche in funzione del voto che da me ha ricevuto, abbia un comportamento degno del proprio ruolo e della propria funzione. Chiedo troppo? E voi cosa ne pensate? Proprio oggi il Corriere della Sera dedica un approfondimento a questo tema e potete avervi accesso tramite il link abbinato a questo post. Se poi volete e potete sottoscrivete anche voi la petizione

29/08/2019
Newsflix

Newsflix

LADY AND THE TRAMP | Official trailer - Disney+ 🐶🍝

In Disney+’s “Lady and the Tramp,” a timeless re-telling of the 1955 animated classic, a pampered house dog and a tough but lovable stray embark on an unexpected adventure and, despite their differences, grow closer and come to understand the value of home.

▪ It features rescue dogs voiced by human celebrities:
▫️Justin Theroux will voice Tramp, portrayed by Monte, a dog rescued from a kill-shelter in New Mexico
▫️Tessa Thompson will be lending her voice to the other half of this famous canine couple, portrayed by a Cocker Spaniel named Rose
▫️Sam Elliott will use his famous drawl to bring Trusty to life;
▫️Peg will get her pipes from 33-year-old Janelle Monáe
▫️Scottish actress Ashley Jensen has the perfect accent to voice the live-action movie’s eccentric terrier Jock
▫️Benedict Wong will be the voice behind Tramp’s bulldog buddy aptly named Bull.

▪Lady and the Tramp will be available from November 12, when Disney+ will debut in the United States, Canada and Netherlands.

Alberto Pellai
05/08/2019

Alberto Pellai

I BAMBINI DI 8 ANNI CON IN MANO UNO SMARTPHONE...... BAMBINI INCONSAPEVOLI O GENITORI INCONSAPEVOLI?

“Mio figlio per la promozione ha chiesto in dono un cellulare. Dottore secondo lei, cosa devo fare? Forse è ancora troppo giovane per avere un telefonino!”.

Dieci anni fa, nel corso di serate con i genitori, questa domanda mi veniva posta molto spesso. Io solitamente chiedevo l’età del figlio. Quasi sempre si trattava di genitori di adolescenti che si ponevano questa domanda. “Mio figlio ha 15 anni”, era la risposta più frequente.

Oggi, nella stesse serate per genitori, questa domanda non me la fa più quasi nessuno. Perché abbiamo pensato che è “normale” che un figlio abbia in mani il cellulare. “Ce l’hanno tutti, quindi dov’è il problema?”, pensano molti tra noi.
Così, il cellulare è diventato il regalo più frequente fatto in occasione della Prima Comunione. Cioè a nove anni.
Almeno un bambino su due a 9 anni possiede già il suo cellulare personale. E non è il cellulare che veniva regalato ai 15enni dieci anni fa. Quei cellulari lì non esistono più. Oggi ci sono gli smartphones che sono sempre connessi con il mondo, che permettono di navigare in qualsiasi sito. E che espongono i nostri figli ancora troppo giovani a materiali e situazioni che spesso non sono in grado di gestire sul piano emotivo.

Cosa è successo in dieci anni?
- Forse i nostri figli sono diventati all’improvviso molto più intelligenti e competenti dei quindicenni di dieci anni fa?
- Forse i cellulari sono diventati così evoluti da diventare strumenti perfetti e senza alcun effetto collaterale nelle mani di un bambino di 9 anni, mentre dieci anni fa suscitavano una preoccupazione educativa negli adulti che si interrogavano se era il caso di metterlo nelle mani di un quindicenne?
- Forse noi genitori siamo diventati un po’ troppo inconsapevoli e abbiamo lasciato che succedessero cose nella vita dei nostri figli senza pensarci troppo su. “Tanto lo fanno tutti. Tanto ce l’hanno tutti”, ci diciamo. Siamo sicuri che questi pensieri alla fine non si trasformano in boomerang e clamorosi autogol nella vita dei nostri figli?

A voi che leggete lascio decidere qual è la risposta più vicina alla vostra sensibilità.

Condividete con altri genitori, se vi sembra importante.

Chi fa prima con me?
02/08/2019

Chi fa prima con me?

Questa idea la trovo meravigliosa..... ❤️http://daniathome.com/blog/detto-tra-noi/
01/08/2019
detto tra noi

Questa idea la trovo meravigliosa..... ❤️

http://daniathome.com/blog/detto-tra-noi/

un quadernino per me e i miei figli per ciò che vogliamo sia detto tra noi, uno spazio esclusivo e anche un po' segreto per comunicare e riscoprire il piacere della scrittura ai tempi di whatsapp

23/07/2019
Bimbi al sicuro - Come intervenire in caso di soffocamento

Sapete cosa fare in caso di soffocamento? Tutti i genitori e gli operatori che hanno in custodia bambini dovrebbero fare un corso... io ne ho fatto uno ed è stato davvero utilissimo!

Obiettivo del video didattico “Salvare un bambino – guida alle manovre di disostruzione pediatrica” è quello di insegnare a gestire in modo corretto e tempes...

20/07/2019
50 sfumature di mamma

50 sfumature di mamma

Rileggevo un po’ i commenti del post sulle sculacciate.
In molte si vantano quasi di averle prese dai genitori e di essere comunque cresciute per bene.

Vorrei capire se queste sberle o quel che era fossero partite da un uomo, ve ne vantereste lo stesso?

Un giorno, ero molto giovane, ho detto al fidanzato da cui avevo preso una pausa che ero uscita con un altro in quei giorni. Mi ha dato un ceffone così forte da lasciarmi il segno delle dita.

Il primo di una lunga serie, di ceffoni e molto altro, da cui mi sono liberata non so nemmeno io come.

Non mi doveva educare ma forse mi doveva raddrizzare perché mi ero comportata da zoccola e non stava bene? C’era sempre una giustificazione alla sua violenza, proprio come un tempo si giustificava la violenza tra coniugi che ora tanto si condanna.

Gli sculaccioni sono scappati anche a me e ogni volta mi sono sentita male perché ogni volta ho ricordato l’umiliazione che ho provato io. Una persona che ami profondamente e da cui dovresti sentirti amato e rispettato e protetto ti colpisce per raddrizzarti, per farti capire che stai sbagliando.

Un po’ come quando mio marito mi risponde male e invece di rispondergli male a mia volta gli dico: ma perché mi parli così? E lui subito si scusa. Provateci.

Beh quando alle mie figlie invece di sbraitare e far volare mani parlo, anche loro mi chiedono scusa.
Qualcuno dice che è per persone come me che il mondo va a rotoli ma chi conosce le mie figlie credo pensi proprio l’opposto.
Perché i bambini educati e rispettosi non si crescono con le sculacciate ma con il buon esempio. Se siete educati e rispettosi, è molto probabile che anche loro saranno così. Se siete impazienti e rabbiosi, ci sta che imparino anche quello.

Urlerò ancora tante volte, magari mi capiterà ancora di usare le mani, ma nessuno mi toglierà mai dalla testa che gli sculaccioni non sono la soluzione.

E che prenderne fa tanto male, anche se ci se ne vanta.

Indirizzo

Via Bernardino Ramazzini 2
Milan
20129

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