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La Casa del Ginkgo is also everything and everyone around it, full of stories, little touches, and sometimes even cats. ...
29/09/2026

La Casa del Ginkgo is also everything and everyone around it, full of stories, little touches, and sometimes even cats. 😼

See you soon!

“Terribilis est locus iste”.È la frase che ci accoglie sulla porta della Basilica di San Colombano.Letteralmente signifi...
25/09/2026

“Terribilis est locus iste”.

È la frase che ci accoglie sulla porta della Basilica di San Colombano.

Letteralmente significa: “Terribile è questo luogo”. Ma il latino terribilis qui ha un significato diverso da quello che gli attribuiamo oggi: indica qualcosa che incute rispetto, timore, qualcosa di così grande da lasciare quasi senza parole.

La frase arriva dalla Genesi e viene pronunciata da Giacobbe.

Dopo essere fuggito dalla sua terra, Giacobbe si ferma una notte lungo il cammino e si addormenta con la testa appoggiata a una pietra. Nel sonno vede una scala che dalla terra sale fino al cielo, con gli angeli che salgono e scendono, e Dio che gli parla dall'alto.

Al suo risveglio, Giacobbe comprende di aver incontrato qualcosa che non aveva saputo riconoscere fino a quel momento e dice:

“Veramente il Signore è in questo luogo e io non lo sapevo. Quanto è terribile questo luogo! Questa è proprio la casa di Dio, questa è la porta del cielo.”

Da qui nasce una frase che nei secoli è entrata anche nella liturgia di consacrazione delle chiese.

E forse è proprio questo il motivo per cui è stata scelta per stare sulla porta della Basilica.

Non è un avvertimento.
È un invito a cambiare sguardo.

A lasciare fuori, almeno per un momento, quello che sappiamo già e ad entrare in un luogo con la curiosità di chi potrebbe incontrare qualcosa che non aveva previsto.

Terribilis est locus iste.

Una frase che, ancora oggi, prima ancora di entrare nella Basilica, ci ricorda che certi luoghi chiedono semplicemente di essere attraversati con un po’ più di attenzione.

E voi, lo spevate?

Aneddoto di: aka "Grande guida turistica di tutti i tempi!"

La reception è uno dei posti della casa che più si è trasformato nel corso del tempo.A inizio ’900 non esisteva. Era un ...
21/09/2026

La reception è uno dei posti della casa che più si è trasformato nel corso del tempo.

A inizio ’900 non esisteva. Era un cavedio interno alla casa: uno spazio vuoto che la costeggiava.

La mia bisnonna spesso raccontava, così mi hanno detto, che quando era ragazzina era solita studiare nella stanza a fianco e cogliere dei fichi come merenda dall’albero che allora stava proprio dove oggi c’è il pavimento.

Mio nonno, a sua volta, da giovane ci appendeva ad asciugare le reti che usava per pescare in Trebbia.

Negli anni ’50 una prima ristrutturazione ne ha sviluppato un passaggio, un corridoio che collegava una parte della casa vecchia a una nuova, in costruzione.

E la funzione di corridoio è rimasta per molti anni.

Mio nonno, ormai anziano, si era invece ricavato qui un piccolo spazio tutto suo. Era solito sedersi a contemplare, più che la televisione, la pianta che tanto amava, concedendosi degli ottimi riposini post-pranzo in poltrona.

Ora questo spazio è diventato la reception: accoglie chi arriva e chi parte e scandisce la maggior parte del tempo che passo nella casa.

Non posso fare a meno di chiedermi cosa potrebbe diventare in futuro.

Perché, a quanto pare, questa è una stanza che non ha mai avuto una sola vita.

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17/09/2026

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Quando ero bambina, questo pavimento poteva intrattenermi per ore. A ogni cambiare della luce, delle angolazioni e delle...
13/09/2026

Quando ero bambina, questo pavimento poteva intrattenermi per ore.

A ogni cambiare della luce, delle angolazioni e delle ombre, ci vedevo dentro facce, draghi e mappe da esplorare.

Forse è per questo che, ancora oggi, capita di perdermi a guardarlo.

Resto dentro, guardo fuori
09/09/2026

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Oggi voglio parlarvi di un oggetto della casa che è diventato parte dell’accoglienza, proprio come la casa stessa: LE LE...
05/09/2026

Oggi voglio parlarvi di un oggetto della casa che è diventato parte dell’accoglienza, proprio come la casa stessa: LE LENZUOLA.

Quelle che trovate sui nostri letti arrivano quasi tutte dai corredi di famiglia che mia nonna ha conservato per anni negli armadi di casa.

Sono lenzuola di cotone, lino, canapa e, in alcuni casi, anche misto-seta. Tessuti diversi, colori diversi, lavorazioni e orli diversi. Alcuni hanno piccole irregolarità nella trama che raccontano la lavorazione artigianale del filato, altri conservano quella che in casa abbiamo sempre chiamato "la giunta": due teli uniti insieme per ottenere la larghezza necessaria.

Un tempo, infatti, i tessuti venivano spesso realizzati in pezze la cui larghezza dipendeva dal telaio. Quando una sola pezza non era sufficiente per un lenzuolo, se ne univano due o più. È così che alcuni dei nostri lenzuoli portano ancora oggi i segni di come venivano fatti.

E forse è proprio questo che mi piace di loro: non sono perfetti nel senso in cui intendiamo oggi la perfezione. Hanno piccole differenze, trame che non sono sempre identiche, dettagli che raccontano il modo in cui sono stati realizzati.

Ma sono tessuti che hanno attraversato il tempo. La qualità delle fibre e della manifattura ha permesso a molti di questi corredi di arrivare fino a noi e di trovare oggi un nuovo posto nella casa.

Naturalmente, accanto a loro utilizziamo anche biancheria contemporanea: perché accogliere significa anche scegliere ciò che è più adatto, pratico e confortevole per chi soggiorna qui.

Ma quando apro questo armadio e vedo tutti questi colori, ordinati e ben piegati, mi piace pensare che in fondo sto scegliendo quale piccolo pezzo della storia di questa casa accompagnerà, per qualche giorno, chi viene a soggiornare qui.

E tra le cose conservate negli armadi ho trovato anche questa piccola etichetta, elegantemente legata ad un asciugamano:

“Articolo fuori serie: Cotone - Con marchio di fabbrica: Fabbriche Telerie di Frette e C. Monza.”

Una piccola traccia di un tempo che non c'è più, ma che qui, in qualche modo, continua a fare parte dell'accoglienza.

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Indirizzo

Contrada Di Porta Nova, 5
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29022

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