09/07/2026
Nel cuore delle Serre calabresi 😍 tra i boschi di faggio che dividono Vibo Valentia da Catanzaro, sorge un paese che oggi conta poche centinaia di abitanti ma che due secoli fa fu uno dei più importanti centri industriali del Mezzogiorno: Mongiana ❤️
Tutto nasce tra il 1770 e il 1771, quando Ferdinando IV di Borbone decide di realizzare qui un grande polo siderurgico. La scelta del luogo non è casuale: i boschi garantiscono il legname da trasformare in carbone per alimentare le fonderie, i torrenti Ninfo e Allaro forniscono la forza motrice per altiforni e ruote idrauliche, e le vicine miniere di Pazzano offrono un ferro conosciuto e sfruttato fin dai tempi della Magna Grecia. A progettare l'impianto viene chiamato l'architetto napoletano Mario Gioffredo, che disegna le Reali Ferriere, la Fabbrica d'Armi e le opere idrauliche necessarie al funzionamento del complesso.
Già nel 1773 i Borbone emanano un provvedimento a tutela dei boschi circostanti, il cosiddetto Decreto Pro Mongiana, segno di quanto fosse strategica quell'area per le sorti dell'industria del Regno.
Nel corso dei decenni Mongiana cresce fino a diventare un vero villaggio industriale, con abitazioni per operai, tecnici e militari di guarnigione: nei momenti di massima attività il complesso arriva a impiegare, tra fabbrica d'armi e ferriere, diverse centinaia di lavoratori, secondo alcune stime anche oltre mille. Qui vengono prodotti componenti in ferro per il ponte sospeso "Real Ferdinando" sul Garigliano, tra i primi ponti sospesi in ferro realizzati in Italia, e le rotaie della Napoli-Portici, la prima ferrovia della pen*sola 😍
Con l'Unità d'Italia il destino dello stabilimento cambia rapidamente. Il nuovo governo sabaudo prende in gestione gli impianti, ma la produzione entra in una lenta crisi, aggravata da tensioni sociali e da un contesto industriale nazionale che privilegia ormai i poli siderurgici vicini al mare. Nel 1874 gli stabilimenti vengono ceduti all'ex garibaldino Achille Fazzari, che tenta di rilanciare l'attività senza successo: nel 1881 gli altiforni si spengono per l'ultima volta.
Oggi, di quella straordinaria stagione industriale restano gli edifici, i resti delle fonderie e il MuFar, il Museo della Fabbrica d'Armi e delle Reali Ferriere, che custodisce la memoria di un pezzo di Calabria che seppe essere, per oltre un secolo, all'avanguardia dell'industria italiana 😍❤️