16/10/2024
Mentre in Italia si dava ampia rilevanza mediatica al match calcistico Italia-Israele e alle misure di sicurezza adottate per garantire che tutto filasse liscio, con buona pace di tifosi, sponsor e portatori di interessi vari, l’esercito d’occupazione sionista bombardava l’ennesimo ospedale a Gaza. Un attacco particolarmente odioso e vigliacco che ha generato un vasto incendio nel quale sono rimasti coinvolti e letteralmente “bruciati vivi”, gli sfollati palestinesi. Uomini, donne e bambini che avevano trovato rifugio nell’accampamento di fortuna allestito nel piazzale antistante la struttura.
Come definire questo episodio, se non orrendo crimine di guerra? L’ennesimo, compiuto impunemente dallo Stato ebraico. Uno scempio ai danni degli ultimi tra gli ultimi; coloro che erano già stati cacciati dalle loro case e dalla loro terra e venivano ospitati temporaneamente in un luogo che si sperava potesse essere risparmiato dai bombardamenti in quanto “terreno neutrale”. E invece, il luogo sicuro, così come ormai accade nella Striscia da un anno a questa parte, si è tramutato in una vera e propria tomba per tanti esseri umani.
L’Ospedale dei Martiri di Al-Aqsa a Deir Al-Balah, teatro di questi ultimi tragici eventi, era uno dei pochi presidi sanitari ancora attivi (seppur parzialmente) a Gaza. Dinnanzi a questi crimini contro l’umanità e all’atteggiamento compiacente e vigliacco dell’occidente cosiddetto democratico, Italia compresa, non possiamo che domandarci quanto ci si possa ancora addentrare nell’abisso dell’orrore e della crudeltà, prima di rendersi conto che un domani, al posto di queste persone sfortunate e perseguitate, potremmo esserci noi.
L’indifferenza alla sofferenza altrui e la complicità con i carnefici, fa di noi un nuovo nemico per chi nella vita, non ha mai avuto altra scelta che difendersi. Guerra chiama guerra. Orrore chiama orrore.