02/06/2019
Adalberto de Queiroz ospite di Country House Antica Fonte, parla del Veneto.
Ma torniamo al Piave che è un fiume leggendario nella storia recente dell'Italia.
Originariamente chiamato "La Piave", questo famoso fiume Veneto passò al maschio dopo la battaglia finale che ha assicurato la vittoria degli italiani sulle truppe dell'Impero austro-ungarico nel 1918, ma che ha cambiato lo stato del fiume femminile per il maschio e reso sacro all'Italia fu la poetessa Gabrielle D'Annunzio. Nella canzone "La Leggenda del Piave" (o "La canzone del Piave), il poeta italiano esalta il Piave come una barriera naturale all'estero.
Il Piave mormorava calmo e placido all'ingresso dei primi soldati il 24 Maggio: l'esercito marciò per raggiungere il confine e per costruire il nemico una barriera. In effetti, strategicamente era come una barriera che il fiume si metteva vicino ai soldati italiani.
Conoscendo meglio la geografia del Veneto, i generali alleati, guidati dagli italiani, hanno posto la geografia al loro servizio: quale poesia c'è in guerra? Il mio cuore non chiede altro che l'incantesimo con il colore verde delle acque che scorrono in grandi distese del Piave, un fiume che si riempie e si asciuga, che è troppo simile alla nostra Araguaia ai tempi delle estati di Goian.
Muti passaron quella notte i fanti: tacere bisognava, e camminar avanti! S'udiva, intanto, dalle amate sponde, sommesso e lieve il tripudiar dell'onde, era un presagio dolce e lusinghiero.
Il Piave mormorò: "Non passa lo straniero!" E così lo straniero austro-ungarico ricevette un "Altolà!"
E fu sconfitto, grazie alla barriera del fiume.
Nel frattempo, noi, brasiliani, un secolo più tardi, abbiamo attraversato numerosi ponti che collegano piccole comunità sul Piave, che vanno e vengono sulla strada del vino, sulla strada per la Messa, la panetteria e generi alimentari ...