26/04/2026
La pasta italiana è nata in Sicilia, sotto un re normanno, grazie agli Arabi.
E il paese che l'ha inventata oggi quasi nessuno lo conosce.
Siamo nel 1154. Il geografo arabo Al-Idrisi sta scrivendo la sua opera più grande — il Kitāb Nuzhat al-mushtāq, noto come Libro di Ruggero — su commissione del re normanno Ruggero II di Sicilia, uno dei sovrani più cosmopoliti del Medioevo europeo.
A un certo punto descrive una cittadina a est di Palermo: Trabia. La chiama sito incantevole, con acque perenni, mulini ad acqua, pianura fertile. E poi aggiunge una cosa che nessuno aveva mai scritto prima.
A Trabia si produce pasta a fili — la chiama itriyah, dal termine arabo per vermicelli di semola — in quantità talmente massicce da essere caricata su navi ed esportata. Verso la Calabria. Verso i regni cristiani. Verso i territori musulmani del Mediterraneo.
Non è artigianato domestico. È una filiera industriale ante litteram: grano duro dalla pianura, mulini mossi dai fiumi, scirocco per impastare, tramontana per essiccare, porto per spedire. Trabia aveva tutte le condizioni che secoli dopo avrebbero reso celebre Gragnano — e le aveva prima.
Questa è la prima testimonianza scritta della pasta secca nella storia. Non un'ipotesi, non una leggenda: un documento geografico redatto nell'anno 1154, da un accademico di corte, per un re.
Non è una ricetta nata a Bologna. Non è arrivata dalla Cina con Marco Polo — Marco Polo nasce 100 anni dopo. Non è una scoperta del nord. È nata in una pianura siciliana, in un villaggio con sette pastifici attivi ancora negli anni '60, oggi quasi sparito dalle mappe mentali degli italiani.
Trabia, provincia di Palermo. Il posto dove è nato il piatto più famoso del mondo non ha nemmeno un monumento che lo ricordi.
In breve:
Nel 1154 il geografo arabo Al-Idrisi documentò la produzione industriale di pasta secca ('itriyah') a Trabia, vicino Palermo.
Era la prima testimonianza scritta della pasta secca nella storia: prodotta con mulini ad acqua, essiccata col vento e spedita per nave in tutto il Mediterraneo.
Il simbolo culinario dell'Italia intera nasce in Sicilia, sotto un re normanno, grazie alla cultura araba — in un villaggio oggi quasi dimenticato.