01/04/2025
Cento uomini, stesso rituale, 366 anni senza interruzione.
Nel cuore della Sicilia, mentre il mondo cambiava e regni sorgevano e cadevano, ad Enna un filo invisibile ha continuato a unire generazioni. Dal lontano 1656, esattamente cento portatori partecipano alla processione del Venerdì Santo.
Pensate a quante storie familiari sono intrecciate in questa cerimonia. Padri che hanno passato il testimone ai figli, tradizioni tramandate attraverso guerre, cambiamenti politici e persino pandemie.
Ma c'è qualcosa che rende questa processione diversa da qualsiasi altra in Italia...
Ciò che la rende veramente unica è la straordinaria fusione di rituali cattolici e bizantini, un incontro di culture religiose che sopravvive nei gesti, nelle preghiere, nei canti. Ogni anno, 15mila fedeli si radunano in questa piccola città siciliana, trasformandola nel centro spirituale dell'isola.
Mentre il mondo cambia velocemente intorno a noi, ad Enna il tempo sembra fermarsi per un giorno, ogni anno, dal 1656. Questa non è solo una cerimonia, è un pezzo vivente di storia che respira ancora.