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Affitti, adesso le Canarie sono la quarta regione più cara di tutta Spagna Continua la corsa al rialzo dei prezzi delle ...
01/09/2026

Affitti, adesso le Canarie sono la quarta regione più cara di tutta Spagna

Continua la corsa al rialzo dei prezzi delle abitazioni in affitto nelle Isole Canarie. Ad agosto, il costo degli affitti nell'arcipelago è aumentato del 5,3% rispetto allo stesso mese dello scorso anno, raggiungendo una media di 15,3 euro al metro quadrato. I dati pubblicati dal portale immobiliare idealista confermano così le Canarie al quarto posto tra le Comunità Autonome più care della Spagna, con un valore superiore alla media nazionale.

A livello generale, il mercato spagnolo ha registrato un incremento annuo del 5,8%, con un valore medio di 15,1 euro al metro quadrato, sebbene si sia osservata una lieve flessione mensile dello 0,9%. Il rincaro interessa quasi tutto il Paese: tutte le regioni hanno infatti riportato un aumento dei canoni di locazione rispetto ad agosto dello scorso anno, con l'unica eccezione dei Paesi Baschi, dove i prezzi sono scesi dell'1,6%.

I rincari più consistenti e le regioni al vertice per i prezzi

L'aumento maggiore tra le Comunità Autonome si è verificato in Aragona, che ha registrato una crescita del 10,2%. Seguono Asturie (+9,4%), Castiglia-La Mancia (+8,8%), La Rioja (+7,5%), Castiglia e León (+7,2%) e Comunità Valenciana (+6,4%). Aumenti superiori alla media nazionale si sono registrati anche in Estremadura (+6,3%) e nella Comunità di Madrid (+5,9%).

Per quanto riguarda il costo assoluto per metro quadrato, la Comunità di Madrid si conferma la regione più cara della Spagna, con 21,5 euro al metro quadrato, seguita dalle Isole Baleari (20 euro) e dalla Catalogna (15,9 euro). Le Canarie, con i loro 15,3 euro, si posizionano subito dietro.

All'estremo opposto della classifica, le regioni più accessibili sono l'Estremadura (7,8 euro al metro quadrato) e la Castiglia-La Mancia (8,8 euro).

Affitti: dove crescono meno della media nazionale

In una fascia di crescita più contenuta rispetto al dato nazionale del 5,8% si collocano, insieme alle Canarie (+5,3%), l'Andalusia (+4,8%), la Murcia (+4,7%), la Cantabria (+4,1%), la Galizia (+3,9%) e la Catalogna (+2,7%). Le variazioni percentuali più basse dell'intera nazione sono state rilevate nelle Baleari (+2,4%) e in Navarra (+0,4%).

Il rapporto di idealista evidenzia infine che la spinta rialzista ha coinvolto la quasi totalità delle città: ben 47 capoluoghi spagnoli analizzati hanno registrato aumenti dei canoni su base annua nel mese di agosto. Soltanto quattro città sono andate controcorrente, mostrando un calo dei prezzi: San Sebastián (-4,8%), Vitoria-Gasteiz (-2,6%), Girona (-1,6%) e Bilbao (-0,1%).

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Stretta sui monopattini ad Adeje: ecco le nuove regole  Divieto di circolazione sui marciapiedi, limite massimo di 25 km...
01/09/2026

Stretta sui monopattini ad Adeje: ecco le nuove regole

Divieto di circolazione sui marciapiedi, limite massimo di 25 km/h e assicurazione obbligatoria. Il Comune di Adeje richiama l'attenzione sulle regole per l'utilizzo dei monopattini elettrici e lancia la campagna di sensibilizzazione , con l'obiettivo di promuovere una mobilità più sicura, tutelare i pedoni e migliorare la sicurezza stradale.

I monopattini elettrici devono rispettare la normativa prevista per i Veicoli per la Mobilità Personale (VMP). Tra le principali disposizioni ricordate dal Comune ci sono il divieto di circolare sui marciapiedi, il rispetto del limite massimo di 25 chilometri orari e l'obbligo di disporre di una polizza assicurativa.

«Non sono giocattoli»: il richiamo del Comune

L'assessora alla Sicurezza, Mercedes Vargas, ha sottolineato come l'utilizzo dei monopattini elettrici sia cresciuto in modo esponenziale negli ultimi anni, diventando un'alternativa di trasporto sempre più diffusa, agile e sostenibile. L'aumento del loro utilizzo ha però portato anche a dubbi sulle norme da rispettare e a situazioni di conflitto negli spazi condivisi.

«Puntiamo su una mobilità moderna e sostenibile, ma l'integrità e la sicurezza di tutte le persone devono essere la priorità assoluta», ha affermato Vargas. L'assessora ha inoltre ricordato che i monopattini «non sono giocattoli, ma veicoli ai quali sono associate precise responsabilità».

La campagna sarà diffusa principalmente attraverso i canali social del Comune e comprenderà video, infografiche, spot radiofonici, curiosità ed esempi di buone pratiche. L'obiettivo è spiegare agli utenti come circolare correttamente e parcheggiare in modo civile, evitando comportamenti che potrebbero comportare sanzioni.


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È possibile un’eruzione del Teide? Cosa dovrebbe accadere affinché aumenti il rischio?Un recente studio dell’Instituto V...
31/08/2026

È possibile un’eruzione del Teide? Cosa dovrebbe accadere affinché aumenti il rischio?

Un recente studio dell’Instituto Volcanológico de Canarias (Involcan) ha permesso di ottenere una visione molto più dettagliata della struttura profonda di Tenerife, individuando diverse anomalie sismiche compatibili con accumuli di magma tra i 10 e i 30 chilometri di profondità, alla base dell’antica crosta oceanica. La concentrazione più rilevante è stata localizzata nel settore occidentale dell’isola, un’area che questa estate è stata interessata da un’intensa attività geologica, con diversi sciami sismici a ovest di Las Cañadas del Teide.

Nonostante la coincidenza tra la distribuzione di queste anomalie e la recente sismicità susciti forte interesse scientifico, l’Instituto Geográfico Nacional (IGN) e lo stesso Involcan gettano acqua sul fuoco: non ci sono indicazioni di un’eruzione nel breve o medio periodo.

Una scoperta scientifica, non un allarme

Come spiegato al Diario de Avisos dal coordinatore scientifico di Involcan, Nemesio Pérez, «la probabilità di un’eruzione rimane bassa».

«La scoperta è scientificamente importante, ma non deve essere confusa con un segnale di eruzione imminente. È fondamentale distinguere tra attività vulcanica, probabilità di eruzione e pericolo immediato», ha sottolineato Pérez.

La presenza di magma nel sottosuolo di un sistema vulcanico attivo non rappresenta di per sé una situazione anomala. La vera novità dello studio consiste nella possibilità di ricostruire con maggiore dettaglio l’architettura profonda del sistema vulcanico e comprenderne meglio il rapporto con sismicità e degassificazione.

La situazione attuale: dal 2016 a oggi

Tenerife si trova in una fase di riattivazione idrotermale profonda e sostenuta iniziata nel 2016. Questo processo è stato accompagnato principalmente da due fenomeni:

Aumento degli eventi sismici, diventati più frequenti rispetto al passato.
Incremento delle emissioni di gas, con una maggiore degassificazione rilevata nell’area del cratere del Teide.

C’è però un elemento particolarmente importante: non è stata osservata una deformazione significativa del terreno. Il suolo non presenta quindi quei rapidi cambiamenti o rigonfiamenti che potrebbero indicare una pressione crescente del magma verso la superficie.

Quali segnali potrebbero indicare un aumento del rischio?

Il messaggio degli esperti è rassicurante, ma questo non significa che la situazione non debba essere monitorata. Al contrario, proprio l’attività registrata negli ultimi anni rende necessaria una sorveglianza costante e responsabile.

Se il sistema vulcanico dovesse avvicinarsi a una fase eruttiva, gli scienziati potrebbero osservare una serie di cambiamenti significativi, tra cui:

1) Migrazione della sismicità: i terremoti potrebbero spostarsi progressivamente verso livelli più superficiali.
2) Aumento della degassificazione: potrebbe verificarsi un incremento significativo e prolungato delle emissioni di determinati gas vulcanici.
3) Deformazione del terreno: potrebbero comparire rapidi cambiamenti nella forma o nell’altitudine del terreno, legati alla pressione esercitata dal magma.
4) Terremoti di maggiore magnitudo: potrebbero verificarsi scosse più intense rispetto a quelle normalmente registrate durante l’attuale attività.

La comparsa di uno o più di questi segnali, soprattutto se accompagnata da cambiamenti rapidi e persistenti, richiederebbe un’attenta rivalutazione della situazione da parte degli esperti. Al momento gli elementi disponibili non indicano un’eruzione imminente. Il Teide resta un sistema vulcanico attivo, caratterizzato da fenomeni che vengono attentamente monitorati, ma la probabilità di un’eruzione continua a essere considerata bassa.

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Fernando Clavijo: «Le Canarie non possono diventare la prossima Ceuta, Spagna ed Europa non sono state all’altezza»Il Pr...
31/08/2026

Fernando Clavijo: «Le Canarie non possono diventare la prossima Ceuta, Spagna ed Europa non sono state all’altezza»

Il Presidente del Gobierno de Canarias, Fernando Clavijo, intervistato da Cadena SER ha lanciato un avvertimento sul futuro della crisi migratoria alle Canarie e ha chiesto una risposta «di Stato» di fronte al deterioramento della situazione nel Sahel. Il presidente delle Canarie ritiene che la Spagna e l’Unione Europea non siano state all’altezza di un fenomeno che rischia di aggravarsi e che potrebbe avere conseguenze dirette per l’Arcipelago. Inoltre, considera quella migratoria una crisi nazionale completamente trascurata dal Governo centrale, che avrebbe dovuto convocare i portavoce dei governi regionali.

«Ci sono motivi per essere preoccupati, e chi non lo è è perché non vuole vedere la realtà», ha affermato durante la sua prima intervista a Hoy por Hoy Canarias, durante la quale ha avvertito che l’attuale stabilità dipende in larga misura da fattori esterni. Sebbene abbia ricordato che il mare rappresenta una barriera fisica per le Isole, ha avvertito che «nulla impedisce che, a un certo punto, il Marocco smetta di controllare le partenze dei cayucos», provocando uno scenario di pressione migratoria molto più intenso.

Secondo Clavijo, la crescente instabilità nel Sahel e la mancanza di opportunità in numerosi Paesi africani sono alla base dell’aumento dei flussi migratori. In questo senso, ha sostenuto che l’Europa stia commettendo «errori strategici» non affrontando le cause profonde del problema. «La gente sale su un cayuco perché non ha un’alternativa per la propria vita», ha dichiarato, chiedendo allo stesso tempo di aprire un dibattito a livello nazionale ed europeo sui rapporti con l’Africa e sulle politiche di cooperazione e sviluppo. «Su questo dobbiamo fare fronte comune. Io, almeno, sono disposto a farlo», ha assicurato.

Casa e assistenza alla non autosufficienza: due sfide fondamentali per le Canarie

In materia di assistenza alla non autosufficienza, Fernando Clavijo ha evidenziato i progressi compiuti nella riduzione dei tempi di attesa, pur lamentando che il finanziamento statale continui a essere intorno al 20%, quando, a suo giudizio, dovrebbe superare il 40%. Ha inoltre ribadito che il bilancio regionale del 2027 dovrà includere una soluzione al conflitto relativo allo statuto del personale medico.

Per quanto riguarda la casa, ha avvertito che si tratta di un problema strutturale che non potrà essere risolto nel breve periodo, anche se ha assicurato che l’Esecutivo sta lavorando per contenere i prezzi e promuovere modifiche legislative che consentano ai Comuni di adottare misure per favorire l’accesso alla prima casa. Tra queste rientra anche la possibilità di limitare, in determinate circostanze legate alla residenza permanente, l’acquisto di immobili da parte di cittadini stranieri.

Il sostegno al nuovo sistema di finanziamento regionale e la posizione del PP

Clavijo ha inoltre difeso la posizione favorevole del Governo delle Canarie nei confronti del nuovo sistema di finanziamento delle comunità autonome, dopo aver ottenuto, ha spiegato, che il Regime Economico e Fiscale (REF) venga mantenuto separato dal nuovo modello.

Ha inoltre ringraziato il vicepresidente e leader del PP delle Canarie, Manuel Domínguez, per la «lealtà istituzionale» dimostrata, soprattutto sulla questione migratoria.

Clavijo, tuttavia, non nega che su questo tema le strategie politiche di PP e Coalición Canaria (CC) siano differenti. La consigliera regionale dell’Economia e delle Finanze, Matilde Asián, sarà infatti la grande assente nel sostegno a questo sistema, rappresentando a Madrid la posizione richiesta dalla propria formazione politica.

«Un’altra cosa è ciò che faranno i deputati e i loro partiti, ma questo è positivo per le Canarie», ha dichiarato Clavijo a proposito della questione.

Il dibattito sulla tassa turistica e l’attacco diretto a Vox

Sul tema del turismo, il presidente delle Canarie è tornato a dichiararsi contrario all’introduzione di una tassa turistica, preferendo invece l’ipotesi di aumentare l’IGIC in determinate aree legate al settore. A suo giudizio, questa soluzione consentirebbe una distribuzione più equa delle risorse tra Cabildos e Comuni.

«È un dibattito che esiste all’interno del partito e presto avremo nuove conclusioni al riguardo», ha dichiarato.

Infine, Clavijo ha attaccato duramente Vox per la sua posizione sull’immigrazione. Secondo il presidente, se una situazione come quella vissuta recentemente a Ceuta si fosse verificata alle Canarie, il partito avrebbe puntato a mantenere tutta la pressione migratoria sulle Isole.

«Che rimangano qui e che ce la prendiamo noi, solo perché siamo una frontiera», ha sintetizzato.

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Aerei sanitari per riportare gli italiani in patria: come funzionano i voli di StatoIl caso di Alessandro Di Battista, r...
31/08/2026

Aerei sanitari per riportare gli italiani in patria: come funzionano i voli di Stato

Il caso di Alessandro Di Battista, ricoverato a Cuba dopo un malore e per il quale è stato predisposto un possibile rimpatrio sanitario in Italia, ha riportato l’attenzione su una procedura che, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, viene utilizzata con una certa frequenza.

Come spiega Repubblica, infatti, ogni anno sono numerosi gli italiani che vengono riportati in patria con voli di Stato per motivi sanitari o umanitari. Non si tratta quindi di una procedura eccezionale riservata a personaggi pubblici, ma di uno strumento previsto per situazioni particolarmente gravi e regolamentato da precise condizioni.

Nel 2026, secondo i dati riportati dal quotidiano, i rimpatri sanitari effettuati con voli di Stato sono già 57. Il numero varia sensibilmente di anno in anno: erano 27 nel 2025, mentre nel 2018 si era arrivati a 112.

Molto meno frequenti sono invece i voli di Stato per motivi umanitari: cinque quelli effettuati nel 2026, a fronte di una media di poco superiore agli otto all’anno tra il 2018 e il 2025.

Chi organizza il rimpatrio sanitario

A occuparsi concretamente delle missioni è l’Aeronautica Militare, che individua il velivolo più adatto, seleziona l’equipaggio e organizza il dispositivo sanitario necessario per assistere il paziente durante il viaggio.

I costi dei voli di Stato, sia sanitari sia umanitari, sono sostenuti dall’Aeronautica Militare e finanziati dal Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Il fatto che un cittadino italiano si trovi ricoverato all’estero, tuttavia, non è sufficiente per ottenere automaticamente un volo di Stato. La normativa prevede infatti condizioni precise e una procedura autorizzativa.

Il requisito fondamentale: il “fit to fly”

Uno degli elementi indispensabili è il cosiddetto “fit to fly”, ovvero la certificazione medica che attesta che il paziente può essere trasportato in aereo.

Prima ancora di arrivare a questa fase è necessario un iter autorizzativo che coinvolge la Presidenza del Consiglio. L’autorizzazione viene concessa soltanto dopo una valutazione della situazione e delle effettive necessità del paziente.

La direttiva della Presidenza del Consiglio del 23 settembre 2011 stabilisce che i voli di Stato per ragioni sanitarie possono essere utilizzati, in situazioni d’urgenza, per cittadini italiani gravemente malati o traumatizzati quando vi sia un imminente pericolo di vita, quando il paziente non possa essere trasportato con altri mezzi oppure quando nel luogo in cui si trova non sia possibile garantire un’assistenza sanitaria adeguata.

Lo stesso strumento può essere utilizzato anche per il trasporto di organi destinati al trapianto.

Non solo emergenze sanitarie. Esiste anche una seconda categoria di missioni: i rimpatri per motivi umanitari.

In questo caso il volo di Stato può essere disposto per cittadini italiani che si trovino in condizioni di grave pericolo legate, ad esempio, a epidemie o altre calamità, quando non siano disponibili modalità di trasporto alternative, pubbliche o private, adeguate.

La normativa considera in particolare le aree europee e quelle comprese nel bacino del Mediterraneo, anche in relazione alle caratteristiche degli aeromobili utilizzati e alla sostenibilità economica della missione.

Il precedente del ragazzo rimpatriato da Wuhan

Tra i casi più noti degli ultimi anni c’è quello di Niccolò, il 17enne di Grado rimasto bloccato a Wuhan nel febbraio 2020, durante la fase iniziale della pandemia di Covid-19. Il giovane non era riuscito a imbarcarsi sui voli predisposti per il rientro degli altri italiani perché, durante i controlli aeroportuali, gli era stata riscontrata la febbre.

Per consentirne il ritorno in Italia venne quindi organizzata una missione dedicata dell’Aeronautica Militare. Un Boeing KC-767 decollò da Pratica di Mare il 14 febbraio 2020, raggiunse Wuhan e riportò il ragazzo in Italia il giorno successivo.

L'aereo era stato configurato per il trasporto in biocontenimento. Una volta arrivato in Italia, Niccolò venne trasferito all’ospedale Spallanzani di Roma per gli accertamenti e il periodo di quarantena, risultando poi negativo al coronavirus.

Quando il rimpatrio non avviene con un volo di Stato

Non sempre, però, è necessario o possibile utilizzare un aereo dell’Aeronautica Militare.

In numerose situazioni sono le ambasciate e i consolati italiani ad assistere i cittadini nelle procedure di rientro, attraverso voli di linea oppure, quando questi non siano praticabili, ricorrendo a società private specializzate nei trasferimenti sanitari e alle aeroambulanze.

In questi casi, tuttavia, il costo non viene automaticamente sostenuto dallo Stato. Il rimpatrio a carico dell’Erario è previsto in presenza di una comprovata situazione di indigenza, che deve essere verificata dalla rete diplomatico-consolare.

In assenza dei requisiti, può essere previsto anche un prestito da restituire successivamente.

È proprio per questo motivo che le rappresentanze diplomatiche italiane, soprattutto nei Paesi caratterizzati da collegamenti difficili o da costi sanitari particolarmente elevati, raccomandano ai cittadini italiani che viaggiano all’estero di sottoscrivere un’assicurazione sanitaria che comprenda anche il rimpatrio sanitario.

Il caso di Di Battista, dunque, riporta alla luce un meccanismo che ogni anno consente a decine di italiani di tornare nel proprio Paese in condizioni particolarmente delicate, ma che viene attivato soltanto quando sono presenti specifici requisiti sanitari, di sicurezza e di necessità.

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31/08/2026

É UFFICIALE
L'Italia proroga la sospensione di Schengen con la Spagna per 15 giorni. Madrid reagisce e fa altrettanto

Ecco quali sono i distributori di carburante più economici di Tenerife oggi 31 agostoDove conviene fare benzina a Teneri...
31/08/2026

Ecco quali sono i distributori di carburante più economici di Tenerife oggi 31 agosto

Dove conviene fare benzina a Tenerife

Il prezzo dei carburanti nel corso del 2026 è aumentato tantissimo anche a Tenerife, ma i consumatori che vogliono risparmiare qualcosa - fino a 20 centesimi al litro rispetto ai distributori più cari - possono fare rifornimento alle gasolinere "low cost", che si trovano in giro per l'isola.

Gli ultimi dati raccolti dal sito dieselogasolina.com nella provincia di Santa Cruz de Tenerife tracciano una mappa delle opzioni più economiche per gli automobilisti

Il podio della convenienza: Santa Cruz e Taco a 1,275 €/l

In cima alla classifica del risparmio si posizionano tre impianti che offrono la tariffa più bassa in assoluto, fissata a 1,275 € al litro. Il primo posto spetta alla stazione E.S. Océano Santa Cruz in Calle Panamá 9, affiancata a pari merito da Canary Oil in Calle Subida al Mayorazgo 7 e dal punto vendita Océano Taco situato in Calle Santa Amelia 20.

Per chi si sposta lungo le arterie principali dell'isola o vive verso la zona meridionale, l'alternativa più vantaggiosa è rappresentata dalla rete Tgas-Tu Trébol. La stazione di Adeje, posizionata allo svincolo per La Caleta sulla TF-1, garantisce una tariffa estremamente competitiva pari a 1,279 €/l. La stessa cifra viene proposta anche dall'impianto gemello situato nel Polígono El Mayorazgo a Santa Cruz.

Chiudono la graduatoria dei distributori più virtuosi la stazione H2Exagon nel Polígono Industrial El Carretón ad Arafo, con un prezzo di 1,299 €/l, e la GMOIL di Calle Laura Grote de la Puerta a Santa Cruz, ferma a 1,309 €/l.

Nei distributori delle compagnie petrolifere più blasonate, la benzina costa ben oltre gli 1.40€ al litro, ed in molti casi raggiunge 1.45€/L circa 20 centesimi in più rispetto ai distributori più economici.

Dove conviene fare gasolio a Tenerife

Anche per chi guida un'auto diesel, la ricerca del miglior prezzo alla p***a permette di risparmiare cifre considerevoli. L'ultimo aggiornamento delle tariffe del gasolio nella provincia di Santa Cruz de Tenerife mostra una mappa del risparmio dominata dalle stazioni di servizio situate nelle zone industriali e nei nodi stradali più strategici dell'isola.

Il primato della convenienza spetta all'impianto H2Exagon Arafo, situato nel Polígono Industrial El Carretón (Parcela I.6), che si aggiudica il primo posto assoluto proponendo il gasolio a 1,429 € al litro. Subito dietro si posiziona il polo commerciale di El Mayorazgo a Santa Cruz de Tenerife, dove due distributori si spartiscono il secondo gradino del podio a quota 1,449 €/l: si tratta di Canary Oil (in Calle Subida al Mayorazgo 7) e di Tgas-Tu Trébol (all'interno del Polígono El Mayorazgo).

Scendendo lungo la classifica, un'altra ottima alternativa per i rifornimenti è rappresentata dalla stazione El Escobonal, posizionata in Avenida Axaentemir nell'omonima località, che fissa il prezzo a 1,459 € al litro.

Infine, la quota di 1,469 €/l segna il limite massimo della fascia più economica dell'isola, condiviso da tre stazioni strategiche distribuite tra il nord e il sud: la GMOIL di Santa Cruz de Tenerife in Calle Laura Grote de la Puerta, la Tgas-Tu Trébol di Adeje (sulla TF-1 all'altezza dello svincolo per La Caleta) e la GMOIL di Adeje situata in Calle Charfa all'angolo con Avenida Las Palmitas.

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Arrestate a Tenerife due persone che trasportavano 22 chili di cocaina purissima nascosti all’interno del loro veicolo, ...
31/08/2026

Arrestate a Tenerife due persone che trasportavano 22 chili di cocaina purissima nascosti all’interno del loro veicolo, per un valore di mercato che avrebbe superato abbondantemente il milione di euro.

L’arresto è avvenuto durante un controllo effettuato dalla Guardia Civil e dall’Agencia Tributaria all’arrivo a Tenerife di un traghetto proveniente da Gran Canaria.

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Oggi il governo italiano decide se prolungare la sospensione Schengen con la SpagnaNella giornata di oggi Giorgia Meloni...
31/08/2026

Oggi il governo italiano decide se prolungare la sospensione Schengen con la Spagna

Nella giornata di oggi Giorgia Meloni e i ministri devono decidere se ripristinare la libera circolazione o prorogare i controlli per chi arriva dalla Spagna. Il ministro dell'Interno nei giorni scorsi aveva dichiarato che "la situazione a Ceuta è rimasta complicata" e che dunque la rimozione della sospensione Schegen, introdotta un mese fa ed in scadenza oggi 31 agosto sarebbe stata oggetto di valutazione.

Che si torni alla piena normalità dunque, non è scontato. Sul tavolo del governo italiano ci sarebbe una ulteriore proroga di due settimane, la quale probabilmente indurrebbe il governo spagnolo a rispondere con una misura analoga.

In ogni caso, come abbiamo evidenziato nei giorni scorsi, si tratta di controlli molto blandi, a campione, che non rallentano la circolazione aeroportuale e le operazioni di imbarco e sbarco dei passeggeri. Salvo rari casi, tutto si risolve con un'occhiata veloce al documento di identità, che non viene nemmeno sempre controllato. Pertanto che sia rimossa o confermata la misura, sostanzialmente non cambia niente. Tuttavia ci auguriamo che i rapporti diplomatici tra Spagna e Italia tornino a rilassarsi.

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Aggiornamento ore 12.55: prolungata di due settimane la sospensione di Schegen con la Spagna, che reagisce prolungando a sua volta.

Chi è la giovane expat italiana di 22 anni uccisa al rave in SvizzeraEra stata una serata di festa descritta come “fanta...
31/08/2026

Chi è la giovane expat italiana di 22 anni uccisa al rave in Svizzera

Era stata una serata di festa descritta come “fantastica, con una grande atmosfera, gente splendida e un’energia incredibile”, ma il rave è stato improvvisamente interrotto da alcuni spari di arma da fuoco, che inizialmente molti dei partecipanti avevano scambiato per petardi.

Nella notte tra sabato e domenica, intorno alle 2.30, il rave organizzato alla Pferderennbahn di Schachen, ad Aarau, in Svizzera, si è trasformato in un incubo. Una ragazza italiana di 22 anni, Maria Spinelli, è deceduta sul posto a causa delle ferite riportate. Altre cinque persone, quattro uomini e una donna di età compresa tra i 24 e i 27 anni, tra cui due italiani, sono rimaste ferite. Alcune di loro hanno riportato ferite gravi, ma attualmente sarebbero fuori pericolo.

Maria, originaria di Atri, in provincia di Teramo, si era trasferita da tempo in Svizzera, dopo aver frequentato l’istituto alberghiero. La 22enne avrebbe avuto alle spalle una storia complessa, segnata anche da difficoltà economiche. Per questo avrebbe deciso di lasciare l’Italia e trasferirsi all’estero, con l’obiettivo di ricominciare da capo e conquistare la propria indipendenza.

Dai racconti di amici e conoscenti emerge il ritratto di una giovane che, nonostante le difficoltà affrontate fin da piccola, si distingueva per la propria maturità e per una grande determinazione nel cambiare il corso della sua vita. Umile e instancabile lavoratrice, si adattava volentieri a qualsiasi tipo di mansione pur di mantenersi e costruirsi un futuro.

Maria collaborava con una famiglia del posto, alla quale si era profondamente legata, diventando una presenza affettuosa e premurosa per i loro figli. Nel frattempo coltivava il sogno di trovare un lavoro stabile, avere una casa propria e costruire una famiglia che potesse finalmente offrirle quella sicurezza e quella serenità che aveva tanto desiderato e inseguito. Ma i sogni di Maria si sono spezzati improvvisamente lo scorso sabato notte.

L'autore, o più probabilmente gli autori della sparatoria non sono ancora stati identificati, ed i possibili moventi e le circostanze esatte dell'accaduto non sono ancora stati chiarite. La presenza di due tipi diversi di bossoli diversi rinvenuti sul luogo del delitto fanno ipotizzare che i colpi possano essere partiti da due diverse armi. Gli investigatori seguono tre ipotesi: un attacco terroristico, una sparatoria indiscriminata o un'attività criminale di natura sconosciuta, come ad esempio una vendetta nell'ambiente della malavita, ha spiegato il comandante della polizia cantonale argoviese Michael Leupold in una conferenza stampa.

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