07/10/2018
AUTOLESIONISMO BEVANATE
A Bevagna ha operato per circa sedici anni una struttura turistica medievale chiamata: “Il Chiostro di Bevagna” che ha tenuto alto il nome della nostra città presso i turisti di tutto il mondo. Ne riceviamo quotidianamente testimonianze di stima e di affetto. Tre diverse amministrazioni di centro-sinistra hanno tutte cercato di ostacolare la nostra attività, aiutati in questo anche da alcuni cittadini invidiosi del successo della nostra struttura. Per parte sua il Comune non ha messo in opera alcuna manutenzione straordinaria di un complesso storico che, vecchio di secoli, ne ha ovviamente bisogno, cercando anzi di toglierci in tutti i modi la gestione dello stesso. Alla fine, nel 2016, siamo stati costretti ad abbandonare la struttura per carenza di requisiti e per la ottusa volontà del locatore (il Comune) di volerci cacciare. Un lungo e aspro contenzioso che si è trascinato fino a oggi ha fatto da contorno a questa triste storia anche in spregio dei cittadini che pagano le tasse (il Tribunale ci ha dato ragione con indennizzo). Ci chiediamo, e anche i cittadini onesti di Bevagna dovrebbero chiederselo: perché tutta questa astiosità nei nostri confronti? Perché le Istituzionali regionali preposte non hanno mosso un dito per aiutarci? Perché hanno lasciato che delle quattro strutture ricettive cittadine ben due siano state costrette a chiudere in una città che si dice a vocazione turistica? È strano che due alberghi chiudano e né Regione, né Provincia, né Comune alzino un dito. Noi come Chiostro abbiamo dato lustro al nome di Bevagna. Dall’Australia, dalla Germania, dal Portogallo, dal Giappone, dal Sudafrica, dalla Russia e da tanti altri Paesi riceviamo attestati di stima e rammarico per non poter più usufruire del Chiostro. A nessuno sembra importare nulla!
E allora è giusto chiedersi chi abbia avuto interesse a che Il Chiostro chiudesse. Ce lo chiediamo noi e lo chiediamo a tutta la comunità Bevanate che in questi anni ha assistito impotente a questo incomprensibile scontro e alla fine del proselitismo di conoscenza. Alla fine, abbiamo perduto tutti. Abbiamo perduto noi che non possiamo più gestire la struttura, ha perduto Bevagna che si ritrova con un albergo in meno (ma forse questo non dispiace a qualcuno), ha perduto l’Umbria perché molti dei nostri affezionati clienti non torneranno, ma ha perduto soprattutto la credibilità di questa città. Riflettano le autorità cittadine e regionali!
È per questo che la nostra città è chiusa al mondo esterno. È per questo che allontana sempre
uno straniero o un Bevanate che ha idee e che vuole cambiare qualcosa.
Fabio Ercolini