09/10/2026
𝗟𝗮 𝗗𝗶𝗿𝗲𝘁𝘁𝗶𝘀𝘀𝗶𝗺𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗣𝗮𝗴𝗮𝗻𝗲𝗹𝗹𝗮, 𝗹𝗮 𝗳𝘂𝗻𝗶𝘃𝗶𝗮 𝗰𝗵𝗲 𝘃𝗼𝗹𝗮𝘃𝗮 𝗱𝗮𝗹 𝗳𝗼𝗻𝗱𝗼𝘃𝗮𝗹𝗹𝗲 𝗮𝗹 𝗰𝗶𝗲𝗹𝗼
Immaginate di salire in cabina tra i vigneti della valle dell'Adige e, appena otto minuti e mezzo dopo, mettere piede sulle rocce della Paganella. Era questa la magia della Direttissima, la funivia inaugurata l'8 dicembre 1957 che partiva da Lavis, a 220 metri di quota, e saliva fino alla cima Roda senza alcuna stazione intermedia. Un unico, vertiginoso balzo di quasi 1900 metri di dislivello lungo oltre tre chilometri di cavo, con pendenze che in alcuni tratti superavano il 105 per cento. Nessun impianto in zona aveva mai osato tanto, e i trentini se ne innamorarono subito.
Il progetto era nato all'inizio degli anni Cinquanta per sostituire la vecchia funivia tra Zambana e Fai, in funzione dal 1925 e chiusa nel 1955 dopo la frana che travolse Zambana. Con la Direttissima la montagna di Trento diventò improvvisamente vicinissima, meta di gite domenicali, sciatori e famiglie in cerca di panorami mozzafiato. Per gli alpinisti fu una vera rivoluzione, perché in pochi minuti si arrivava in vetta e si scendeva verso l'attacco delle grandi vie che solcano la parete della Roda. Si racconta perfino che nel 1958 Tenzing Norgay, compagno di Hillary sull'Everest, sia rimasto impietrito durante la salita davanti a quella pendenza da brivido, un aneddoto affascinante che però appartiene più alla leggenda che alla cronaca.
Nel 1979 la Direttissima si fermò per sempre, circondata da voci e racconti su guasti e malfunzionamenti che ne avrebbero segnato il declino. Restarono sulla carta i sogni di rilancio, come il collegamento diretto con le aree di sosta dell'autostrada del Brennero e una fermata intermedia all'altezza dei laghi di Lamar. Oggi a Lavis rimane l'ex stazione a valle, muta custode di un'epoca in cui il coraggio dell'ingegno sembrava non conoscere limiti. Per tanti trentini quella cabina sospesa nel vuoto resta il simbolo di un sogno audace, quando la vetta della Paganella era davvero a un passo da casa.
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