07/02/2022
Dopo 5 anni dal sisma ormai è chiaro: per far risorgere la “Regione del cratere” serve, oltre alla ricostruzione fisica degli immobili, anche costruire un modello economico capace di generare lavoro di qualità, senza il quale lo spopolamento sarà totale.
Dal 2016 ad oggi l’economia nelle aree della cratere è stata sottoposta a degli stress senza pari in Italia. Tuttavia da questa situazione di immenso disagio economico e sociale, queste terre potrebbero diventare un modello per un nuovo sviluppo sostenibile ed in armonia con l’identità di questi luoghi, se i fondi riservati dal PNRR saranno ben spesi.
Fallire questa opportunità è come sbagliare un rigore a porta vuota quando si perde 1 a 0 a 30 secondi dalla fine, nell’ultima di campionato e basta un punto per salvarsi… è quell’occasione che ti rilancia verso il futuro dopo una stagione pessima, un'occasione che non pensavi di avere e che ora è li a portata di mano. Perdere quest’ultimo treno avrebbe un effetto moltiplicatore di frustrazione ed indignazione sulle popolazioni di queste terre da sempre abituate a lavorare e lottare a schiena dritta.
In occasione del V anniversario del terremoto che ha distrutto il Centro Italia, e dopo due anni durissimi di pandemia, desidero fare alcune riflessioni sul difficile quinquennio appena trascorso nella Regione del cratere guardando anche al futuro, ai prossimi fondamentali 5 anni.
Grazie al Commissario Legnini, ad alcuni rappresentanti delle istituzioni, alle tante persone che collaborano con lui ad ogni livello istituzionale e ad alcuni amministratori illuminati finalmente possiamo dire che la ricostruzione sia partita. Certo, di nodi da sciogliere ce ne sono ancora diversi ma siamo in navigazione. Questo, per noi che abbiamo assistito a 4 anni di immobilismo, conta molto.
Ora che si è in viaggio diventa non più rinviabile spostare lo sguardo in avanti, al giorno in cui terminerà la ricostruzione fisica delle aziende, il giorno in cui chi tenterà di ripartire, dopo molti anni di carestia ed in un contesto comunque difficile, dovrà fare i conti con un mercato che non fa sconti a nessuno.
Le aziende in questo pezzo d’Italia devono comprare tempo ad un prezzo sostenibile per un’area svantaggiata come questa ed allo stesso tempo qui devono costruirsi progetti di sviluppo economico e sociale veramente condivisi con le comunità locali in tutte le loro sfaccettature.
La partecipazione alla costruzione del futuro oggi non può essere più uno slogan. E' una scienza e come tale deve essere adottata e gestita se si vuole veramente coinvolgere la comunità dell’Appennino nello scrivere il proprio futuro.
Sono preoccupato dal rischio di vedere sfumare un'opportunità come questa per la Regione del cratere devastata dal sisma.
Sono preoccupato dai "fantasmi" visti in altre aree d’Italia dove, a cospicue risorse stanziate, hanno fatto seguito mediocri o pericolosi progetti che, non solo, non hanno prodotto benefici ma hanno addirittura da lì a poco indebolito, oltre all’economia, anche il sistema sociale a causa di speculatori/avvoltoi senza scrupoli.
La partita è complessa ed allo stesso tempo vitale. Come è mia consuetudine non mi tiro indietro, amo entrare nel merito delle questioni, analizzarle, definirne le criticità e poi passare alla fase della proposta. In questo caso non pretendo che le mie siano esaustive ma sicuramente contribuiscono a costruire uno scenario di confronto concreto.
Nella regione del cratere tra le aziende colpite da danno grave ne esistono 4 tipi:
- quelle che non hanno visto calare il loro fatturato;
- quelle che hanno subito perdite medie non superiori al 30% annuo
- quelle che hanno subito perdite medie superiori al 30% annuo
- quelle ferme o che hanno subito perdite medie superiori al 60% annuo
Cosa genera criticità per quelle che hanno avuto perdite medie superiori al 30% annuo negli ultimi 5 anni:
- 1) La ripartenza delle rate dei mutui ante sisma, contratti in uno scenario economico ante sisma;
- 2) La ripartenza delle cartelle esattoriali in sospeso (es. IMU);
- 3) Il nuovo indebitamento figlio di investimenti fatti per migliorare l’immobile, i beni strumentali, consulenze, piani di comunicazione, riposizionamento sul mercato ecc.;
- 4) L’investimento in risorse umane, salari, contributi, qualificazione/riqualificazione, selezione;
Quindi:
• La ripartenza di queste aziende dopo oltre 5 anni potrebbe quasi essere assimilata alla riapertura di una nuova azienda;
• Un'azienda in un contesto “normale” mediamente ha nei suoi primi 3 anni di vita il periodo a maggior rischio chiusura;
• Un'azienda in un cratere come quello del sisma del 2016, situata nelle aree interne, a parità di condizioni ha il doppio del rischio di chiudere rispetto ad una che opera in un contesto sociale e demografico normale;
• Un'azienda che rischia di essere in crisi di liquidità è una azienda che ha difficoltà a garantire stabilità e lavoro di qualità;
• Senza sicurezza sul lavoro, senza lavoro di qualità, senza un contesto economico stabile si crea emigrazione, spopolamento, crollo dei servizi sociali e dell’identità dei luoghi.
La proposta per gestire l’emergenza (dando per scontato una buona gestione del PNRR):
1) Estendere ai 3 anni successivi al termine della ricostruzione per le aziende sopra citate la sospensione dei mutui pregressi e delle cartelle esattoriali.
2) Effettuare le seguenti azioni, per una durata di 5 anni nelle aree più colpite dal sisma, ed in special modo per i comuni con meno di 5 mila abitanti:
a) Regime agevolato di contributi sul lavoro, volto a trasferire tale beneficio al lavoratore al fine di poter proporre salari più attrattivi in un contesto difficile a compensazione delle carenze di servizi pubblici alla persona e del degrado urbano e sociale causato dal sisma.
b) Finanziamenti alle imprese a lungo termine (non inferiori a 20 anni), sostenuti da garanzie pubbliche ed a tassi agevolati.
La sopravvivenza di un tessuto imprenditoriale sano è la base per costruire un lavoro di qualità. In questo contesto non si può riuscire, senza avere a supporto una strategia pubblica di ampio respiro, ben coordinata e diluita nel tempo.
In questi luoghi si vive in mezzo a mille mancanze e disservizi, il lavoro è l’ultimo argine contro lo spopolamento di queste terre.
E' dal buon lavoro che si deve partire per ricostruire queste comunità, ma per farlo occorre sostenere le aziende che operano in un mercato svantaggiato.
A tal riguardo continuerò il mio impegno in tutti i contesti istituzionali al fine di non veder morire la “Regione del cratere” dopo che importanti risorse degli gli italiani sono state investite e saranno investite per ricostruire questo pezzo d’identità nazionale.
Voglio sperare che sia a livello regionale che nazionale non mancherà la volontà di intervenire con tempismo e pragmatismo.
Presidenza Del Consiglio Dei Ministri
Ministero Economia e Finanza
Commissario Straordinario Ricostruzione Sisma 2016
Ufficio Presidenza della Repubblica Italiana
Palazzo Chigi - Presidenza del Consiglio dei Ministri
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