09/09/2025
SCAMBI STORICI,
COMMERCI E CONFLITTI
TRA CADORE E ALTA PUSTERIA
Grandi e piccoli conflitti 1° parte
Come di solito accade in una regione di confine, quella tra la Drava e il Piave non fu risparmiata dai conflitti. Vi furono ovviamente grandi conflitti tra grandi potenze, in cui era in gioco il dominio del mondo di allora, ma anche dispute locali, che tuttavia rimasero nella memoria della popolazione molto più a lungo a causa del loro carattere locale, legate alla terra ed ai luoghi. Per quanto riguarda la guerra granda, la guerra tra l'imperatore Massimiliano e Venezia è
sicuramente di particolare interesse. Venezia aveva preso il controllo del Cadore dal 1420. L'ultima contessa tirolese era morta senza eredi nel 1363, portando la contea del Tirolo agli Asburgo. Dall'ultimo conte Leonardo di Gorizia, l'imperatore Massimiliano ereditò nel 1500 la Val Pusteria, che unì al Tirolo. Quando nel febbraio del 1508 l'imperatore Massimiliano partì da Trento per la sua marcia verso Roma, i Veneziani però bloccarono il suo percorso e le truppe veneziane occuparono Gorizia e la costa adriatica. La guerra con Venezia era quindi inevitabile. Per l'imperatore Massimiliano era ovvio attaccare Venezia dalla Val Pusteria attraverso il Cadore, assicurandosi così tutti gli importanti valichi e le valli alpine dall'Austria all'Alta Italia. Questo portò all'assedio e alla conquista del castello di Botestagno tra Cimabanche e Cortina, ove gli Ampezzani si sottomisero. Il castello di Pieve si arrese senza combattere. Il Cadore sembrava ormai nelle mani dell'imperatore. Inaspettatamente i veneziani lanciarono una controffensiva. Essi
bloccarono la ritirata delle truppe imperiali, le attaccarono da tre lati e le distrussero nella battaglia di Rusecco. Il capitano militare dell'imperatore Massimiliano, Sixt von Trautson, p***e la battaglia e la vita. Ma l'imperatore si vendicò nel 1509: i villaggi di Ampezzo e della valle del Boite andarono in fiamme. Nel 1511, l'imperatore radunò un nuovo esercito in Val Pusteria.
Il Cadore fu così nuovamente occupato. A causa delle nascenti trattative di pace con Venezia, esso fu presto sgomberato dagli imperiali, salvo la conca ampezzana. Gli ampezzani erano fino ad allora stati cittadini veneti in modo più o meno entusiasta, perché sotto Venezia avevano vissuto liberamente nell'ambito dell'autonomia del 1347. Queste libertà non esistevano allora in Val Pusteria. Vi era ancora in parte la servitù della gleba, la nobiltà, i vescovi e i monasteri possedevano la maggior parte delle terre, i contadini erano spesso oppressi. Per questi motivi, gli Ampezzani
non volevano rinunciare alla loro costituzione. Solo a condizione di mantenere la loro autonomia essi vollero sottomettersi all'imperatore Massimiliano, che la concesse, rendendo gli ampezzani fedeli servitori della corona asburgici.
INTERREG V-A Italia-Austria 2014-2020 / CLLD Dolomiti Live / ITAT4205
“Conoscere la storia e il patrimonio culturale nella regione delle Dolomiti”