26/08/2026
Dietro questa facciata c’è una storia che ha cambiato per sempre Castiadas.
L’11 agosto 1875, a Porto Sinzias, sbarcarono trenta detenuti e sette guardie carcerarie. Davanti a loro c’era un territorio quasi completamente disabitato, coperto da una vegetazione f***a e senza strade.
Da lì iniziò la storia della Colonia Penale di Castiadas.
I detenuti furono impiegati nella bonifica del territorio e nella costruzione delle prime strutture. Nel 1877 nacque il complesso sul promontorio di Praidis, destinato a diventare negli anni una vera comunità autosufficiente.
C’erano celle e alloggi, ma anche falegnameria, officine, infermeria, farmacia, ufficio postale e numerosi distaccamenti sparsi nel territorio.
La colonia riusciva a produrre praticamente tutto ciò di cui aveva bisogno e una parte della produzione veniva destinata anche all’esterno. Nei campi si coltivavano vigne, agrumi, cereali e legumi, mentre l’allevamento e il lavoro agricolo facevano parte della vita quotidiana.
I detenuti avevano anche la possibilità di imparare nuove tecniche di allevamento e di coltivazione della terra, acquisendo competenze che potevano essere utili una volta terminata la pena.
Quella di Castiadas era infatti una colonia penale “aperta”. I detenuti in semilibertà potevano trascorrere le giornate fuori dalla struttura, lavorando nei campi, nei pascoli o nelle foreste, dove il legname veniva raccolto e trasformato in carbone.
All’inizio del Novecento la colonia arrivò a ospitare centinaia di detenuti.
Una storia fatta di lavoro, fatica, bonifiche, malaria, ma anche di un sistema produttivo che ha contribuito in modo profondo alla trasformazione del territorio e alla nascita della Castiadas che conosciamo oggi.
La Colonia Penale chiuse definitivamente nel 1955.
Oggi una parte di questa memoria si può conoscere entrando nello Spazio Espositivo Ex Carceri di Castiadas, tra fotografie, documenti e testimonianze che raccontano le origini del nostro territorio.
Se siete in vacanza nel Sud-Est Sardegna, dedicate un po’ di tempo anche alla sua storia.
Vi aspettiamo.
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