05/12/2025
Quando penso a Claudio Rispoli, mi torna in mente quando ero piccolo e ascoltavo le sue cassette, quelle selezioni incredibili che facevano vibrare la Discoteca Baia degli Angeli. Quel sound non era solo “musica da ballo”: era un mondo dentro cui perdersi.
Claudio non era un DJ qualunque, era un cultore della musica, un musicista con formazione e sensibilità profonda che trasformava ogni set in un’esperienza. La sua curiosità mi ha accompagnato fin da bambino e mi ha aperto le porte a un modo di ascoltare la musica culturalmente più elevato.
Negli anni ’70 e ’80, alla Baia degli Angeli locale storico che ha segnato l’evoluzione della cultura disco e club in Italia Claudio insieme ad altri pionieri, ha reso la figura del DJ qualcosa di più di chi “mette i dischi”: una guida sonora, un esploratore di sonorità, un creatore di emozioni.
Non si trattava del Sarabanda di oggi, ma di una ricerca di un suono autentico, non artefatto, capace di portarti in un’altra dimensione. Un suono con groove, profondità, bassi memorabili come quelli che amavo ascoltare di Cico Cicognani.
Claudio ha attraversato decenni di musica, non solo come DJ leggendario ma anche come musicista e produttore, collaborando con progetti come Jestofunk e altri importanti artisti della scena dance e soul italiana e internazionale.
Oggi se ne va un pezzo importante della nostra storia musicale.
Ciao Claudio. Ora lo sai: sono stato e resterò un tuo umile fan.
E sappi che chi davvero ama la musica nel mondo ricorderà sempre la differenza tra chi vive la musica come moda e chi la vive come arte e cultura.
Riposa in Pace.
Marcello Sutera