Hotel Cursula

Hotel Cursula La storia dice che dal 1949 la Famiglia Giustini è il riferimento dell’ospitalità e della gastronomia di Cascia.

Nati come Albergo Umbria, poi come Ristorante della Locanda Giustini in prossimità della Basilica di S.Rita, con trenta posti pranzo e 4 camere, nel 1965 il trasferimento in viale Cavour per essere disponibili con più servizi e maggiori comodità, mantenendo e migliorando il ristorante con piatti nuovi adeguati alle esigenze attuali ma che si distinguono per ingredienti e preparazioni che sempre fa

nno riferimento alla tradizione gastronomica del territorio. Scegliere Cascia e l’Hotel Cursula vuol dire apprezzare i piaceri della buona tavola in un ambiente sereno e tranquillo, dove regna il più sovrano rispetto per la natura e per l’ambiente, a pochi passi dai maggiori centri storici e culturali dell’Umbria. La Famiglia Giustini sempre presente nella struttura sarà lieta di offrirvi tutta l’ospitalità che contraddistingue questa terra, la Valnerina e l’accoglienza che merita ogni ospite di Cascia.

21/04/2023
21/04/2023
11/03/2023
10/03/2023
28/02/2023

Richiesta di misure a sostegno delle Comunità delle Aree Interne dell’Umbria sempre più a rischio spopolamento

Dal 2016 ad oggi assistiamo ad un lento ma inesorabile spopolamento dell’Umbria. Ancora una volta sono le aree più interne, i territori più fragili perchè distanti dai centri principali di offerta dei servizi essenziali, a guidare questa triste classifica.

Tante volte mi sono battuto in Aula su questo tema e continuo a farlo perchè sollecitato da moltissimi cittadini, innamorati come me di questa Umbria autentica ma più difficile, per cercare di contrastare in ogni modo una vera e propria "emorragia demografica” delle aree interne dove negli anni post terremoto, di pandemia e crisi si assiste impotenti al depotenziamento di numerosi servizi.

A cominciare dalla Sanità, sempre più distante per via di una riorganizzazione territoriale dei servizi ospedalieri poco equa, alla mancanza di una rete efficiente di trasporti e collegamenti, alla presenza di istituzioni scolastiche fortemente sottodimensionate oltre che la carenza di un’offerta formativa omogenea e qualitativamente apprezzabile.

Non sono solo pensieri miei ma il risultato di un’analisi condotta dal Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) del 2021. Riporto in particolare un estratto che mi ha colpito e ferito molto: “tutto questo incide - e non potrebbe essere altrimenti - sui livelli di competenza degli studenti che, almeno dagli esiti delle prove Invalsi, risultano essere mediamente inferiori rispetto a quelli nazionali … carente disponibilità delle tecnologie digitali e, in particolare, delle nuove tecnologie di informazione e comunicazione … con grave nocumento di quel principio di eguaglianza sostanziale che, in collegamento con il principio di libertà, rappresenta la pietra angolare di ogni esperienza statuale democratica”.

Alla scarsità di servizi pubblici essenziali sanitari, sociali si unisce poi, come da me tante volte denunciato, la chiusura o riduzione degli orari di attività private di fondamentale importanza per i cittadini come uffici postali, sportelli bancari, negozi e strutture sportive-ricreative. Un circolo vizioso, insomma, autodistruttivo per cui l’abbandono dei territori spingerebbe la chiusura delle attività, rendendo ancora più difficile trovare lavoro, fare imprese e poter ricevere i servizi essenziali.

Non riuscire a fare impresa in questi luoghi, oltre agli immediati danni per l’intera collettività in termini di minore occupazione e gettito fiscale, determina anche la perdita inestimabile del patrimonio di know-how accumulato da generazioni. Ciò che ha reso il nome dell’Umbria conosciuto e apprezato in tutto il mondo.

Ritengo per questo motivo urgente e non più rinviabile attuare una serie di azioni capaci di rappresentare un sostegno strutturato ai cittadini e alle imprese che decidono di rimanere o di trasferirsi nelle aree interne dell’Umbria. Tali supporti economici non assumerebbero la forma di mero assistenzialismo a pioggia, ma rappresenterebbero un concreto investimento che consentirebbe di salvaguardare e valorizzare il patrimonio di questi territori, nell’interesse dell’intera Umbria.

Ecco in sintesi cosa chiedo alla Giunta:
1. creare, nei piccoli comuni delle aree interne dell’Umbria, un sistema di sostegni economici cadenzati nel tempo a favore delle famiglie socialmente ed economicamente più fragili che dovessero qui mantenere o trasferire la propria residenza effettiva, in possesso, o di un contratto di lavoro stabile con una impresa locale avente qui sede legale ed operativa, o di propria partita IVA legata ad una attività economica che crei sviluppo e valore per la comunità locale di questo territorio

2. creare un sistema strutturato di “contributi al lavoro” per le imprese esistenti e per nuove imprese, con sede legale ed operativa in tutte le aree interne dell’Umbria, per almeno 5 anni, volti a sostenere il mantenimento della forza lavoro esistente e a stimolare nuove assunzioni a tempo indeterminato, utilizzando risorse europee, nazionali e regionali destinate a contrastare il fenomeno dello spopolamento e a promuovere lo sviluppo economico, prevedendo un sistema di distribuzione di tali sostegni cadenzati nel tempo, in modo da poterli interrompere tempestivamente al venir meno dei requisiti sopra riportati

3. potenziare, per quanto possibile e per quanto di propria competenza, i servizi pubblici sanitari, sociali, amministrativi e di trasporto nelle aree interne dell’Umbria, attivandosi presso il Governo, in coordinamento con gli enti locali interessati e i rappresentanti della società civile di tali territori, affinché vengano anche attivate ulteriori iniziative volte a rendere sostenibile il mantenimento e potenziamento di servizi pubblici e privati, tra cui uffici postali, banche, ambulatori medici, attività commerciali e altro

Siamo ormai a buon punto si vede la luce in fondo al tunnel. A presto a tutti gli amici del Cursula
20/01/2023

Siamo ormai a buon punto si vede la luce in fondo al tunnel. A presto a tutti gli amici del Cursula

16/06/2022

Job in Tourism | Annuncio di lavoro nel turismo - offerta di lavoro per l'azienda Locanda Giustini

La famiglia Giustini vi augura una buona 𝙁𝙚𝙨𝙩𝙖 𝙙𝙞  con la speranza di passarla insieme il prossimo anno nel nuovo𝙃𝙤𝙩𝙚𝙡 𝘾...
22/05/2022

La famiglia Giustini vi augura una buona
𝙁𝙚𝙨𝙩𝙖 𝙙𝙞
con la speranza di passarla insieme il prossimo anno nel nuovo
𝙃𝙤𝙩𝙚𝙡 𝘾𝙪𝙧𝙨𝙪𝙡𝙖!!😊😊😊

Grazie a tutti!!!
24/03/2022

Grazie a tutti!!!

07/02/2022

Dopo 5 anni dal sisma ormai è chiaro: per far risorgere la “Regione del cratere” serve, oltre alla ricostruzione fisica degli immobili, anche costruire un modello economico capace di generare lavoro di qualità, senza il quale lo spopolamento sarà totale.

Dal 2016 ad oggi l’economia nelle aree della cratere è stata sottoposta a degli stress senza pari in Italia. Tuttavia da questa situazione di immenso disagio economico e sociale, queste terre potrebbero diventare un modello per un nuovo sviluppo sostenibile ed in armonia con l’identità di questi luoghi, se i fondi riservati dal PNRR saranno ben spesi.

Fallire questa opportunità è come sbagliare un rigore a porta vuota quando si perde 1 a 0 a 30 secondi dalla fine, nell’ultima di campionato e basta un punto per salvarsi… è quell’occasione che ti rilancia verso il futuro dopo una stagione pessima, un'occasione che non pensavi di avere e che ora è li a portata di mano. Perdere quest’ultimo treno avrebbe un effetto moltiplicatore di frustrazione ed indignazione sulle popolazioni di queste terre da sempre abituate a lavorare e lottare a schiena dritta.

In occasione del V anniversario del terremoto che ha distrutto il Centro Italia, e dopo due anni durissimi di pandemia, desidero fare alcune riflessioni sul difficile quinquennio appena trascorso nella Regione del cratere guardando anche al futuro, ai prossimi fondamentali 5 anni.

Grazie al Commissario Legnini, ad alcuni rappresentanti delle istituzioni, alle tante persone che collaborano con lui ad ogni livello istituzionale e ad alcuni amministratori illuminati finalmente possiamo dire che la ricostruzione sia partita. Certo, di nodi da sciogliere ce ne sono ancora diversi ma siamo in navigazione. Questo, per noi che abbiamo assistito a 4 anni di immobilismo, conta molto.

Ora che si è in viaggio diventa non più rinviabile spostare lo sguardo in avanti, al giorno in cui terminerà la ricostruzione fisica delle aziende, il giorno in cui chi tenterà di ripartire, dopo molti anni di carestia ed in un contesto comunque difficile, dovrà fare i conti con un mercato che non fa sconti a nessuno.

Le aziende in questo pezzo d’Italia devono comprare tempo ad un prezzo sostenibile per un’area svantaggiata come questa ed allo stesso tempo qui devono costruirsi progetti di sviluppo economico e sociale veramente condivisi con le comunità locali in tutte le loro sfaccettature.

La partecipazione alla costruzione del futuro oggi non può essere più uno slogan. E' una scienza e come tale deve essere adottata e gestita se si vuole veramente coinvolgere la comunità dell’Appennino nello scrivere il proprio futuro.

Sono preoccupato dal rischio di vedere sfumare un'opportunità come questa per la Regione del cratere devastata dal sisma.
Sono preoccupato dai "fantasmi" visti in altre aree d’Italia dove, a cospicue risorse stanziate, hanno fatto seguito mediocri o pericolosi progetti che, non solo, non hanno prodotto benefici ma hanno addirittura da lì a poco indebolito, oltre all’economia, anche il sistema sociale a causa di speculatori/avvoltoi senza scrupoli.

La partita è complessa ed allo stesso tempo vitale. Come è mia consuetudine non mi tiro indietro, amo entrare nel merito delle questioni, analizzarle, definirne le criticità e poi passare alla fase della proposta. In questo caso non pretendo che le mie siano esaustive ma sicuramente contribuiscono a costruire uno scenario di confronto concreto.

Nella regione del cratere tra le aziende colpite da danno grave ne esistono 4 tipi:
- quelle che non hanno visto calare il loro fatturato;
- quelle che hanno subito perdite medie non superiori al 30% annuo
- quelle che hanno subito perdite medie superiori al 30% annuo
- quelle ferme o che hanno subito perdite medie superiori al 60% annuo

Cosa genera criticità per quelle che hanno avuto perdite medie superiori al 30% annuo negli ultimi 5 anni:
- 1) La ripartenza delle rate dei mutui ante sisma, contratti in uno scenario economico ante sisma;
- 2) La ripartenza delle cartelle esattoriali in sospeso (es. IMU);
- 3) Il nuovo indebitamento figlio di investimenti fatti per migliorare l’immobile, i beni strumentali, consulenze, piani di comunicazione, riposizionamento sul mercato ecc.;
- 4) L’investimento in risorse umane, salari, contributi, qualificazione/riqualificazione, selezione;

Quindi:
• La ripartenza di queste aziende dopo oltre 5 anni potrebbe quasi essere assimilata alla riapertura di una nuova azienda;
• Un'azienda in un contesto “normale” mediamente ha nei suoi primi 3 anni di vita il periodo a maggior rischio chiusura;
• Un'azienda in un cratere come quello del sisma del 2016, situata nelle aree interne, a parità di condizioni ha il doppio del rischio di chiudere rispetto ad una che opera in un contesto sociale e demografico normale;
• Un'azienda che rischia di essere in crisi di liquidità è una azienda che ha difficoltà a garantire stabilità e lavoro di qualità;
• Senza sicurezza sul lavoro, senza lavoro di qualità, senza un contesto economico stabile si crea emigrazione, spopolamento, crollo dei servizi sociali e dell’identità dei luoghi.

La proposta per gestire l’emergenza (dando per scontato una buona gestione del PNRR):
1) Estendere ai 3 anni successivi al termine della ricostruzione per le aziende sopra citate la sospensione dei mutui pregressi e delle cartelle esattoriali.
2) Effettuare le seguenti azioni, per una durata di 5 anni nelle aree più colpite dal sisma, ed in special modo per i comuni con meno di 5 mila abitanti:
a) Regime agevolato di contributi sul lavoro, volto a trasferire tale beneficio al lavoratore al fine di poter proporre salari più attrattivi in un contesto difficile a compensazione delle carenze di servizi pubblici alla persona e del degrado urbano e sociale causato dal sisma.
b) Finanziamenti alle imprese a lungo termine (non inferiori a 20 anni), sostenuti da garanzie pubbliche ed a tassi agevolati.

La sopravvivenza di un tessuto imprenditoriale sano è la base per costruire un lavoro di qualità. In questo contesto non si può riuscire, senza avere a supporto una strategia pubblica di ampio respiro, ben coordinata e diluita nel tempo.

In questi luoghi si vive in mezzo a mille mancanze e disservizi, il lavoro è l’ultimo argine contro lo spopolamento di queste terre.

E' dal buon lavoro che si deve partire per ricostruire queste comunità, ma per farlo occorre sostenere le aziende che operano in un mercato svantaggiato.

A tal riguardo continuerò il mio impegno in tutti i contesti istituzionali al fine di non veder morire la “Regione del cratere” dopo che importanti risorse degli gli italiani sono state investite e saranno investite per ricostruire questo pezzo d’identità nazionale.

Voglio sperare che sia a livello regionale che nazionale non mancherà la volontà di intervenire con tempismo e pragmatismo.

Presidenza Del Consiglio Dei Ministri
Ministero Economia e Finanza
Commissario Straordinario Ricostruzione Sisma 2016
Ufficio Presidenza della Repubblica Italiana
Palazzo Chigi - Presidenza del Consiglio dei Ministri
ANSA.it





PARTITO IL CRONOMETRO, RICOSTRUIREMO UN HOTEL CURSULA BELLO MA SOPRATTUTTO CON SISTEMI DI SICUREZZA UNICI NEL NOSTRO SET...
30/07/2021

PARTITO IL CRONOMETRO, RICOSTRUIREMO UN HOTEL CURSULA BELLO MA SOPRATTUTTO CON SISTEMI DI SICUREZZA UNICI NEL NOSTRO SETTORE, ISOLATORI SISMICI CON TECNOLOGIA DI ULTIMA GENERAZIONE. VI FAREMO VEDERE TUTTO IL CANTIERE PEZZO PER PEZZO!!!!
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Indirizzo

Viale Cavour 3
Cascia
06043

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