B&B La Riundela

B&B La Riundela Tipica casa piemontese con corte in comune, dove la mia famiglia e io viviamo in un contesto ricco di storia e tradizioni. CIN IT005005C1UVT8ZLMD

23/05/2026
21/03/2026

Immagina di camminare in una città dove ogni cento metri sbuca una torre di pietra.

Non una. Non dieci. Fino a 177.

Siamo ad Asti, Piemonte, tra il XII e il XIII secolo. Le famiglie nobili astigiane avevano trasformato il centro cittadino in una selva verticale: ogni torre era un messaggio di potere, un avviso al vicino, una fortezza privata in muratura.

La chiamavano già allora la "città delle torri". Qualcuno oggi la paragona a una Manhattan dell'anno Mille, e non è un'esagerazione: le skyline medievali europee più dense non reggevano il confronto.

E qui arriva il punto.

Quelle torri non erano solo architettura. Erano ego in pietra. Le faide tra famiglie ad Asti erano quotidiane, e la torre del rivale era sia bersaglio che obiettivo: costruire più in alto del nemico era una dichiarazione di guerra silenziosa.

Abbassarla, invece, era una punizione ufficiale. Non una metafora: i tribunali cittadini potevano condannare una famiglia a far demolire o mozzare la propria torre come sanzione civile.

Spoiler: la maggior parte di quelle 177 torri non esiste più.

Alcune furono abbattute per punizione, altre inglobate negli edifici che le circondavano, altre ancora sacrificate dai secoli e dall'indifferenza. Il potere si centralizzò, le faide si istituzionalizzarono, e le torri persero la loro ragion d'essere.

Oggi ne rimangono circa 12.

L'unica ancora visitabile è la Torre Troyana: 44 metri di altezza, 199 gradini, base quadrata di 5,90 metri per lato. Fu costruita dalla famiglia Cortesi tra la fine del XII e l'inizio del XIII secolo, poi acquisita e sopraelevata dai T***a, che aggiunsero tre piani con bifore eleganti e demolirono il palazzo rivale dei Cortesi per fare spazio alla loro nuova dimora.

I T***a stessi finirono esiliati ad Alba e Chieri durante uno dei tanti conflitti. Il marchese di Saluzzo occupò i loro beni e svuotò i magazzini carichi di frumento, vino, avena e carni salate.

Dopo circa un anno, i T***a ripresero possesso della torre. La restaurarono. La torre sopravvisse a tutto.

Nel 1420 il Comune di Asti la integrò nel Palazzo Ducale e ci installò la campana pubblica e l'orologio civico. Restaurata tra il 1997 e il 1999, è oggi il punto panoramico più alto della città.

Da quassù si vede una città tranquilla, ordinata, quasi piatta.

Nessuna traccia di quella foresta di pietra. Solo i 199 gradini che hai appena salito ti ricordano che una volta qui c'erano 177 motivi per guardarsi dall'alto in basso.

In breve:
Asti medievale aveva fino a 177 torri nobiliari, simboli di potere e rivalità tra famiglie.
La maggior parte fu abbattuta, punita o inglobata negli edifici: oggi ne sopravvivono circa 12.
La Torre Troyana (44 m, 199 gradini) è l'unica visitabile, costruita tra XII e XIII sec. dalla famiglia Cortesi e poi dai T***a.

Indirizzo

Frazione Revignano 50
Asti
14100

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 21:00
Martedì 09:00 - 21:00
Mercoledì 09:00 - 21:00
Giovedì 09:00 - 21:00
Venerdì 09:00 - 21:00
Sabato 09:00 - 21:00
Domenica 09:00 - 21:00

Telefono

+393386031546

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