15/12/2025
𝗟𝗲 𝘂𝗹𝘁𝗶𝗺𝗲 𝘀𝘂𝗴𝗹𝗶 𝗔𝗳𝗳𝗶𝘁𝘁𝗶 𝗕𝗿𝗲𝘃𝗶 𝗶𝗻 𝗙𝗶𝗻𝗮𝗻𝘇𝗶𝗮𝗿𝗶𝗮: 𝗰𝗲𝗱𝗼𝗹𝗮𝗿𝗲 𝘀𝗲𝗰𝗰𝗮 𝗮𝗹 𝟮𝟭% 𝘀𝘂𝗹𝗹𝗮 𝗽𝗿𝗶𝗺𝗮 𝗰𝗮𝘀𝗮 𝗽𝗿𝗼𝗺𝗼𝘀𝘀𝗮 𝗼𝗻𝗹𝗶𝗻𝗲, 𝗮𝗹 𝟮𝟲% 𝘀𝘂𝗹𝗹𝗮 𝘀𝗲𝗰𝗼𝗻𝗱𝗮. 𝗟𝗮 𝗽𝗿𝗲𝘀𝘂𝗻𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗮𝘁𝘁𝗶𝘃𝗶𝘁𝗮̀ 𝗶𝗻 «𝗳𝗼𝗿𝗺𝗮 𝗶𝗺𝗽𝗿𝗲𝗻𝗱𝗶𝘁𝗼𝗿𝗶𝗮𝗹𝗲» 𝘀𝗰𝗮𝘁𝘁𝗲𝗿𝗮̀ 𝗽𝗲𝗿 𝗰𝗵𝗶 𝗱𝗲𝘀𝘁𝗶𝗻𝗮 𝗮𝗹𝗹’𝗮𝗳𝗳𝗶𝘁𝘁𝗼 𝗯𝗿𝗲𝘃𝗲 𝗮𝗹𝗺𝗲𝗻𝗼 𝘁𝗿𝗲 𝗰𝗮𝘀𝗲 (𝗮𝗻𝘇𝗶𝗰𝗵𝗲́ 𝗰𝗶𝗻𝗾𝘂𝗲, 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝗼𝗴𝗴𝗶). 𝗖𝗵𝗶 𝘀𝗮𝗿𝗮̀ 𝗰𝗼𝘀𝘁𝗿𝗲𝘁𝘁𝗼 𝗮𝗱 𝗮𝗽𝗿𝗶𝗿𝗲 𝗹𝗮 𝗽𝗮𝗿𝘁𝗶𝘁𝗮 𝗜𝘃𝗮 𝗱𝗼𝘃𝗿𝗮̀ 𝘀𝗰𝗲𝗴𝗹𝗶𝗲𝗿𝗲 𝘁𝗿𝗮 𝗿𝗲𝗴𝗶𝗺𝗲 𝗼𝗿𝗱𝗶𝗻𝗮𝗿𝗶𝗼 𝗼 𝗳𝗼𝗿𝗳𝗲𝘁𝘁𝗮𝗿𝗶𝗼. 𝗘 𝗶𝗻𝘁𝗮𝗻𝘁𝗼 𝗿𝗲𝘀𝘁𝗿𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗲 𝗰𝗮𝗿𝗼 𝘃𝗶𝘁𝗮 𝗿𝗶𝗱𝘂𝗰𝗼𝗻𝗼 𝗹’𝗼𝗳𝗳𝗲𝗿𝘁𝗮.
Perchè ancora una volta si colpisce un mercato che senza aiuti di Stato genera ricchezza e consente a tanti proprietari italiani di integrare legittimamente il proprio reddito per pagare l’università ai figli, la badante ai genitori, un mutuo, fare la spesa senza angoscia, ecc?
Eppure l’incidenza degli immobili destinati ad , sui 35,2 milioni di case nazionali, è pari all’1,3%.
Intanto il calo della domanda estera, l’incremento di oneri, adempimenti, burocrazia e restrizioni sommati al caro vita, con la perdita del potere d’acquisto del ceto medio italiano (almeno l’8-10% dei proprietari la scorsa estate ha tolto l’immobile dal circuito short term utilizzandolo per vacanze di famiglia non potendo permettersi altro) riducono l’offerta: da 507mila annunci online del 2024 a circa 502mila medi (-1%), con la differenza che una parte consistente di questi annunci (circa 50mila) si sono trasferiti dal breve termine al contratto transitorio. Quindi, l’offerta di affitti a breve termine è diminuita di circa l’11% rispetto al 2024.
Lo abbiamo raccontato a Il Sole 24 ORE Ore attraverso i dati del nostro Centro Studi e l’analisi del Presidente Marco Celani che avverte: «Se non si invertono i trend, il solo settore degli affitti brevi potrebbe registrare un calo di 5 miliardi di contributo al Pil a fine 2025 rispetto al 2024: è fondamentale che venga riconosciuto, soprattutto dagli enti locali, il contributo positivo che le famiglie italiane possono dare al Paese investendo e mettendo a reddito i propri immobili attraverso gli affitti brevi, e che cessi il proliferare di leggi regionali, regolamenti e variazioni forzate ai piani urbanistici con cui alcuni Comuni pensano di risolvere problemi che sono invece strutturali».
Ecco il link per associarsi: https://aigab.it/associati/