Cavalieri D'Oro Luxury House

Cavalieri D'Oro Luxury House Situato nel cuore di Anzio, Luxury House Cavalieri d’Oro ti permette di vivere al meglio i tuoi giorni ad Anzio.

A pochi passi da traghetto e aliscafo per Ponza, circondata da locali e ristoranti: la struttura ricettiva ideale per le tue vacanze.

18/05/2026

EVENTO BENEFICO PER IL CENTRO CLINICO NEMO 🤍🎮

Sto supportando l’iniziativa di insieme al Centro Clinico Nemo per un evento benefico online su FC26 e Warzone, nato per trasformare il gaming in qualcosa di concreto.

L’obiettivo è coinvolgere community, creator e persone in una raccolta fondi che possa regalare un sorriso ai bambini ricoverati e dare un aiuto reale al reparto.

🎁 Primo obiettivo: raccogliere giocattoli per i bambini ricoverati.🏥 Secondo obiettivo: provare ad aiutare concretamente il reparto contribuendo anche all’acquisto di macchinari utili per l’ospedale.

📅 28 Maggio → Torneo Warzone📅 29 Maggio → Torneo FC26📺 Live su Twitch con ospiti, community e tanta voglia di fare qualcosa di bello insieme.

Le donazioni sono già aperte e tutti possono dare una mano.Non serve per forza giocare: anche condividere questo messaggio può fare la differenza.

🔗 Link donazione:Centro Clinico Nemo - Donazioni Evento Benefico https://sostieni.centrocliniconemo.it/twitch1/

Tutte le info sui profili di e del Centro Clinico Nemo.Facciamo arrivare questo messaggio più lontano possibile 🤍

10/05/2026

Auguri a tutte le mamme del mondo, ma in particolare modo alla mia ❤️❤️❤️

10/05/2026

Come ben sapete stimo alla follia , ma onestamente avrei evitato di dire le parole che ha detto a SportWeek, perché l’ho trovata una grande mancanza di rispetto nei confronti di .
Ieri il mister romeno intervenendo sull’argomento a DAZN, ha fatto bene a glissare, preferendo parlare di campo, sminuendo la cosa, ma al contempo dicendo con fermezza che qualora parlasse con Mou la conversazione resterà privata.

A cosa serviva paragonare l’Inter del Triplete a questa Inter, dicendo che nessuno dei giocatori attuali avrebbe giocato nella sua ?

Partiamo dal presupposto che, come detto da Chivu, sono ere calcistiche diverse, ma tralasciando questo anche il budget era diverso, le ambizioni a livello europeo erano diverse.
Sul fatto che l’Inter del Triplete sia più forte non ci sono dubbi, ma sui giocatori, almeno su qualcuno, si sbaglia.

Lautaro nell’Inter del Triplete ci poteva giocare tranquillamente, Çalhanoğlu avrebbe potuto ritagliarsi il suo spazio, e anche Thuram, indipendentemente dal ruolo, poteva avere il suo ottimo minutaggio.
Mi spiego meglio: Balotelli, che non era titolare in quell’Inter, in campionato fece 26 presenze e 9 goal, quindi figuriamoci se Lautaro Martínez, che è il terzo miglior marcatore della storia nerazzurra, non poteva starci.
Çalha magari non sarà Stankovic e nemmeno Sneijder, ma io per affidabilità, continuità e professionalità vorrei sempre uno come il turco piuttosto che Sneijder.
L’olandese, dopo il Triplete dove ha giocato da fenomeno, disputando un’annata da Pallone d’Oro, è stato di fatto un giocatore finito.
È andato prima in Turchia e poi ha svaccato completamente a livello fisico. A parte questo, senza scomodare lui, faccio notare a Mou che in panchina c’erano Muntari e Mariga: in due non fanno un Çalhanoğlu.

Infine, ricordo a Mourinho che nell’Inter del Triplete la finale da titolare con il Bayern Monaco la giocò Pandev da esterno sinistro, che era un buonissimo giocatore ma non un fenomeno.
Sei sicuro, mister, che Pandev sia stato tanto più forte di Marcus Thuram?

Note - Se avete piacere seguitemi anche sul mio profilo Instagram francescovitale86 e sul mio canale Twitch CalcioAmarcordTV: https://www.twitch.tv/calcioamarcordtv

08/05/2026

Al mio io bambino non era affatto simpatico, perché per me era l’uomo che aveva parato il rigore a Massaro, e colui che aveva esultato in faccia a Baggio quando sbagliò il penalty che a USA ’94 consegnò il quarto titolo mondiale al Brasile.

A otto anni si è piccoli, si è come spugne e si apprendono informazioni di continuo, e a quell’età non potevo assolutamente sapere che era un ottimo portiere, un serio professionista e anche una persona perbene.

Claudio André , a parer mio, è stato un grande portiere, sottovalutato sia quando giocava, ma anche dopo, nei giochi dove si devono per esempio classificare i migliori portieri sudamericani di sempre.
Stiamo pur sempre parlando di un giocatore con 101 presenze nella Seleção.

Ai tempi, prima dell’esplosione dei vari Dida, Júlio César e Alisson, si diceva che il punto debole del fosse il portiere, quando in realtà il buon Claudio in nazionale era stato sempre decisivo.

Fu il primo estremo difensore straniero ad approdare nella nostra Serie A, cosa insolita per i tempi, perché essendoci solo 3 slot per gli stranieri, le società preferivano destinarli ai giocatori di movimento, anche perché i portieri italiani erano tutti molto forti ai tempi.

Il suo arrivo in Italia fu a nell’estate 90, subito dopo i Mondiali, nel primo anno di Serie A dei ducali, con il suo trasferimento nella pen*sola agevolato dai rapporti della Parmalat anche in Brasile.
Tra le altre cose, piccola nota di colore, fu il calciatore che fece sì che il mio amico Gianpaolo Sacconi diventasse tifoso del Parma, pur essendo romano. Giocando portiere ebbe come primo idolo proprio Taffarel.

In Emilia furono anni ricchi di trofei, con l’apice arrivato con la conquista della Coppa delle Coppe 1992/93, anche se nella finale con l’Anversa il titolare in quella circostanza fu Marco Ballotta.
Visto il problema sopracitato degli stranieri, l’anno seguente andò alla , giocando anche con Paulo Futre e Dorin Mateut.
Assurdo come in quegli anni una squadra che si salvò all’ultima giornata potesse permettersi il portiere del Brasile, un vice Pallone d’Oro e una Scarpa d’Oro.
Anni veramente magici e irripetibili.

Quando sembrava invece sul viale del tramonto, per un triennio diventò il portiere del , dal 1998/99 al 2000/01, negli anni delle vittorie in Coppa UEFA e in Supercoppa Europea, dove ebbe modo di giocare con i vari Popescu, Hagi e Jardel, legandosi al club ancora oggi, essendo tornato anni più avanti per fare l’allenatore dei portieri.

Dopo gli anni al Gala, prima con Terim e poi con Lucescu, tornò anche al Parma come vice di Sebastien Frey.
Nel 2003 sarebbe dovuto andare all’Empoli per concludere la sua carriera, ma durante il tragitto che lo portava in Toscana la sua macchina si fermò avendo dei problemi tecnici.
Lui lo prese come un segnale divino, come se qualcuno dall’alto gli avesse detto di fermarsi, di concludere lì la sua avventura nel mondo del calcio.

Tanti auguri di buon compleanno a Claudio Taffarel, che oggi compie 60 anni.

Note - Se avete piacere seguitemi anche sul mio profilo Instagram francescovitale86 e sul mio canale Twitch CalcioAmarcordTV: https://www.twitch.tv/calcioamarcordtv

05/05/2026

Come già detto nel post precedente, oggi sono esattamente ventiquattro anni da quel famigerato 5 maggio 2002 che costò lo Scudetto all’Inter.

Di conseguenza vi propongo un contest relativo agli epiloghi più incredibili nei vari campionati europei decisi all’ultima giornata.

1 - L’appena citato 5 maggio 2002 con vittoria della Juve per 0-2 a Udine con il concomitante e clamoroso 4-2 della Lazio sull’ .
La partita delle famose lacrime di .

2 - campione d’Inghilterra 2011/12, con assist decisivo di all’ultimo secondo per il 3-2 di in rimonta contro il QPR, in una gara che consegnò dopo ben quarantacinque anni il titolo al City a scapito dei concittadini del Manchester United.

3 - Barcellona campione di Spagna 1993/94, all’ultima giornata con il rigore all’ultimo minuto sbagliato da contro il Valencia, che impedì di fatto al di vincere la sua prima Liga, poi vinta nel 1999/00.

4 - campione d’Italia 1999/00 con concomitante e clamorosa sconfitta della nell’ultimo atto di Perugia con goal di .
Da registrare inoltre che i biancocelesti l’anno prima p***ero il campionato per un solo punto con il Milan che si laureò campione d’Italia battendo all’ultima proprio il Perugia.

5 - Il goal su punizione di Patrik Andersson, messo a segno ad Amburgo nei minuti di recupero dell’ultima giornata, impedendo allo di vincere la sua ottava Bundesliga e dando il titolo 2000/01 al .
I tifosi dello Schalke invasero il campo, stavano già festeggiando, ma videro sul maxischermo il goal del Bayern a pochi secondi dalla fine.

6 - La sconfitta per 3-2 a del , maturata all’ultima di campionato dopo che le Merengues erano in vantaggio 0-2, perdendo quindi la Liga 91/92 appannaggio degli odiati rivali di sempre del .

7 - L’iconico 0-2 dell’ a all’ultima di campionato.
La partita del celebre goal all’ultimo minuto di , quello che consegnò il titolo 1989 ai Gunners per differenza reti e scontri diretti a favore proprio sui Reds, diventando a sua volta anche la scena più epica del film .

PS: Ricordiamo che con lo 0-1 il Liverpool sarebbe stato campione d’Inghilterra proprio in virtù della migliore differenza reti e degli scontri diretti a favore.

8 - La disfatta del a , in una gara che negò nella stagione 1999/00 il primo titolo tedesco alle Aspirine, a loro volta raggiunte a pari punti dal Bayern Monaco, alla fine campione di Germania all’ultima giornata solo per una migliore differenza reti.

9 - Le due del del 1973 e del 1990 con annessi titoli vinti da e .

10 - Il campione di Francia 98/99, con i girondini vittoriosi grazie al goal del 3-2 sul PSG di Pascal all’ultimo secondo della partita.
Una rete pesantissima che costò il titolo al di e .

Domanda secca: a parer vostro quale è stato l’epilogo più incredibile tra tutti questi?

Note - Se avete piacere seguitemi anche sul mio profilo Instagram francescovitale86 e sul mio canale Twitch CalcioAmarcordTV: https://www.twitch.tv/calcioamarcordtv

03/05/2026

Ieri ho avuto finalmente modo di vedere il film autobiografico su Michael Jackson.

Che dire, non esagero se dico che è stata una delle pellicole più belle viste nella mia vita, non nascondendovi che a un certo punto mi sono anche quasi commosso.

Chiaramente l’artista lo conoscevamo già tutti, ma il film Michael non fa emergere solo quello: traccia soprattutto, con immensa profondità, l’uomo che è stato.

Un uomo di un’umiltà mostruosa, sensibile con gli animali, pieno di bontà e altruismo verso tutti i bambini sfortunati e non solo, non avendo mai ucciso il bambino sognatore dentro di lui anche da adulto.

Uno di quelli che ha fatto beneficenza in modo sincero, sano, per dare un aiuto reale e concreto. Mi ha colpito molto una frase: "Dio mi ha dato un palcoscenico, ed è quella la mia missione." Tradotto: ho avuto un talento innato, con la musica devo unire, e tanto di quello che guadagno lo devo dare anche a chi ne ha bisogno.

Michael Jackson, oltre che un predestinato, era anche un artista illuminato, perché quando parla di canalizzazione con il divino, mentre era in piscina con i suoi fratelli che ridevano… beh, per me che ci credo in queste cose, può solo farmelo ammirare ulteriormente. Tutti i più grandi, da Leonardo Da Vinci a Nikola Tesla, passando per il nostro Franco Battiato, sono stati in grado di canalizzarsi con un Sé superiore. Il Sé superiore non è per forza un Dio con la barba, è quel qualcosa di divino che esiste in ogni essere umano, che solo pochi però riescono a comprendere riuscendo a beneficiarne.

A chiunque non l’abbia visto, consiglio vivamente di vederlo, perché è una storia vera, perché Michael è stato un esempio, al cospetto di tutti coloro che hanno cercato negli anni di infangarlo, come tal Dan Reed e molti altri.



Note - Se avete piacere seguitemi anche sul mio profilo Instagram francescovitale86 e sul mio canale Twitch CalcioAmarcordTV: https://www.twitch.tv/calcioamarcordtv

03/05/2026

Jannik conquista anche Madrid e scrive una pagina LEGGENDARIA nella storia del TENNIS MONDIALE.

A Madrid batte e umilia Alexander Zverev con un 6-1 6-2, diventando il primo in assoluto a vincere ben 5 Masters 1000 di fila. Dopo Parigi, Indian Wells, Miami e Montecarlo, trova gloria anche nella capitale sp****la.

Ogni giorno questo ragazzo scrive la sua storia, la sua leggenda, ed è praticamente solo ed esclusivamente all’inizio, alla faccia di tutti gli ignoranti e invidiosi che lo gufano non definendolo italiano.

Sempre il solito discorso: più si sale in cima alla piramide, più la gente vuole vederti scendere per dar sfogo alle proprie frustrazioni. Tranquilli però, lui salirà sempre di più, oltre tutto e tutti.

IMMENSO JANNIK 🏆🏆🏆🏆🏆

Note - Se avete piacere seguitemi anche sul mio profilo Instagram francescovitale86 e sul mio canale Twitch CalcioAmarcordTV: https://www.twitch.tv/calcioamarcordtv

02/05/2026

Sta generando stupore, ilarità e immenso sensazionalismo questa foto scattata da un tifoso con Gonzalo in un negozio di articoli sportivi a Miami.

Giorni fa, in un altro mio pezzo, parlavo di una società che ci vuole sempre perfetti, dove dimostriamo meno anni di quelli che abbiamo, dove siamo sempre vestiti firmati, facendo vacanze all’ultimo grido, dovendo ostentare per forza felicità.
Voi ci credete?

La maggior parte dei profili social sono dopati. È pieno di donne che usano filtri per mascherare rughe o imperfezioni, così come di uomini che hanno foto dove sembrano dei business man, ma in realtà sono degli sfigati che in certi posti ci saranno stati tre volte in vita loro e li trovi spesso al bar sotto casa.

Io credo che la verità sia nel mezzo, perché non esistono vite perfette, ma viviamo in un mondo dove se non incarni determinati canoni di perfezione sei inevitabilmente discusso, a maggior ragione se sei un personaggio pubblico.

A Gonzalo non piaceva la popolarità, al punto che si cancellò da Instagram anche quando era giocatore, perché gli pesava leggere giudizi e vivere in una sorta di mondo parallelo che non era la sua realtà. Higuaín è un ragazzo semplice, alla mano, a cui il calcio, soprattutto dopo la scomparsa di sua madre, iniziava a stare stretto, così come i social. Lui non voleva essere più Gonzalo Higuaín, l’ex centravanti di Argentina, Real Madrid, Napoli, Juve, Chelsea e Milan: lui voleva essere Gonzalo, e si è ripreso la sua libertà, uscendo dalla Matrix del pallone e dei social.

Io, che sui social ci vivo, lo invidio, perché il vero atto di forza spesso è trovare quella famosa porta di uscita, come Jim Carrey quando interpretava Truman in The Truman Show.

Sì, sembrerà paradossale, ma quando trovi quella porta, come Gonzalo, vuol dire che sei passato oltre, non essendo più schiavo di un sistema che ti sottomette in modo silente.

Sì, ha 39 anni, se li porterà anche male, ma è libero, felice, non più schiavo di schemi e routine, e non sta attaccato a uno schermo a preoccuparsi dei feedback di persone che non ha mai visto e conosciuto!

Note - Se avete piacere seguitemi anche sul mio profilo Instagram francescovitale86 e sul mio canale Twitch CalcioAmarcordTV: https://www.twitch.tv/calcioamarcordtv

02/05/2026

Ahinoi, questa è stata la notizia del giorno, una notizia che mi ha completamente bloccato, anche perché lo avevo citato proprio qualche giorno fa come esempio positivo, quando parlavo della malattia di Matteo Materazzi.

Mi sono fermato un attimo a riflettere, perché un grande uomo come Alex merita questo, non merita un semplice RIP, un semplice ”grande uomo e grande sportivo”.

Alex Zanardi è stato DECISAMENTE OLTRE, perché se qualcuno ci manda su questa terra per una missione, sicuramente lui quella missione l’ha portata a termine in modo eccellente.
Alex Zanardi non ci ha solo insegnato che quando si cade ci si può rialzare, ci ha dimostrato che anche quando si perde tutto, o quasi, non solo si può vivere degnamente, ma addirittura meglio degli altri.

Lui, il guerriero resiliente, dopo l’incidente del 2001 nel campionato CART, p***e entrambe le gambe.
Le gambe, ma non la testa, il cuore, l’anima, le emozioni, che nonostante questo pesante handicap lo fecero addirittura tornare più forte di prima. Si reinventò nel paraciclismo, vincendo più volte Mondiali e Giochi Paralimpici. Non solo: divenne un esempio al di fuori dell’aspetto sportivo, avendo sempre la sensazione di ascoltare una persona che stava meglio di chi sta bene realmente, aspetto quest’ultimo che si evinceva anche quando conduceva Sfide sulla Rai.

Alex non aveva paura di niente, figurarsi averne dopo 16 operazioni e 7 arresti cardiaci. Si godeva il bello della vita affidandosi sempre al destino, osando e cercando di portarsi sempre oltre il limite. Un limite che il 19 giugno 2020, durante una staffetta di beneficenza in handbike, gli causò un secondo incidente, stavolta scontrandosi con un camion.

Da lì in poi, se vogliamo, il buio, quantomeno pubblicamente, perché non ci sono praticamente mai più state apparizioni pubbliche.
Ci lascia a 59 anni, lasciando sì un grande vuoto, ma al contempo un esempio fatto di innumerevoli insegnamenti. Dispiaciuto di non averlo mai conosciuto e intervistato.

Note - Se avete piacere seguitemi anche sul mio profilo Instagram francescovitale86 e sul mio canale Twitch CalcioAmarcordTV: https://www.twitch.tv/calcioamarcordtv

01/05/2026

I suoi colpi di testa sono stati un’ardua sentenza per i portieri avversari.
Erano la sua attitudine migliore, la specialità della casa che lo rese uno dei migliori della storia in tal senso: per assurdo, però, il goal più importante della sua carriera lo segnò di piede sinistro.

Un goal, se vogliamo, esteticamente brutto, fortunoso e inaspettato… a conti fatti però storico e pesante come un macigno.

È stato oltretutto il primo golden goal della storia del calcio in una competizione maggiore, la rete che consegnò alla Germania gli Europei del 1996, peraltro a scapito di una sorprendente Repubblica Ceca.

Da riserva di Stefan K***z a partner d’attacco di Klinsmann e uomo copertina nella notte di Wembley.

In Italia arrivò all’Ascoli via Inter, senza aver mai giocato in nerazzurro, diventando idolo e bomber in terra marchigiana: una stagione in Serie A e tre in Serie B, vincendo la classifica dei marcatori cadetti nel 1992/93.

Si affermò nell’Udinese di Alberto Zaccheroni a partire dalla stagione 1995/96, la stessa annata che lo portò alla sorprendente convocazione per l’Europeo sopracitato che poi vinse.

L’exploit definitivo a livello di club arrivò però nel 1997/98, quando fu capocannoniere della Serie A con 27 gol, davanti a Ronaldo il Fenomeno. Proprio quella stagione lo portò al Milan insieme al suo tecnico e al terzino danese Thomas Helveg. Vinse poi lo Scudetto nel 1998/99 al primo tentativo, giocando in attacco anche con George Weah.

Tanti auguri di buon compleanno a Oliver , che oggi compie 58 anni.

Note - Se avete piacere seguitemi anche sul mio profilo Instagram francescovitale86 e sul mio canale Twitch CalcioAmarcordTV: https://www.twitch.tv/calcioamarcordtv

Indirizzo

Piazza Sant’Antonio, 3
Anzio
00042

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Cavalieri D'Oro Luxury House pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta L'azienda

Invia un messaggio a Cavalieri D'Oro Luxury House:

Condividi

Digitare