06/08/2026
Una sera d’ottobre del 2019. Una di quelle che non si dimenticano.
Dopo la presentazione del suo libro a teatro, abbiamo trovato il coraggio di chiedere a Francesco Guccini se avesse voglia di fermarsi ancora un po’ con noi. All’inizio era titubante, era stata una giornata lunga e si vedeva che era stanco.
Così, quasi come si faceva una volta, abbiamo apparecchiato un tavolo all’ingresso dell’hotel. Pane appena tagliato, formaggi, salumi, una bottiglia di vino. Niente di costruito. Solo il calore semplice di un’osteria.
E da pochi minuti… sono diventate ore.
Abbiamo parlato di politica, di filosofia, dei tempi passati, della vita. Noi ad ascoltare, lui a raccontare con quella lucidità, quell’ironia e quella profondità che hanno reso le sue parole indimenticabili, tanto nelle canzoni quanto nei libri.
È stato un privilegio raro. Uno di quei momenti che il tempo non scolorisce e che rimangono custoditi tra i ricordi più belli.
Ciao Maestro. Grazie per averci regalato una serata che porteremo sempre con noi.
Fai buon viaggio.