18/01/2026
Ultimi senza luna
– Spettacolo di chiusura IndieFest-
17/01/26
Ieri sera si è concluso l’IndieFest con lo spettacolo del collettivo teatrale Sinemetu, Ultimi senza luna.
Come d’abitudine, il giorno dopo uno spettacolo mi ritrovo a scrivere poche righe che, più che commentare, servono a ringraziare tutte le persone che lo hanno reso possibile.
Oggi, più delle altre volte, non oso commentare ciò che è accaduto ieri sera sul palco: essendone direttamente coinvolto, rischierei un’autocritica o un’autoconsacrazione assolutamente non necessarie. Mi limiterò quindi a raccontarvi ciò che ho sentito.
Sei mesi fa tutto questo era soltanto un progetto su carta, che insieme ai fondatori del collettivo abbozzavamo e guardavamo con timore. Non eravamo pronti a portare in scena uno spettacolo con un cast nuovo, figuriamoci a organizzare un festival teatrale.
Eppure eccoci qui, con tutti i pro e i contro del caso. Il collettivo porta a casa una piccola, modesta esperienza, regalando a noi stessi e al pubblico una programmazione teatrale e uno spettacolo che, dall’esterno e per chi ha molta più esperienza di noi, potrebbe sembrare poca cosa.
Per noi, non lo è stato affatto.
Molte sono state le difficoltà che ci hanno remato contro, ma altrettante sono state le forze che ci hanno sostenuto.
Dal nulla, quasi come se ci stesse aspettando da anni, il Teatro Casa del Fanciullo, nella persona di Ciro Mazaner, ci ha accolti in un modo che nessun teatro aveva mai fatto prima.
Il mio pensiero va ai veri artisti che hanno partecipato alla nostra rassegna e che ci hanno ispirato con la loro qualità e capacità.
Non posso non ringraziare il Maestro Raimondo Esposito che, incarnando il simbolo del nostro collettivo, il faro, è riuscito con la sua umana professionalità a non farci perdere nelle difficoltà che si sono presentate lungo il cammino.
Subito dopo, il mio ringraziamento va agli amici e alle compagnie teatrali gemellate che ci hanno seguito, replica dopo replica, sostenendoci e camminando insieme a noi.
Con la loro presenza hanno contribuito a rinsaldare un messaggio per noi fondamentale: il teatro deve unire e non disunire, creare legami e non confini, essere incontro prima ancora che spettacolo.
Chiudendo i conti, devo ringraziare anche chi non ha creduto in noi e ha abbandonato la nave, regalandoci un senso di unione che forse, senza quelle assenze, non avremmo mai trovato.
Ringrazio chi, dallo scoglio lontano, aspettava che la nave affondasse: grazie a loro la nostra attenzione è stata sempre al massimo.
E infine ringrazio chi ci ha ricordato che siamo, e forse saremo per sempre, una piccola compagnia amatoriale. Ma grazie alla nostra piccola luce siamo riusciti là dove i giganti hanno fallito.
Concludendo, ringrazio i miei amici, nuovi e vecchi compagni di palcoscenico.
Grazie per aver creduto insieme a me in tutto questo.
Spero di riuscire, in futuro, a ripagare la fiducia che mi avete dimostrato.
COLLETTIVO TEATRALE SINEMETU
Siamo palco
Siamo voce