04/04/2017
Una storia di amore e fedeltà anche nella nostra Bologna
A Bologna invece, sono in pochi a saperlo, esiste un qualcosa che ricorda una storia decisamente commovente.
Era il 1777.
I Marchesi Bovi erano dei grandi proprietari terrieri che spesso si assentavano per lunghi periodi dal palazzo di città per recarsi in campagna a seguire i loro interessi.
Avevano un cagnolino che si chiamava Tago, il quale stava sempre con loro come un compagno inseparabile e li seguiva in ogni spostamento.
Ma quell’anno invece, non si sa per quale motivo, i Marchesi partirono lasciando Tago a Bologna, affidato alla cura della servitù.
Il cane diventò tristissimo; non voleva più mangiare, uggiolava, trascorreva ore e ore affacciato a una piccola finestra dell’ultimo piano del palazzo, proprio al sottotetto, sperando di veder arrivare da un momento all’altro nel cortile la carrozza degli adorati padroni.
Il tempo passava, e l’assenza dei Marchesi Bovi si prolungava.
Finalmente un giorno ecco che Tago sente il rumore della carrozza; pazzo di felicità, abbaiando e latrando gioiosamente s’avventa contro la finestrina per guardare nel cortile; ma nell’eccessivo slancio ci passa attraverso e precipita, andando a sfracellarsi proprio ai piedi dei padroni appena arrivati.
Quando passate per Bologna, andate in via Oberdan; al numero 24 vi è un bel palazzo, che ha il portone sempre aperto.
Entrate in quel cortile, e alzate lo sguardo.
Vedrete, sul davanzale di una finestrina dell’ultimo piano, proprio sottotetto, una statua opera dello scultore Luigi Acquisti (Forlì 1745-Bologna 1823) che ritrae Tago seduto su un cuscino: guarda ancora in cortile, attendendo triste l’arrivo dei suoi adorati padroni.
fonte- http://www.placidasignora.com/2007/04/03/monumenti-funebri-canini/
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