20/08/2025
Vi racconto una storia…
Sono passati 70 anni!!!! Grazie a Dio siamo ancora qua…..
Era il 20 agosto 1955… era un sabato e il giorno successivo, la Domenica, c’era l’annuale “apertura della caccia” e, come sempre, in casa nostra c’erano ospiti: Amelio, lo Zio Fulvio, il Guarducci, Paris, …..e la mamma, rispetto agli altri giorni, si era svegliata ma non si voleva alzare… e ogni tanto, emetteva un lamento strano: sembrava un piccione quando è in amore!!(truuu…truuuu)…siccome iniziavo a preoccuparmi e le chiedevo insistentemente cosa avesse, mi convinse ad andare laggiù infondo al Castello, lontano un duecento metri da casa nostra….con la Giulietta e Francesco a balocco davanti alla porta del nonno Ghigo!!…In quell’aia, quel mattino, si erano radunati in parecchi per “mondare il giaggiolo”….Lo zio Bacchio lo aveva raccolto di mattina presto ed era già tornato con 5 o 6 b***e piene che aveva messo ammollo dentro la conca…La zia Ginetta e gli altri, fra una chiacchiera e una risata, facevano correre veloci le roncoline per togliere la pelle alle radici del giaggiolo che una volta mondate venivano gettate in grossi catini pieni di acqua fresca e limpida…. Il mio compito era quello di sciacquare tutti quei bianchissimi bastoni contorti (una volta mondato e lavato veniva messo ad essiccare sui cannicci e poi imballato e venduto per usarlo per prodotti di profumeria: che odore emanava!! Sapeva di borotalco e acqua di colonia al profumo del fiore di giaggiolo….Se ci penso lo sento ancora!)…. L’acqua è sempre stata, l’elemento della natura con il quale gioco più volentieri, sono come una papera!! Avevo 4 anni e 5 mesi e stare a ciacciare tuffata con le mani dentro quei catini, era una cosa indescrivibilmente goduriosa…..ma torniamo a quella mattina….essendo con le mani dentro i catini, accadeva che, quando vi buttavano le radici di giaggiolo mondate, mi schizzassero la faccia e il vestitino , con mia grande gioia ….più di quando entravo nelle pozze (dopo un acquazzone) saltandoci a piedi uniti e facendo volare via tutta l’acqua… Fra le risate di tutti il tempo era passato ed era quasi mezzogiorno…..ogni tanto, c’era una persona che si allontanava e tornava dicendo “ancora nulla!”…. Calava il silenzio… per qualche attimo serpeggiava della preoccupazione ma poi ritornava tutto come prima….Intanto anche Francesco, il cugino/fratello, di 4 anni più grande di me che abitava nella mia stessa casa (la casa del nonno Chiopi… lui aveva otto anni ) era stato allontanato da casa come me con la scusa di aiutare a mondare il giaggiolo….A lui era già concesso di usare il roncolino per sbucciare, oramai era pratico abbastanza da non tagliarsi e molto bravo a non “sciupare “ le radici che “andavano in succhio” (la buccia si staccava con un semplice strofinamento…. Per capirsi…. Era come accade a pelare le patate novelle)….la campana della chiesa aveva già suonato mezzogiorno da una buona mezz’ora e la fame iniziava a farsi sentire, ma nessuno si era alzato per andare alle proprie case per sedersi a tavola per pranzare… sembrava che quel giorno nessuno avesse qualcosa da poter mangiare !!…poco prima del tocco (le 13,00) la zia Zita (sorella della mamma) si precipitò giù per la strada gridando: è natooo! Ed è un bel maschio!…. Tutti entrarono in fermento e parlavano fra loro, ridevano e dicevano: chissà contento il Barlacchi (il soprannome di babbo)… e la Gina (la levatrice) deve essere riaccompagnata?… no! ancora è con la Cirilla …ma la Mirella può entrare? Si si! Certo!….al che, Francesco, con le gambe lunghe e più veloci, parti’ correndo …mentre io arrancavo gridando su per la salita: “devo vederlo prima iooo… è mio il fratellinooo!!”….Non fu possibile: lui arrivò prima!…. Quando finalmente arrivai …La grande cucina di casa nostra era piena di tutta la famiglia e stavano intorno alla Gina che, come il sacerdote quando predica, parlava senza che nessuno aprisse bocca!! Io entrai di rincorsa… passai fra le gambe delle persone e arrivai in camera…. Francesco era già lì….Mamma aveva i capelli bagnati come chi ha sudato molto… e aveva la faccia felice ma tanto stanca … era su due cuscini e sopra/sotto al braccio destro, seminascosto dai lenzuoli che sapevano di bucato, sbucava una testa di capelli lunghi e neri … non era possibile vedere la faccia: stavi poppando ed eri nascosto dal seno….Io mi aspettavo di vedere un bambolotto …tu, come tutti i neonati, eri simile ad uno scimmiotto….rimasi delusa e… da come ti guardava la mamma… capii che niente sarebbe stato più come prima che tu arrivassi… Quel pancione che mi impediva di andare incollo alla mamma non c’era più….mamma avrebbe diviso il suo tempo fra noi…perché non sarei stata più sola! Avevo un fratello!! Da scimmiotto… in pochi mesi diventasti un “amorino” bellissimo…. Riccioli biondi e occhi nerissimi…. Un bambino meraviglioso, un giovanotto dongiovanni e ora un bell’uomo! Auguri Maurizio! Ti voglio bene❤️❤️❤️❤️