14/03/2026
Condivido un post di un anno fa.
Speravo che il tempo lo rendesse lontano, quasi dimenticato, come un brutto sogno che al risveglio perde forza.
Invece oggi mi accorgo, con amarezza, che è ancora qui.
Troppo presente.
Troppo reale.
E forse ancora più preoccupante di allora.
Oggi ho visto un film. "Per Lui"
Parla di questa malattia terribile che, silenziosa e crudele, entra nella mente di una persona e comincia a spegnere le luci una ad una. Prima scompaiono i ricordi brevi, quelli di ieri, di stamattina. Poi lentamente svaniscono quelli lontani, quelli che hanno costruito una vita.
Non perdi solo le memorie.
Perdi le persone.
I volti che hai amato diventano estranei, le voci che ti hanno accompagnato per anni diventano suoni senza significato. Gli affetti si trasformano in pietà, gli abbracci in gesti confusi. Resti lì, come un viaggiatore caduto sulla terra senza nome, senza storia, senza passato.
È una malattia che non si augura a nessuno.
In verità nessuna malattia si dovrebbe augurare.
Ma oggi non riesco ad essere un buon cristiano.
Oggi dentro di me c’è amarezza, c’è rabbia, c’è dolore.
Perché mentre qualcuno perde la memoria senza colpa, esistono uomini che invece ricordano perfettamente ciò che fanno e continuano a farlo: guidano il mondo verso un baratro oscuro, scrivendo pagine che temo la storia ricorderà come tra le più tristi che l’umanità abbia mai vissuto.
Non faccio nomi.
Non servono.
I loro volti sono già scritti negli occhi spenti delle vittime: nei bambini, nelle donne, negli uomini che sono caduti senza neppure sapere di avere un nemico. Persone che non si sono piegate al nuovo padrone del momento, o che semplicemente vivevano ignare della tempesta che stava per travolgerle.
E allora oggi, forse con cattiveria, forse con disperazione, penso una cosa terribile.
Che quella malattia arrivi proprio a loro.
Che la memoria li abbandoni.
Che dimentichino gli orrori che hanno creato, le decisioni prese con freddezza, le vite spezzate per avidità e potere. Forse solo così il mondo potrebbe respirare un poco di pace.
Ma anche se le loro menti dovessero cancellare tutto, la memoria non potrà essere cancellata da noi.
Non potrà essere cancellata dalle coscienze, né dalle anime delle vittime che il loro potere becero ha calpestato.
Oggi ho capito quanto sia terribile l’Alzheimer.
Perché non è solo perdere qualcuno.
È vederlo svanire davanti ai tuoi occhi, mentre il suo corpo resta lì, ma tutte le fotografie della vostra vita insieme vengono strappate una ad una dalla memoria.
Il mio rispetto più profondo va a chi vive accanto a questo dolore e trova la forza di accompagnarlo con amore e dignità.
E il mio disprezzo va a coloro che, pur avendo memoria e coscienza, scelgono ogni giorno di calpestare i cuori degli altri per avidità e crudeltà.
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