Casa vacanza dell'Emiro

Casa vacanza dell'Emiro Confortevole ,fresca, rilassante, romantica, frizzante. Luogo ideale per le tue vacanze, sono certa che non vorresti più andare via.

A pochi minuti da Cefalù, Casa Vacanza dell'Emiro e il suo mare ti aspetta e ti augura BUONE VACANZE. Ben arredata, corredata e climatizzata, dispone di sei posti letto, due bagni, cucina e zona living,
Ampio giardino con prato all'inglese, patio, angolo solarium, doccia esterna, angolo barbecue, angolo pranzo, angolo lavanderia. Oltre alla spiaggia 7 Frati e la caletta privata, si può usufruire

della piscina condominiale (osservando il regolamento) e dei vari servizi (portierato e altro), posto auto all'interno. A richiesta, è anche disponibile un servizio navetta da/e per l'aeroporto Falcone-Borsellino.

13/10/2023

Il porto di Palermo cambia volto grazie al molo trapezoidale completamente ristrutturato. Grande attrazione è la fontana danzante musicale che da spettacolo

17/09/2023

Scopri perché Cefalù è stata eletta una delle località balneari più belle d'Europa dai turisti nell'estate 2023

07/06/2023
11/03/2023

In Sicilia non è una parolaccia

23/02/2023

Il monte Pellegrino

Il Monte Pellegrino non è un semplice promontorio come potrebbe pensare chi lo
osserva da Palermo, ma un vero e proprio massiccio montuoso, caratterizzato da
fianchi ripidi ricchi di grotte, e da una orografia estremamente movimentata,
ricca di pianori praticabili, caratterizzati da fenomeni di Carsismo per cui le
acque non scorrono in superficie ma filtrano in numerosissimi anfratti per poi
riapparire come sorgenti. Il massiccio montuoso visto dall'alto presenta forma
allungata, i due lati maggiori guardano l'uno il mare, l'altro la piana verso
l'interno. Il lato corto che guarda ad est è quello, celeberrimo, verso
Palermo.


Il Monte Pellegrino fu menzionato da Polibio come Ercte o Eircte perché
durante la prima guerra punica nel 247 a.C. Amilcare Barca vi pose
l'accampamento tenendo testa ai Romani che occupavano Panormus per tre anni.
Nel corso del Settecento le pendici del Monte erano diventate ad occidente
confine di ville suburbane e tenute di caccia, ad oriente erano state
colonizzate da borgate, tonnare e ville. La parte superiore del monte appariva
più brulla in contrasto con la passeggiata elegante del lungomare. Alla fine
dell'Ottocento la nuova classe dominante, la borghesia urbana, sedotta
dall'esempio delle grandi città del continente cerca di adeguare l'immagine del
promontorio all'immagine che ha di sé avviando campagne di rimboschimento che
però cercavano di ricreare un ambiente totalmente diverso da quello più consono
della macchia mediterranea. Si comincia a cercare di sfruttare il monte a fini
utili, nei progetti dell'architetto comunale Damiani Almeyda e quelli privati
si propone la creazione di una stazione climatica d'élite per villeggianti
stabili e ospiti stranieri alla ricerca della vicinanza del mare, del clima
collinare, del belvedere e la vicinanza della città. Durante il mese di giugno
del 2007 il monte ha subito un vasto incendio che ha incenerito decine di
alberi. Sulla sommità della montagna sorgono numerosi ripetitori televisivi e
radar militari.

(Foto Vito Di Modica)

13/02/2023

In Sicilia i carciofi furono introdotti dai Greci che li chiamavano cynara.
Come sappiamo i greci avevano la passione dei miti e delle leggende, e soprattutto avevano Zeus, dio maximus, il quale approfittando del suo ruolo di leader assoluto, voleva sempre attorniarsi di ninfe, dee e semidee. Le inseguiva, le corteggiava, le invitava al proprio desco, quando poteva si faceva canticchiare in coro: “meno male che zeus c’è”. Però l’umanoide dio aveva una moglie, Era, la quale non potendo chiedere il divorzio, era costretta a reagire in altri modi contro quel “mitologico ciarpame senza pudore”, nel caso della bella cynara, di cui Zeus si era invaghito, decise di trasformarla in un ortaggio spinoso…
Gli arabi successivamente nominarono “karasciuff” il mitico ortaggio, ed in Sicilia ne trovarono infinite piantagioni selvatiche. Noi siciliani però li chiamiamo “cacoccioli” (a Palermo direi ancora meglio “cacuocciuli”), dalla mie ricerche, il termine deriverebbe dal latino “caput”, testa, perchè del ca****fo si mangia infatti la buona capoccia, diventata cacocciola.
I Francesi erano ghiotti di carciofi, a Palermo ne trovarono tanti soprattutto in alcuni terreni vicini alla città. Chiamarono quel luogo “Les Chardon”, dove oggi si trova il carcere dell’Ucciardone, il cui nome è quindi legato ai carciofi, che metaforicamente e casualmente è appropriato, un carcere che porta il nome di un ortaggio spinoso.
Nel linguaggio mafioso tra l’altro per definire una cosca si usa paragonarla ad una cacocciola (una serie di foglie sorrette da un unico nucleo centrale, che qui si chiama “u civu”), e si definisce un cacocciolo anche una persona un po’ grezza, rude e poco intelligente, che similmente si potrà anche paragonare al cardone.

Indirizzo

Baia Dei 7 Emiri
Cefalù

Telefono

3336086989

Sito Web

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