31/03/2023
" La casa dorata di Samarcanda " inizia proprio qui sotto, a Rodi, sopra la moschea di Cavacly , alla luce di un falcetto lunare quasi ottomano. Nel corso di questa avventura, Corto, come gli pronostica il seithan jazida, giungerà dove " l'oriente vuole diventare occidente "; sono gli anni '20, l' area caucasica e turanica sono infiammate , allora come oggi; sono gli scontri innescati dalle ambizioni egemoniche sovietiche da un lato e panturche dall' altro.
Ma oriente e occidente si incontrano già prima, già in quel mediterraneo che forgiò gli stessi concetti e le stesse parole di " oriente " e occidente " .
Rodi è in quel mediterraneo; oggi è presa d' assalto da un turismo che in sostanza le rimane estraneo e sfuggente , ma la sua città vecchia non ha perso la seduzione di luogo " di incontro " .
A Rodi , nella città vecchia , sinagoghe si affacciano su moschee che affiancano chiesette bizantine e tutte sono attualmente frequentate dai relativi fedeli; di fronte alla moschea maggiore , quella di Suleiman un diplomatico ottomano di fine '700 , Ahmad Agha costruisce una piccola , ricca biblioteca e anche un centro di sostegno ai dervisci poco abbienti. A Rodi si ferma Paolo di Tarso ; tredici secoli dopo, i credenti nella sua folgorazione, vi costruiscono mura e dentro le mura gli ospedali, destinati ad accogliere i pellegrini diretti alla Terra Santa: furono i Cavalieri dell' ordine degli Ospedalieri che ressero l' isola fino al 1522 , quando passò sotto il controllo ottomano.
Inseguendo Corto….si potrà trovare la via verso un mediterraneo unificato ?