31/12/2025
Si è concluso ieri il terzo appuntamento dell’INDIE’FEST, e Coscienze Live accompagna il pubblico verso la fine di questo 2025 tra piacevolissime performance musicali e simpatici battibecchi tra musicisti e attori.
Il maestro tra i maestri, Raimondo Esposito, guida il pubblico con ritmo energico e malinconiche riflessioni, immergendolo in un mondo musicale fatto di evergreen del cantautorato italiano.
La sua voce, ricca e graffiante, è testimonianza viva di un artista che ha molto da raccontare e che sceglie di esibirsi nella sua città natale non con un semplice concerto, ma come in una stanza piena di amici, alzando i bicchieri al cielo.
A guardargli le spalle, il violino di Francesca Masucci, che sorride e dialoga con il pubblico: attenta ed elegante, regala allo spettacolo uno stile unico, quasi ancestrale, perfettamente accordato con il pianoforte di Lorenzo Masucci. Quest’ultimo, come un sottile strato di polvere magica, si insinua e si fa spazio con discrezione, concentrato e preciso.
Un passo indietro, come un gigante silenzioso, Daniele De Santo con il suo basso sintonizza tutti con battiti profondi; e come un pifferaio magico che cambia strumento, detta le regole con i suoi toni vibranti.
Mitologico, invece, l’animale fantastico a più braccia e più occhi di Raffaele Terlizzi: suona forte, canta, sintonizza e mixa. Nulla gli sfugge, tutto vede.
A “disturbare”, come alunni indisciplinati, tre fastidiosissime vocine: Andrea Lubrano, Mary Paparone e Attilio Accardo, che, nel cercare la concentrazione giusta, regalano al pubblico attento spunti di riflessione sulla situazione politico-sociale dei nostri tempi.
Ciro Mazzaner, alto in regia, segue tutto e si prende in giro come solo gli amici sanno fare.
Il pubblico non resiste: canta, spesso balla, vuole di più ed è pronto a scatenarsi, forse anche accompagnato dal vino. Ma la band resiste, tiene botta e li lascia sospesi, rimandando l’esplosione emotiva alla prossima data di Coscienze Live, che siamo certi saprà ancora una volta regalare emozioni a un pubblico di amici.
Una prova quasi impossibile, a mio parere, quella di sciogliere anche le menti più incancrenite, persino quelle dell’ultima fila, evidentemente legate in modo malinconico a un’interpretazione della tradizione che, forse, non è mai davvero esistita.
Un grazie sincero a tutti gli artisti, ai tecnici, all’organizzazione, a chi ha reso possibile questo appuntamento e, soprattutto, al pubblico presente, parte viva e indispensabile dello spettacolo.
Con l’augurio che il nuovo anno continui a regalarci musica, incontri e pensieri liberi.
Buon anno a tutti.