24/08/2026
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Penso e ripenso a quei tempi, le strade in terra battuta sotto i nostri piedi, i boati del vulcano che facevano da disappunto all’arena e all’atroce spettacolo di sangue, mentre l’impero con i suoi adepti si cingevano in cene e lussurie, ostentazioni che deridevano il popolo pur compromettendolo. Agata, provava sconcerto, no rabbia ma rammarico per coloro che si elevavano e predicavano divinità di pietra. Agata tornava nel suo palazzo servita e riverita, ma lei fanciulla di luce amava e serviva tutti con umiltà disarmante. Non raccontava di possedimenti o di poteri, raccontava dell’amore infinito di Cristo presente in ogni dove, del Perdono unica strada appresa non nella carta, ma in un Vangelo fatto di carne attraverso la sua testimonianza. La Chiesa come oggi chiamiamo i nostri templi di pietra era di Spirito Celeste, e lei respirava candida e curava e soccorreva i più bisognosi, questa era la sua legge in Cristo. Penso e ripenso che non mancava certo a quella fanciulla, lasciare questa terra, una famiglia che possedeva imbarcazioni quanto sono le stelle, che intraprendeva commercio con terre lontane, che aveva popolazioni di uomini che aravano e vivevano in terreni propri, eppure lei segue il suo cammino, resta nonostante tutta la corruzione, la manipolazione e tutto ciò che contrastava il messaggio del Buon Dio. Agata resta a Catania a Testimoniare che nulla potrà mai possederla, sconfiggerla, la sua fortezza è integra, i suoi occhi luminosi del sole e della luna, e le sue azioni rivestono i Tempi e proclamano la Giustizia nello Spazio. (Punto Primo Agata Patrona)