01/09/2022
Salendo i tornanti della parte alta dell'abitato di Baunei, allungando lo sguardo verso la valle d'Ogliastra e il contorno delle maestose vette del Gennargentu, si raggiunge il Supramonte da una delle sue porte più suggestive e conosciute. Percorrendo una comoda strada, in 10 minuti ci troviamo immersi in un ambiente dove pare essersi fermato il tempo.
L'altopiano di Golgo.
Strade sterrate e polverose, adornate da felci, lentischi, olivastri e perastri secolari ne caratterizzano il paesaggio.
Gli asinelli, le mucche e le martore circolano liberamente in questi spazi contornati dal bianco calcare del Supramonte, che rappresenta la barriera naturale da superare per raggiungere la paradisiaca costa di Baunei.
Le greggi di capre, fin dal mattino, diffondono la musica dei loro campanacci e vanno alla ricerca dei germogli e delle bacche più invitanti facendosi strada tra i fitti arbusti.
La piana di Golgo è nota ai più per la graziosa chiesetta di San Pietro e per la misteriosa e impressionante voragine profonda 280 metri, “Su sterru”.
Ma c'è tanto altro da scoprire e vedere in questo mondo ricco di tracce umane risalenti a diversi millenni fa. I nuraghi “Coeserra”, “Orgoduri” e “Albu”, quest'ultimo impreziosito dalle sue mensole che ne caratterizzano l'arcaica struttura.
“As piscinas”, piccole e suggestive pozze d'acqua superficiale, poste in una piccola piana di basalto.
La faccia litica, un enorme masso al quale pioggia, vento e sole hanno donato le sembianze di un grande volto umano.
Il fascino e la suggestione di questi luoghi è legato anche alla leggenda di San Pietro e sa serpente e agli antichi usi agricoli della piana. “Ar bidassones”, un sistema di rotazione nell'uso dei terreni che venivano assegnati per un periodo determinato ai capi famiglia per la coltivazione di grano e cereali. I racconti di queste antiche usanze sono giunti a tutti noi e con la fantasia cerchiamo di immaginare le spighe dorate a fare da ornamento e da invito alla Chiesetta di San Pietro.
E dopo una lunga giornata tra le meraviglie dell'altopiano o al rientro dalle faticose escursioni e dai bagni nelle acque cristalline della costa baunese, ecco che giunge la notte. E con lei le stelle di questo cielo magnifico e buio. Sembra di poterle afferrare con la mano le stelle, a Golgo.
In questa fine estate e principio d'autunno, quando l'aria si rinfresca e le bacche dei corbezzoli cominciano a colorarsi di rosso, fate una visita a Golgo. Percorrete i sentieri della piana e verso il mare. Sarete ripagati dall'immensa bellezza di questo luogo e dalla sua magia antica.
(Nella foto, una processione a Golgo, nel 1962)