21/04/2020
B&B: È ALLARME SCOMPARSA
👉 Leggi regionali penalizzano i B&B, a rischio chiusura migliaia di piccole strutture familiari ma la causa non è il solito Covid
Il B&B ha due anime: una familiare e una imprenditoriale.
Nel primo caso è un’attività saltuaria, non esercitata in forma di impresa, in un numero minimo di camere: in genere massimo 3 per 6 posti letto.
Nel secondo (B&B imprenditoriale o Affittacamere) il numero di stanze può salire fino a 6 e si può operare tutto l’anno senza molti dei limiti che hanno i piccoli B&B familiari.
In questi ultimi si dorme e si fa colazione nella stessa casa in cui vive la famiglia che ti ospita e ne condividi modi e usanze. Nel caso di B&B imprenditoriali e degli affittacamere, invece, spesso si dorme in vere e proprie magioni adattate esclusivamente all’ospitalità dei viaggiatori: puoi trovare la reception, il frigobar in camera e sicuramente la sala colazione. A volte sono strutture di charme e di design che all’apparenza possono sembrare dei veri e propri mini hotel di lusso e i servizi offerti in alcuni casi aspirano ad essere quelli alberghieri.
In Italia il 70% dei B&B sono attività familiari non professionali e il 30% sono attività imprenditoriali.
I paesi anglosassoni danno a queste due categorie le seguenti denominazioni: B&B Homestay (alloggio in famiglia) e B&B Inn (locanda). Nella categoria B&B Inn spesso vengono ricompresi anche i family hotel, ovvero gli alberghi che possono raggiungere anche 10 e più camere.
Non c’è dubbio che chi va in un B&B Homestay non sta cercando un’esperienza alberghiera. Il perché si scelga di alloggiare insieme a dei perfetti sconosciuti condividendone orari e abitudini dipende da diversi fattori: il prezzo, che spesso è inferiore a quello degli alberghi di categoria media; la disponibilità di alloggio in località in cui non è conveniente mantenere una struttura alberghiera; ma molto più spesso si sceglie l’alloggio in famiglia proprio per il piacere della condivisione.
Il Gestore di B&B non ti dà solo ospitalità e colazione, ma ti introduce e accompagna nel viaggio consigliandoti come un vecchio amico. A questo è dovuto il successo del B&B nel mondo. Ed è questa la caratteristica che fa dell’ospitalità alberghiera e dell’ospitalità familiare due attività completamente differenti e complementari che non vanno in concorrenza. Sono in competizione, è vero, su questo non c’è dubbio. Ma la competizione è il motore del progresso delle attività umane, se non ci fosse staremmo tutti peggio.
Non c’è dubbio altresì che la reazione nei confronti di un’attività concorrente è spesso dettata dalla paura piuttosto che dal buon senso. Buon senso vorrebbe che a fronte di un’attività concorrente ci si ingegni per migliorarsi. È questo il potentissimo motore economico, oggi, che fa sì che il consumatore riesca ad ottenere maggiore varietà di scelta, prezzi migliori, qualità maggiore.
Purtroppo la paura ha avuto il sopravvento e l’enorme influenza politica delle associazioni alberghiere, da un lato, e la ventennale incapacità di fare sistema dei piccoli proprietari di B&B, dall’altro, ha fatto il resto.
I Bed and Breakfast hanno subito, in silenzio e con proteste ben poco eclatanti, leggi sempre più restrittive e a tratti anche vessatorie, tanto che è dovuta intervenire la stessa Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato di propria sponte con un ricorso al TAR contro la Regione Lazio, che ha riconosciuto l’abuso legislativo con queste parole: “i limiti contenuti nella nuova disciplina per le attività ricettive extralberghiere non trovano alcun fondamento razionale nella legge e sono volti piuttosto ad ostacolare l'esercizio di un'attività economica fondamentale per il comparto turistico aumentando per essa gli oneri amministrativi e i costi di gestione”.
Nonostante l’autorevole indirizzo del TAR, tali limiti si riscontrano ancora oggi, a distanza di quasi cinque anni, nelle leggi e ordinanze regionali, come l’obbligo di chiusura per periodi che vanno fino ai 180 giorni, proposto ultimamente dalla Regione Marche; o come l’assurdo divieto della Regione Emilia Romagna ai B&B non professionali di promuoversi sui portali di prenotazione on line, con tanto di multe erogate porta a porta da solerti vigili urbani. O addirittura con l’equiparazione del titolare di un B&B ad un OSA, Operatore professionale della Sicurezza Alimentare, costretto quindi a rispettare le regole HACCP che l’unione Europea ha emanato per le grandi imprese alimentari, obbligando la maggioranza dei B&B a poter offrire a colazione solo alimenti confezionati, privandoli dell’opportunità di offrire ai propri ospiti quell’esperienza a 360 gradi che possa includere anche quella della condivisione delle tradizioni gastronomiche familiari che si possono riscontrare solo in un ambito domestico.
Cos’è che sperano di ottenere queste leggi, ai limiti della vessazione, se non il ridursi delle piccole attività familiari a beneficio di quelle imprenditoriali o il proliferare della semplice Locazione Turistica senza servizi al turista a prezzi ancora più concorrenziali?
Da un lato si azzera un comparto che ha dato lustro al panorama turistico Italiano, rivoluzionandolo in meglio e ampliandone l’offerta, attirando milioni di nuovi viaggiatori da tutte le parti del mondo. Dall’altro si aumenta la pressione e la concorrenza sul settore alberghiero, favorendo la trasformazione di piccole attività familiari in veri e propri mini alberghi che non necessitano di personale e non hanno i costi delle attività ben più grandi.
Oppure, come sta già accadendo, costringendoli ad abbandonare la tipologia di B&B per ridenominarsi Locazione Turistica: il mero affitto di un immobile o di una sua parte, ma assolutamente senza servizi agli ospiti! Costringendo quindi i solerti e vigili ispettori agli straordinari per controllare se il padrone di casa offre un cornetto ad un proprio ospite: illecito che verrà sanzionato a sprezzo del ridicolo.
Giambattista Scivoletto
Bed-and-Breakfast.it