19/05/2026
Consigli della Chef
Il sole è ancora pigro.
Il Salento, intanto, si prepara ad accogliere gli avventori.
La friseddhra, quella originale, è salentina, anche se oggi la si trova in molte regioni del Sud.
L’impasto è semplice: farina, acqua e sale. Ha un contenuto d’acqua più ridotto e, dulcis in fundo, non può mancare il lievito madre.
Il consiglio?
Immergerla più volte nell’acqua, ma solo per pochi istanti.
L’olio poi deve essere generoso… anzi, generosissimo.
La puccia, invece, è un pane dalla mollica più compatta e dal carattere deciso. A determinarne il gusto è soprattutto l’oliva: se poi è Leccina… è pura goduria.
In Salento la puccia è anche il piatto della vigilia che anticipa la festa dell’Immacolata Concezione.
Pensate un po’: è considerato il piatto del digiuno.
Puccia e digiuno sembrano quasi un ossimoro.
Insomma, per i viaggiatori che arriveranno in Salento la parola d’ordine è una sola: FURNU.
Quello che al Nord chiamano panettiere, per noi è semplicemente ’U furnu.
E poi via, verso il mare.