25/08/2025
È tempo di bilanci per le isole minori”
Oggi le mie riflessioni partono dalla lettura di un articolo pubblicato su repubblica: sostanzialmente si parla di un forte aumento dei prezzi dei generi alimentari e di alcuni servizi (ristoranti) riscontrato alle isole Eolie, a sua volta collegato al rincaro del costo del biglietto di navi e aliscafi. Questa situazione secondo l’autore dell’articolo avrebbe determinato una forte riduzione delle presenze nell’arcipelago (si parla di una riduzione del 25% dei viaggi di collegamento) e stimolerebbe, tra l’altro, i villeggianti a “portarsi la spesa” da casa.
Diciamo subito che un problema di riduzione della disponibilità a spendere per le vacanze è in atto tra i nostri connazionali. Nelle isole minori su questi costi incide anche il biglietto delle navi e aliscafi che fa lievitare i prezzi di beni e servizi. L’inflazione, l’aumento del costo dell’energia, una politica di maggior rigore nel controllo fiscale fanno il resto.
La situazione delle isole Eolie, gigante tra le isole minori, deve fare riflettere amministratori e stakeholders delle isole tremiti.
La soluzione è semplice se valutata in astratto: destagionalizzazione del turismo, congelamento dei prezzi, aumento e miglioramento dei servizi con finanziamenti pubblico/privato.
Più complicato è trovare la corretta strategia per metterla in pratica.
Ciò che comunque è altrettanto chiaro in un arcipelago la cui ridotta dimensione non consente di ospitare grandi masse, è puntare sulla incentivazione di un turismo di qualità, almeno a base settimanale, di medio/alto livello.
Per realizzare questo obiettivo occorre una forte sinergia tra amministratori e operatori economici nelle diomedee, nonché una “politica di apertura” in grado di favorire investimenti esterni per incrementare servizi. Dico spesso nei master in cui insegno che Capri non sarebbe diventata quello che è se non avessero attratto finanziamenti e capitali da tutto il mondo.
Qualunque operatore voglia investire a tremiti, portando rispetto alla comunità locale, deve essere ben accetto e protetto invece che osteggiato e isolato.
Credo molto nelle potenzialità di sviluppo turistico delle diomedee.
Uno sviluppo che deve essere sapientemente guidato da chi amministra verso un rinnovamento sostanziale di strutture e servizi senza pari nella storia tremitese, talvolta o spesso condizionata da chiusure verso i non autoctoni e piccole invidie tra i residenti.
Il motto non deve essere più:
“morte tua meglio per me”; questo detto valeva in società chiuse, al tempo dei romani. È stato invece dimostrato che se va bene a molti, tutti ne guadagnano.
Attenzione: la lotta non è per aumentare il guadagno, ma per continuare a perpetrare nel futuro la situazione di Benessere che da qualche decennio, tra alti e bassi, per intuizione e coraggio di alcuni grandi tremitesi, l’arcipelago ha conosciuto.