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Viaggio della Memoria – Montefiorino | Domenica 18 ottobre 2026l’ANPI – Sezioni di Arcore, Villasanta e Vimercate è liet...
04/09/2026

Viaggio della Memoria – Montefiorino | Domenica 18 ottobre 2026

l’ANPI – Sezioni di Arcore, Villasanta e Vimercate è lieta di invitarvi al prossimo Viaggio della Memoria, che quest’anno ci porterà a Montefiorino, domenica 18 ottobre 2026.

Sarà un’opportunità per conoscere più da vicino la storia di uno dei luoghi più significativi della Resistenza italiana. Durante la Seconda guerra mondiale, infatti, Montefiorino fu il centro della Repubblica Partigiana di Montefiorino, un territorio che si dichiarò libero dal controllo nazifascista e rimase autonomo dal 17 giugno al 1° agosto 1944.

Una giornata dedicata alla conoscenza della storia della Resistenza, attraverso la visita al Museo della Repubblica di Montefiorino.
La giornata sarà completata dalla visita alla Pieve Romanica di Rubbiano, alla scoperta del patrimonio storico e artistico del territorio.

Programma della giornata

6:30 – Partenza da Villasanta, piazza Europa
6:45 – Partenza da Arcore, piazza Pertini
7:00 – Partenza da Vimercate, piazzale Martiri Vimercatesi
10:30 – Arrivo a Montefiorino e visita guidata al Museo della Repubblica di Montefiorino
13:00 – Pranzo presso il Ristorante "Il Ciocco"
15:00 – Visita alla Pieve Romanica di Rubbiano
17:00 – Partenza per il rientro a Vimercate, Arcore e Villasanta
Il menù

Antipasto: crudo, torta salata, gnocco fritto e scaglie di grana
Primo: tortelli di ricotta e spinaci
Dolce: semifreddo

Menù vegetariano: al posto del crudo verrà servita la giardiniera.

Quota di partecipazione

€ 50,00, comprensivi di:

viaggio in pullman;
ingresso e visita guidata al Museo;
pranzo.
La quota verrà raccolta direttamente sul pullman.

⚠️ Prenotazione obbligatoria

Per partecipare è necessario iscriversi entro il 30 settembre 2026.

Al momento dell'iscrizione occorre inoltre indicare la scelta del menù:
tradizionale oppure vegetariano.

Per informazioni e iscrizioni:
📧 [email protected]

Vi aspettiamo numerosi!

In memoria di Sant'Anna di Stazzema, delle sue vittime innocenti e di tutte le persone cadute sotto la violenza fascista...
11/08/2026

In memoria di Sant'Anna di Stazzema, delle sue vittime innocenti e di tutte le persone cadute sotto la violenza fascista e nazista.

Il 12 agosto 1944 Sant'Anna di Stazzema fu trasformata in un luogo di morte. Circa 560 civili innocenti – donne, anziani e oltre 100 bambini – vennero massacrati dalle SS naziste, con la collaborazione di fascisti italiani che parteciparono alle operazioni, alla repressione e alla caccia agli abitanti.

Non fu un "incidente di guerra". Non fu una tragica fatalità.

Fu un crimine deliberato contro una popolazione inerme. Furono bruciate case, spezzate famiglie, cancellate intere generazioni. La più piccola delle vittime, Anna Pardini, aveva appena venti giorni di vita.

Ogni nome inciso nel sacrario ci ricorda che il fascismo non fu soltanto una dittatura: fu complicità con l'occupante nazista, violenza organizzata, persecuzione, annientamento della dignità umana.

Oggi ricordiamo Sant'Anna di Stazzema per non dimenticare chi furono i carnefici e chi furono le vittime. Per difendere la verità storica, i valori della Resistenza e della Costituzione e per dire con forza che il fascismo non può essere giustificato, minimizzato, dimenticato o, peggio ancora, revisionato.

Il fascismo non è solo una pagina del passato: continua a rappresentare un pericolo quando si smette di riconoscerne la violenza e di contrastarlo.

Oggi, nel mondo, ci sono ancora tante Sant'Anna: luoghi dove donne, uomini e bambini innocenti vengono colpiti dalla violenza delle guerre, dall'odio e dalla disumanità.
Ricordare quel massacro significa non voltarsi dall'altra parte davanti alle sofferenze di chi ancora oggi subisce persecuzioni e violenze. Significa difendere sempre la vita, la dignità delle persone e il valore della Pace.

La memoria di Sant'Anna di Stazzema ci chiede di non rimanere in silenzio. Perché ogni volta che un popolo viene colpito dall'odio e dalla sopraffazione, la nostra responsabilità è scegliere da che parte stare: dalla parte dell'umanità.

10 AGOSTO 1944 — I 15 MARTIRI DI PIAZZALE LORETOGian Antonio BravinGiulio CasiraghiRenzo Del RiccioAndrea EspositoDomeni...
10/08/2026

10 AGOSTO 1944 — I 15 MARTIRI DI PIAZZALE LORETO

Gian Antonio Bravin
Giulio Casiraghi
Renzo Del Riccio
Andrea Esposito
Domenico Fiorani
Umberto Fogagnolo
Tullio Galimberti
Vittorio Gasparini
Emidio Mastrodomenico
Angelo Poletti
Salvatore Principato
Andrea Ragni
Eraldo Soncini
Libero Temolo
Vitale Vertemati.

Quindici uomini, quindici vite, quindici storie spezzate.
Ma il loro sacrificio non è stato cancellato.

Mai dimenticare.
Mai più fascismo.

82° Anniversario dell'Eccidio di Piazzale Loreto.10 agosto 1944 – Piazzale Loreto. Quindici antifascisti uccisi dalla vi...
10/08/2026

82° Anniversario dell'Eccidio di Piazzale Loreto.

10 agosto 1944 – Piazzale Loreto.
Quindici antifascisti uccisi dalla violenza fascista. La loro memoria vive nella nostra Costituzione.

"10 agosto 1944, ore 5,45. Un autocarro tedesco frena di botto e scarica giù 15 uomini in tuta da lavoro. Fa appena giorno a Milano e piazzale Loreto è quasi un deserto. Su un lato della grande spianata circondata dai palazzi, un pugno di militi della Brigata Nera “Aldo Resega” sorveglia le vie d’accesso. Altri uomini, italiani, fascisti della GNR e della Legione “Ettore Muti” attendono di compiere lo sporco lavoro che gli è stato affidato. I prigionieri stanno fermi, in fila, davanti alle armi. La voce del capitano Pasquale Cardella, che comanda il plotone della “Muti”, urla parole di morte. Poi, un ordine secco mette in moto i quindici uomini, velocemente. Con uno scatto improvviso, prima uno e poi un altro cercano scampo. Un portone spalancato, un angolo da svoltare. Due raffiche e pochi metri di vita. Il resto della fila si sbanda, forma una curva, c’è una staccionata. Fermi così! Fermi lì! Colpi, colpi, e anche quei corpi muoiono a terra.
Lì, tutti insieme… Trascinate nel mucchio quegli altri due. Grida di ebbrezza, risate rabbiose. Un cartello: QUESTI SONO I GAP SQUADRE ARMATE PARTIGIANE ASSASSINI. Lì. Fino a sera. State di guardia. Nessuno li muova. Nessuno li tocchi. Niente fiori, nemmeno candele. Tutti li vedano, tutti devono guardare. Che imparino tutti".
(Testo tratto dal periodico Patria Indipendente)

ANPI ARCORE RICORDAIn memoria di ALFONSO CASATI10 agosto 1944 la LIBERAZIONE di CORINALDO dal regime nazi-fascista." ......
09/08/2026

ANPI ARCORE RICORDA
In memoria di ALFONSO CASATI
10 agosto 1944 la LIBERAZIONE di CORINALDO dal regime nazi-fascista.

" ........ Nella notte dal 9 al 10 agosto 1944, lasciarono la città anche i pochi tedeschi che fino allora vi erano rimasti e finalmente, nella mattina del 10 agosto, il Battaglione di S. Marco, preceduto da una pattuglia e da alcuni reparti di avanguardia faceva il suo ingresso a Corinaldo, salutato con sollievo dall’intera popolazione.
Con unanime dolore che i corinaldesi vennero a conoscenza che fra gli eroi della liberazione in contrada Pecciameno era gloriosamente caduto il tenente Conte Alfonso Casati figlio del Ministro della Guerra allora in carica nel gabinetto Bonomi. Si stabilì, sul luogo sacro al valore della vittima, un immediato spontaneo pellegrinaggio di riconoscente affetto fra i cittadini e si volle eternare con un ricordo marmoreo il generoso olocausto della giovane vita, tristemente memori dei tempi calamitosi, dei bombardamenti subiti e delle distruzioni patite nelle ubertose campagne."
(dal libro Corinaldo nel cammino dei secoli)

“ … Io chiedo quando saràChe l'uomo potrà imparareA vivere senza ammazzare …”Ad Auschwitz c'é ancora la neveAddio Maestr...
06/08/2026

“ … Io chiedo quando sarà
Che l'uomo potrà imparare
A vivere senza ammazzare …”

Ad Auschwitz c'é ancora la neve

Addio Maestro ❤️

In memoria di Alfonso Casati,  una vita verso la libertà.Comandante del Battaglione “Bafile” – Medaglia d’Oro al Valor M...
05/08/2026

In memoria di Alfonso Casati, una vita verso la libertà.
Comandante del Battaglione “Bafile” – Medaglia d’Oro al Valor Militare alla memoria (13 luglio 1918 – 6 agosto 1944)

Nato a Milano e cresciuto ad Arcore, Alfonso Casati proveniva da una famiglia della borghesia liberale milanese. Nella villa di famiglia conobbe il valore della cultura e della libertà, ma la guerra trasformò profondamente la sua vita.

Dopo l’8 settembre 1943, mentre si trovava in Corsica, scelse di opporsi ai nazifascisti e maturò la convinzione che la libertà dovesse essere difesa in prima persona. Le sue lettere ai genitori testimoniano una profonda consapevolezza: “Mi auguro che tanto sangue, tanta rovina, tante crudeli esperienze ammaestrino tutti nel culto della vera Libertà…”

Volle quindi combattere al fianco degli Alleati e si arruolò nel Battaglione “Bafile” del Reggimento San Marco, impegnato nella risalita dell’Italia.

Il 6 agosto 1944, durante la battaglia per la liberazione di Corinaldo, nelle Marche, Alfonso Casati cadde mentre guidava i suoi uomini contro le posizioni tedesche. Aveva solo 26 anni.

Il suo corpo rimase sul campo sotto il fuoco nemico e fu recuperato soltanto in serata grazie al coraggio di due partigiani di Corinaldo, Enrico Sabbatini e Giuseppe Rossini, che riuscirono a riportarlo ai compagni.

Oggi Alfonso Casati è ricordato con un Sacrario e un Cippo a Corinaldo, che ogni anno celebra la propria liberazione anche nel suo nome.

Dal 2007 il gemellaggio tra Arcore e Corinaldo mantiene vivo il legame tra le due comunità, unite dal ricordo di un giovane che scelse la libertà come valore da difendere fino all’estremo sacrificio.

La memoria dei Resistenti è la nostra Costituzione.


2 agosto 1980 – Bologna non dimenticaOggi ricordiamo le vittime, il dolore delle loro famiglie e il coraggio di chi, per...
01/08/2026

2 agosto 1980 – Bologna non dimentica

Oggi ricordiamo le vittime, il dolore delle loro famiglie e il coraggio di chi, per anni, ha continuato a chiedere verità e giustizia.

Alle 10.25 di quel tragico giorno, una bomba esplose nella sala d’aspetto della stazione di Bologna. In pochi istanti, 85 vite furono spezzate e oltre 200 persone rimasero ferite. Madri, padri, figli, lavoratori, giovani e anziani: persone comuni colpite da una violenza disumana.

Le sentenze definitive hanno riconosciuto la responsabilità di esponenti dei gruppi neofascisti dei Nuclei Armati Rivoluzionari nella strage.
Ricordare la matrice neofascista di quell’attentato non è solo un atto di memoria, ma un impegno a difendere la verità storica e i valori democratici del nostro Paese.

La memoria non è solo un dovere verso chi non c’è più, ma un impegno quotidiano per difendere la democrazia, la libertà e i valori della Costituzione nata dalla Resistenza.

Mai dimenticare. Mai abbassare la guardia.
Perché una Democrazia si difende anche ricordando.

È con profonda tristezza che apprendiamo della scomparsa di Angela Caglio, figlia del Partigiano Francesco Caglio.Angela...
30/07/2026

È con profonda tristezza che apprendiamo della scomparsa di Angela Caglio, figlia del Partigiano Francesco Caglio.

Angela è stata spesso presente alle nostre iniziative dedicate alla memoria del suo caro papà, testimoniando con affetto e partecipazione l'importanza di custodirne il ricordo.

Raccogliamo idealmente il suo testimone e continueremo a onorare e ricordare il Partigiano Francesco Caglio anche nel nome e nella memoria di Angela.

Siamo vicini alla sua famiglia in questo momento di dolore e porgiamo le nostre più sentite e sincere condoglianze.

✍️ Nota della Segreteria nazionale ANPI
30/07/2026

✍️ Nota della Segreteria nazionale ANPI

“Da mesi sono in corso violenze, provocazioni e aggressioni di dimensioni mai viste in passato nei confronti dei palestinesi in Cisgiordania da parte dei coloni e delle forze armate israeliane. Eppure persino tanti israeliani hanno dato vita a manifestazioni di protesta denunciando la politica di espulsione e repressione del governo Netanyahu. Dopo la vergognosa distruzione di Gaza col suo inaudito carico di sangue innocente, cosa che ha fatto inorridire il mondo, il governo israeliano sta di fatto occupando la Cisgiordania nell’ambito del progetto di Grande Israele. Tale occupazione è stata definita illegale da parte della Corte di Giustizia Internazionale fin dal luglio 2024. Occorre assumere decisioni chiare e immediate, come il riconoscimento dello Stato di Palestina, la sospensione dell’accordo di associazione UE-Israele, lo stop al commercio con le aziende israeliane che operano illegalmente in Cisgiordania. Non ci stanchiamo né ci stancheremo mai di chiedere al governo italiano e all’UE di assumere i provvedimenti necessari per fermare questa incessante violazione dei diritti del popolo palestinese, dei diritti umani e della legalità internazionale”.

✍️ Nota della Segreteria nazionale ANPI


Indirizzo

Via Alfonso Casati, 31
Arcore
20862

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