24/04/2026
Come ricominciare a scrivere la nostra storia: “Storia di vita collaltese”, una storia fatta di sacrifici, lavoro, onestà e orgoglio, la cui protagonista è Maria Cimei, detta “la Caffettiera”, insieme a suo marito Antonio De Simone, genitori e nonni esemplari e personaggi illustri, che hanno dato un valido contributo alla famiglia e alla storia di Collalto.
Grazie a voi, gentili signore e signori, venuti a visitare il Belvedere, nostro locale storico (per privacy cito solo riferimenti sommari: alcuni amici di un signore di Campolano, un altro gruppo con una docente di filosofia). Con i vostri complimenti, le vostre attenzioni e la vostra curiosità avete dato un impulso e un sostegno solidale affinché questa storia avesse un seguito, storia interrotta dopo la morte di mia madre Mimma (Emilia Cimei), di mio padre Adolfo De Simone, di mia zia Fausta e di mia cugina Alberta.
Voi, cari visitatori, molto attenti al mio racconto, come i miei studenti di anni passati, con i vostri occhi tra il commosso e il meravigliato avete espresso il desiderio di conoscere questa favola ricca di suggestioni e di particolari emozionanti: dalle origini, con la vita nelle piantagioni di caffè in Brasile, alla vita da minatore a Filadelfia; dalla vita da partigiano all’esperienza degli ebrei nascosti nelle grotte e salvati anche grazie all’intervento di qualche “camicia nera” e del Podestà; dalla convivenza con i tedeschi durante la guerra al ricordo di un buon sindaco.
È la storia dell’unione di una grande famiglia, amica e rispettosa di tutti; della buona cucina tipica e genuina; dei banchetti e delle feste del paese; dei tanti collaboratori e delle famiglie che hanno fatto crescere la nostra azienda, ai quali siamo profondamente grati; dei numerosi ospiti — attori, politici, giornalisti, cantanti e gente dello spettacolo — un cast eccezionale che ha arricchito la scena.
Sono i momenti conviviali attorno alla tavola imbandita, con i piatti preparati dalle cuoche del nostro locale e le ricette tipiche tramandate di generazione in generazione, espressione di una cucina tradizionale.
Ogni particolare è ricco di emozioni e ripropone dinamiche sociali e scene di vita quotidiana, come nei romanzi di Zola o nelle storie più realistiche di un’epoca alla maniera di Balzac; esperienze vissute negli anni della prima e della seconda guerra mondiale e del dopoguerra, come nei film di Rossellini e De Sica, di cui conserviamo anche le fotografie di Angelo Novi. Fino ad arrivare alle immagini più recenti, con la protagonista rispettata da tutti e circondata dall’affetto dei nipoti, oggi adulti, che venerano con rispetto e amore la memoria dei loro cari, che tanto hanno dato alla famiglia, a Collalto e ai collaltesi, soprattutto nei momenti più difficili dei tempi passati.
Quando nella “bottega” di Maria si andava con un uovo per avere una o, al massimo, due si*****te Alfa o Nazionale; oppure per rifornirsi di generi alimentari, pagando quando si poteva o in cambio di giornate lavorative. Quando, in mancanza d’acqua, si andava a prenderla alle fonti vicine, trasportandola con le damigiane per soddisfare le esigenze degli ospiti della Pensione Belvedere. Quando, per un aperitivo, si andava al bar di Anselmo e Adolfo, si faceva la fila in via IV Novembre per un Campari, un Martini o un Punt e Mess, o per un gelato di produzione propria. Quando, per festeggiare un matrimonio o altre ricorrenze, si organizzavano i banchetti al Belvedere.
Il pensiero e l’orgoglio di proseguire sono rafforzati anche dalla scomparsa dell’ultima rappresentante della vecchia guardia della “Grande Famiglia”, zia Rosa, moglie di Anselmo De Simone, ex sindaco di Collalto Sabino.
Siamo orgogliosi della nostra storia e di chi ha lavorato con sacrificio e onestà, ricevendo onorificenze e riconoscimenti da enti e associazioni, dando il proprio contributo a Collalto quando il nostro paese fu proclamato “Uno dei Borghi più Belli d’Italia”, dopo la visita del 29 giugno 2002.
Infine, il Belvedere ha ricevuto un prestigioso riconoscimento dalla Regione Lazio come Attività Storica: un locale unico nel suo genere, nel centro del paese e fiore all’occhiello per Collalto.
Non sono solo ricordi e parole: il Belvedere, dal 1932, è storia.
𝓜𝓪𝓻𝓲𝓪 𝓔𝓵𝓮𝓷𝓪 𝓓𝓮 𝓢𝓲𝓶𝓸𝓷𝓮