11/07/2026
Kevin, il nostro ospite inglese che vive a Barcellona, è partito questa mattina.
Nei giorni del suo soggiorno l’ho trovato spesso seduto sulla panca della cucina, vicino alla finestra, con un quaderno sulle ginocchia. L’aveva trasformata nel suo spazio creativo: un posto dove scrivere, osservare la vita che scorreva fuori e lasciare che un pensiero arrivasse senza doverlo inseguire.
A un certo punto gli ho detto che ero felice di vederlo usare quell’angolo, esattamente come lo avevamo immaginato.
Non come un semplice arredo, ma come un invito a leggere, scrivere, bere un bicchiere di vino, iniziare una conversazione oppure rimanere semplicemente in silenzio.
Lui mi ha risposto:
«Mi piace sedermi su questa panca vicino alla finestra. Qui trovo ispirazione per il mio articolo.»
Quando gli ho chiesto cosa stesse scrivendo, mi ha risposto:
«Sto scrivendo un articolo per una nuova rivista dedicata ai “Third Spaces” (terzi posti): quei luoghi e quei momenti che esistono al di fuori della casa e del lavoro, dove le persone si incontrano per creare relazioni. Possono essere un caffè, un bar o persino una festa organizzata per guardare l’Eurovision! Il mio articolo parla dei third spaces che esistono a Barcellona e di come io, da madrelingua inglese, sia riuscito a entrarvi per trovare connessione e un senso di appartenenza.»
Mentre lo ascoltavo, non potevo immaginare che il suo articolo fosse così vicino alla visione da cui è nato Naki!
Kevin è entrato naturalmente nello spirito del coliving. Dopo aver trascorso qualche giorno da solo, all’arrivo di nuovi ospiti ha lasciato per loro una bottiglia di vino, invitandoli a finirla. Un gesto gentile, capace di creare un filo tra persone che probabilmente non si sarebbero mai incontrate.
Forse essere ospiti in un coliving è anche questo.
Mi è piaciuto che Kevin abbia trovato ispirazione proprio qui.
Perché, senza saperlo, ha dato vita a qualcosa che speravo accadesse da tempo… Che Naki non fosse soltanto un posto dove dormire, ma uno spazio da abitare. Un luogo in cui fermarsi il tempo necessario per lasciare entrare una nuova idea.