06/03/2021
Su Repubblica di oggi: c'è anche PeoniamiA!
A Bologna non solo tulipani, tutta la città dal pollice verde
di Sabrina Camonchia
Spazi da godersi, ma a km0, dove concedersi una breve camminata in regola
06 MARZO 2021
BOLOGNA - Oltre il bosco di lecci e ulivi spuntato in Salaborsa (coi ragazzi di Radioimmaginaria che da lì commentano il festival di Sanremo), c’è un mondo green che tutti i giorni abbiamo sotto gli occhi, eppure sempre da riscoprire. Ora che viaggiare non si può, ora che i parchi sono diventati l’ultimo campo di battaglia sul terreno della socialità, ora che in zona rossa le passeggiate sono consentite solo vicino a pochi metri da dove si vive, consolarci col verde sotto casa è come fantasticare di mondi lontani.
È una primavera negata quella che ci apprestiamo a vivere, la seconda purtroppo, nonostante Bologna sia tutto un fiore, come ci ricordano ogni anno i ciliegi di via Orefici. Allora meglio attrezzarsi col poco che c’è, godendo di cose minute come gli spazi verdi meno battuti, a km zero.
Non solo tulipani, il paradiso dei camminatori
Lontani dalla ressa dei Giardini Margherita o dalla corsia preferenziale dei camminatori in via Saragozza fino a San Luca, ogni zona della città regala angoli più o meno appartati. È una perla del centro, per esempio, il giardino anfiteatro dietro San Domenico, così come quello intitolato alla pittrice Lavinia Fontana, silenzioso spazio verde con platani e pioppi di via del Piombo.
Accanto alla Johns Hopkins University, c’è il giardino Belmeloro-San Leonardo, recintato da un muretto di mattoni, che piace agli studenti. Mentre sono soprattutto bimbi i frequentatori del Guasto, raggiungibile da una rampa dietro il Teatro Comunale: il cemento qui prende vita grazie alle sagome tonde circondate da aceri e bagolari. Attraversata via Irnerio, è un’oasi l’Orto Botanico dell’Università, fondato da Ulisse Aldrovandi a metà 500, fra i più antichi d’Europa: stagno, erbe medicinali e piante tipiche dell’Appennino. Racchiuso dalle case che lì si affacciano, è il parco Melloni, fra Sant’Isaia e Saragozza, mentre si arrampica sulla prima collina il bellissimo prato del Parco del Barone Rampante. Ancora più segreti sono il giardino della Fondazione Zucchelli, su cui ci si affaccia in fondo a Strada Maggiore accolti da un abete e da un glicine, e quello di Palazzo Hercolani, sempre in strada Maggiore, sede di Scienze politiche: scrigno di arbusti in fiore, siepe sempreverdi che declinano sulla piccola collina boscata con ghiacciaia.
Non solo tulipani, gli angoli nascosti
Per visitare i giardini nascosti dietro portoni privati, occorre aspettare la regina delle manifestazioni della Bologna green, “Diverdeinverde”, al momento confermata dal 21 al 23 maggio, ma dipenderà dall’andamento dell’epidemia. Così come lo è “Bologna In Fiore”, il mercato di piante in piazza Minghetti in calendario dal 9 all’11 aprile. Intanto ogni martedì, in piazza San Francesco, ci sono alcune bancarelle con piante e fiori (la zona rossa non dovrebbe bloccarlo).
C’è anche chi, come al Quartiere Porto Saragozza attraverso patti di collaborazione col Comune, ha fatto di necessità virtù “adottando” alcune aiuole in strada dove oltre ai fiori sono state “coltivate” nuove amicizie di vicinato: succede fra via Asiago e Col di Lana con gli alberi circondati da primule. O chi, come Gioia Gardo, ha lanciato l’idea del bosco diffuso sotto i portici per rendere più gradevoli le vie del centro.
Non solo tulipani, le visite guidate
Ordinanze permettendo, potendo uscire dai Comuni, sono diverse le occasioni per stare in mezzo ai fiori. A Castel San Pietro, all’azienda agricola Peoniamia specializzata nella produzione di queste piante, si organizzano visite guidate per passeggiare nei 4 ettari di terreno attorno all’ottocentesca villa. Qui al contrario di quello che succederà a fine mese al nuovissimo Tulipark Bologna dove i tulipani si potranno raccogliere in autonomia, le peonie non saranno self serivce ma si acquistano all’uscita. Si colgono con la formula “All you can pick” anche alla Val dei Fiori di Ozzano: una flower farm dove il distanziamento è garantito.