25/04/2026
Das Regierungsmantra hat, wie wir und viele andere Vermieter vorausgesagt haben, überhaupt nicht funktioniert. Nur ist es noch viel bürokratischer und chaotischer geworden und dies zum Nachteil für alle: Vermieter, einheimische Mieter, in und ausländische Touristen. Die Rechnung der Hotellobby (die grösste Mafia auf der Insel) ging diesmal nicht auf.
Sorpresa: limitare gli affitti turistici non fa aumentare quelli di larga temporada
“Dobbiamo limitare le Viviendas Vacacionales per far tornare queste case sul mercato residenziale”. È un mantra che negli ultimi anni si è sentito ripetere spesso, alle Canarie come in molte altre comunità spagnole. Eppure, alla prova dei fatti, la realtà sembra essere diversa.
Secondo i dati del portale immobiliare Idealista, degli oltre 84.000 immobili che non sono riusciti a ottenere il Registro Unico obbligatorio per operare nel mercato degli affitti brevi a livello nazionale, solo una minima parte è confluita nel mercato residenziale. Anzi, nello stesso periodo l’offerta di affitti a “larga temporada” è diminuita di 25.836 unità.
Nel caso delle Canarie, l’arcipelago è stata la terza comunità autonoma per numero di richieste respinte, con 13.441 pratiche rifiutate, dietro solo ad Andalusia e Comunità Valenciana. Tuttavia, ben poche di queste oltre tredicimila abitazioni sono tornate realmente disponibili per l’affitto stabile.
Una parte di questi immobili risulta oggi vuota, almeno formalmente. Nella pratica, però, è plausibile che alcuni continuino a essere affittati ai turisti in modo irregolare, attraverso canali informali come social network o passaparola, restando così al di fuori delle principali piattaforme di prenotazione.
Un’altra quota significativa si è invece spostata verso il mercato degli affitti temporanei. Alle Canarie, infatti, l’offerta di “alquiler de temporada” è cresciuta di 2.334 unità. Si tratta di contratti di durata limitata, generalmente di pochi mesi, che non prevedono rinnovi automatici né le tutele tipiche degli affitti a lungo termine.
In sostanza, la riduzione o la revoca delle licenze turistiche non ha prodotto il previsto trasferimento verso l’affitto residenziale. Molti proprietari hanno preferito percorrere strade alternative: continuare ad affittare in modo irregolare, optare per formule temporanee o, in alcuni casi, lasciare l’immobile inutilizzato. Solo una minoranza ha scelto di vendere.
Il fenomeno non è marginale. Nel 2025, in Spagna, l’offerta di affitti temporanei è aumentata di 58.184 abitazioni, confermando una tendenza verso modelli più flessibili e meno regolati rispetto agli affitti turistici tradizionali, ma anche lontani dal mercato stabile. Una scelta spesso legata alla percezione, da parte dei proprietari, di una tutela insufficiente in caso di morosità o occupazioni abusive.
L’affitto temporaneo risulta infatti più attrattivo perché inserito in un quadro normativo meno vincolante e, in molti casi, non soggetto alle limitazioni imposte dalle comunità di proprietari.
Alla luce di questi dati, emerge chiaramente come solo una piccola parte delle abitazioni uscite dal mercato turistico sia confluita nell’affitto a lungo termine. Molte sono rimaste vuote — almeno ufficialmente — oppure hanno preso altre direzioni.
Proprio per questo, il Governo delle Canarie sta cercando di intervenire anche sul fronte degli immobili sfitti, con un piano volto a incentivarne l’immissione nel mercato residenziale. L’idea è quella di offrire maggiori garanzie ai proprietari, sia sul pagamento dei canoni sia sullo stato dell’immobile alla restituzione.
Funzionerà? È ancora presto per dirlo. I dubbi restano, soprattutto alla luce di un mercato che continua a muoversi secondo logiche ben diverse da quelle auspicate dal legislatore.
Diario Tenerife