07/09/2026
Le abbiamo chiamate case vacanze.
Ma nelle grandi città, sempre più spesso, sono diventate case vacanti.
Il problema non è il B&B.
Anzi, l’idea originaria del bed & breakfast è bellissima... una persona ha una stanza in più nella propria casa, apre la porta a chi arriva da fuori, ospita, racconta il territorio.
Si tratta di turismo che entra nella vita della città senza sostituirla.
Il problema nasce con la sua distorsione.
Interi appartamenti acquistati o sottratti alla residenza, trasformati permanentemente in alloggi turistici.
Self check-in, soggiorni di due notti, continui cambi di ospiti.
Un modello nato soprattutto per le località di villeggiatura balneare che, trasferito su larga scala nei centri delle grandi città, rischia di produrre un paradosso.
Per far vivere la città ai turisti, si costringe chi la vive davvero ad andarsene.
E allora forse dovremmo iniziare a chiamarle per quello che rischiano di diventare "case vacanti".
Non perché siano vuote di persone.
Perché sono vuote di residenti, di vicinato, di relazioni, di quotidianità.
Vuote, progressivamente, del senso stesso per cui una città promette di esistere.
Il benessere della propria comunità.
Il turismo è una straordinaria opportunità quando aggiunge valore alla città.
Quando sostituisce la città, abbiamo un problema.
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Mi chiamo Ruben Santopietro e dal 2016 guido Visit Italy, la piattaforma culturale indipendente che racconta l’Italia lontano dai riflettori.
Qui parlo di turismo, delle sue trasformazioni e del percorso di un’impresa che cresce insieme ai territori a cui dà voce.