02/09/2026
Si chiama Enrosadira 🌅 per pochi minuti al giorno, le Dolomiti si tingono di rosa, rosso, quasi fuoco.
La scienza lo spiega con la luce che si scompone sulla roccia dolomitica.
Dal Costalungahouse visibile grazie al Rosengarten/Catinaccio, a pochi chilometri dal Lago di Carezza
Non è un tramonto. È una leggenda che si ripete ogni alba e ogni tramonto, da secoli. 🌅
Si chiama Enrosadira: per pochi minuti al giorno, le Dolomiti si tingono di rosa, rosso, quasi fuoco. La scienza lo spiega con la luce che si scompone sulla roccia dolomitica.
Ma questo nome, e questa spiegazione. sono arrivati solo dopo.
La Leggenda 📚
Molto prima che la scienza le desse un nome, i ladini della Val di Fassa raccontavano già questa storia, tramandata di generazione in generazione.
Si narra di Re Laurino, sovrano di un popolo di nani che viveva sul Catinaccio, capace di rendersi invisibile grazie a una cintura magica. Un giorno si innamorò di Similde, una principessa, e per lei incantò l'intera montagna, ricoprendola di rose rosse.
Ma quell'amore finì in tradimento. Scoperto e sconfitto, Laurino lanciò una maledizione sul suo stesso giardino: né di giorno, né di notte, nessun occhio umano avrebbe più dovuto vederlo fiorire.
Dimenticò però un dettaglio: l'alba e il tramonto non sono né giorno, né notte.
Ecco perché, ancora oggi, quelle rose tornano a fiorire, proprio in quei momenti. ✨
Quello che i ladini raccontavano come magia, oggi lo chiamiamo Enrosadira. Due modi diversi di spiegare la stessa, identica meraviglia. 🌹🏔️
La conoscevi già questa leggenda, o è la prima volta che la senti raccontare?
📸 Daniele Lira
📍Val di Fassa