17/06/2026
𝐀 𝐌𝐨𝐥𝐚 𝐝𝐢 𝐁𝐚𝐫𝐢 𝐢𝐥 𝐩𝐚𝐞𝐬𝐞 𝐝𝐢𝐯𝐞𝐧𝐭𝐚 𝐮𝐧 𝐚𝐫𝐜𝐡𝐢𝐯𝐢𝐨 𝐯𝐢𝐯𝐞𝐧𝐭𝐞: 𝐬𝐭𝐮𝐝𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐀𝐜𝐜𝐚𝐝𝐞𝐦𝐢𝐚 𝐫𝐚𝐜𝐜𝐨𝐧𝐭𝐚𝐧𝐨 𝐦𝐞𝐦𝐨𝐫𝐢𝐞, 𝐦𝐚𝐫𝐞 𝐞 𝐭𝐫𝐚𝐬𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢
Di Nicola Lutrelli, giornalista, redazione OFFICINA MEDITERRANEA.
Non una mostra sulla memoria, ma una mostra costruita dentro la memoria. A Mola di Bari, dal 18 al 22 giugno, Palazzo Roberti ospiterà “Archivi del Presente”, il progetto espositivo che raccoglie le ricerche realizzate dagli studenti dei corsi di Fotografia dell’Accademia di Belle Arti di Bari coordinati dal docente Paolo Riolzi. Cinque giorni di esposizione per restituire al pubblico il risultato di mesi di lavoro sul territorio, tra incontri con gli abitanti, consultazione di archivi familiari e immersione nei luoghi che custodiscono l’identità del paese.
Il punto di partenza non è stato quello di raccontare Mola di Bari da osservatori esterni. Al contrario, gli studenti hanno scelto di entrare in relazione con la comunità, raccogliendo testimonianze, documenti, fotografie e frammenti di vita quotidiana. Ne è nato un percorso che attraversa linguaggi diversi — fotografia, documentario, installazione, videoarte e materiali d’archivio — ma che conserva un unico filo conduttore: interrogarsi sul modo in cui una comunità costruisce e tramanda il proprio patrimonio di ricordi.
Tra le opere esposte emergono le storie custodite negli album di famiglia, le raccolte private trasformate in vere e proprie case-museo, il mondo della pesca e il rapporto storico con il mare, ma anche i segni lasciati dal tempo sugli edifici, sugli spazi urbani e sulle persone. Una mappatura sentimentale del territorio che mette insieme passato e presente, mostrando come le vicende individuali possano diventare parte di una memoria collettiva condivisa.
Le immagini selezionate per il percorso espositivo raccontano esattamente questa pluralità di sguardi.
L’idea di archivio, in questo caso, viene però rovesciata. Non uno spazio chiuso dove conservare il passato, ma uno strumento vivo per comprendere il presente. Da qui il titolo della mostra, che propone una riflessione sul valore delle immagini come dispositivi di memoria e sul ruolo che la ricerca artistica può avere nel leggere le trasformazioni di un territorio.
Il progetto coinvolge gli studenti del secondo e del terzo anno dei corsi di Fotografia dell’Accademia di Belle Arti di Bari ed è stato sviluppato grazie a una rete di relazioni costruita con famiglie, associazioni, archivi e cittadini. Un lavoro collettivo che ha trasformato il paese in un laboratorio di osservazione e ascolto, facendo emergere storie spesso marginali o invisibili ai grandi racconti ufficiali.
Un archivio temporaneo e condiviso in cui documenti, immagini e testimonianze si incontrano per raccontare come una comunità conserva la propria identità e, allo stesso tempo, continua a ridefinirla.
L’inaugurazione è in programma il 18 giugno alle 17. La mostra sarà visitabile fino al 22 giugno negli spazi di Palazzo Roberti, dalle 10 alle 21, con ingresso libero.