13/02/2016
Lunghi circa 40 chilometri, candidati come “patrimonio dell’umanità” Unesco, i sono il cuore di , caratteristica unica al mondo: nuovo spazio urbano, un luogo, a un tempo pubblico e privato, di socialità e commercio, salotto all'aperto e simbolo stesso dell'ospitalità bolognese. Il portico nasce direttamente dallo “sporto”, una sorta di balcone di legno costruito sulla facciata delle case per ampliare lo spazio abitativo dei piani alti. Gli sporti col tempo aumentarono in grandezza e si rese necessario puntellarli dal basso con travi di legno che inevitabilmente andavano a occupare le strade. La prima testimonianza della loro esistenza risale già all'anno 1041. Nel 1288 con uno Statuto il Comune di Bologna stabilì che tutte le case nuove dovevano essere costruite con il portico in muratura, mentre quelle già esistenti che ne fossero prive erano tenute ad aggiungerlo. I portici dovevano essere alti almeno 7 piedi (2,66 metri) cioè quanto un uomo a cavallo e larghi altrettanto. Queste direttive non furono però rispettate nelle zone più povere della città. Malgrado gli ordini comunali successivi che contemplavano la muratura, a Bologna sopravvivono alcuni esempi di portici lignei (il 26 marzo 1568 il Legato pontificio mons.Giovanni Battista Doria e il Gonfaloniere Camillo Paleotti emisero un decreto che prevedeva fossero convertiti).
(Le fonti consultate per queste notizie sono il sito di Bologna Welcome, I Portici di Bologna, SalaBorsa, Emilia-Romagna Turismo e Wikipedia).
The nearly 40-km-long make the unique in the world and have been nominated as a UNESCO World Heritage Site. Since 1100, when the growth of the University led to create new spaces for urban development, Bologna's porticoes have become a place that is public and private at the same time and that performs both a social and business function: in a word, they have become a symbol of hospitality in Bologna. - See more at: http://bit.ly/1WmVwP6