03/05/2025
2 maggio 1519, muore Leonardo da Vinci, genio eclettico e talento universale
Impossibile esaurire la figura di Leonardo da Vinci in qualche definizione o aggettivo.
Inventore, pittore, architetto, scienziato, scenografo, musicista, scrittore: Leonardo è sempre qualcosa in più rispetto a quanto si crede di conoscere di lui, nonostante numerosi e autorevoli studi che ne hanno illustrato aspetti, creazioni, invenzioni e capacità.
Studi che non si esauriscono mai, perché ogni volta la genialità di Leonardo riserva straordinarie sorprese.
Nato sulle colline di Vinci, ad Anchiano, dove ancora oggi è possibile visitarne la casa natale, Leonardo è figlio naturale del notaio Ser Piero e di una giovane donna del luogo, Caterina di Meo Lippi.
Si tratta di una figura a sua volta affascinante, tanto che, tra le varie teorie in merito, secondo il padre della psicanalisi Sigmund Freud la Gioconda rappresenterebbe proprio l’immagine onirica di Caterina stessa.
Fin da piccolo, Leonardo dimostra una fantasia e una curiosità fuori dal comune e ben presto inizia a disegnare.
Il padre, che secondo il Vasari, aveva già lavorato a Firenze, riconosce il talento del figlio e lo introduce alla bottega d’arte più importante del periodo in città, quella del Verrocchio.
In poco tempo Leonardo domina molteplici tecniche (ne inventa anche di nuove) e discipline, tanto che il Verrocchio abbandona la pittura quando si accorge che non potrà più superare l’allievo.
A Firenze Leonardo resterà molti anni.
La molla che lo spinge a confrontarsi con i molteplici mondi della scienza e dell’arte, è un divorante desiderio di conoscenza, da esaudire solo attraverso lo studio e la comprensione di quanto ci sia di utile e affascinate nella natura, per penetrarne i segreti e metterli al servizio dell’uomo.
Da autodidatta, studia anatomia, ingegneria, architettura, latino.
Celebre per la scrittura speculare, da sinistra a destra (iniziando spesso a scrivere dall’ultimo foglio per arrivare al primo), Leonardo ha l'abitudine, per divertimento, di inventare frasi in codice, anagrammi e rebus che lo rendono pioniere dell'enigmistica.
Si dice anche che sia un abile barzellettiere.
Leonardo è uno dei primi scienziati a operare con un criterio che si avvicina al vero metodo scientifico di Galileo.
Nei suoi codici ritroviamo rigore e intuizioni stupefacenti, anche per gli scienziati odierni.
Impossibile sintetizzare qui opere, invenzioni, intuizioni del genio leonardesco.
Un'anima del mondo che ama sperimentare e che lascia in molti luoghi una grande impronta, dalla Firenze medicea, alla Lombardia sforzesca, fino alla Francia di Francesco I (dove conclude i suoi giorni).
La sua vita privata è un altro dei temi che ha sempre suscitato ipotesi, indagini e ricerche speculative, a partire dalla figura di Gian Giacomo Caprotti, detto il Salaì.
Una curiosità riguarda il padre, che quando scompare, nel 1504, non lo rende erede e così Leonardo si trova a scontrarsi, anche per vie legali, con i fratelli, per via dell'illegittimità della sua nascita. Quando l'eredità verrà liquidata, Leonardo ne sarà comunque escluso.
Dopo la caduta a Milano di Ludovico il Moro e un periodo romano, Leonardo viene invitato e accolto con molti onori dal re di Francia, dove si stabilisce nel Castello di Cloux.
A Francesco I Leonardo vende, per quattromila scudi d’oro (due anni del suo stipendio), la celebre Gioconda, ritratto che aveva iniziato a Firenze e al quale aveva lavorato saltuariamente fino al 1506 e che non ha mai considerato finito.
Alla sua morte, quell'incredibile Leonardo che, secondo le parole del 1542 dell'Anonimo Gaddiano (manoscritto che si trova nella Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, "fu tanto raro e universale", viene sepolto nella chiesa di S. Florentin presso Amboise, lasciando all'umanità un'eredità inestimabile di conoscenze e capolavori.
Non a caso Leonardo rappresenta una vera e propria icona enigmatica che affascina universalmente da secoli, diventando anche protagonista della cultura di massa.
Alcuni esempi sono L.H.O.O.Q., la Monna Lisa con i baffi di Salvador Dalì e le varie riproduzioni di Botero, Warhol, Basquiat, Rauschenberg, Haring, Leger, nonché gli omaggi di Matt Groening, ideatore dei Simpsons, che in ogni serie animata inserisce un episodio dedicato al maestro di Vinci.
E come dimenticare la scena del celeberrimo film "Non ci resta che piangere", in cui Leonardo è vittima degli scherzi dei due protagonisti, interpretati da Massimo Troisi e Roberto Benigni?
(Nell'immagine, François-Guillaume Ménageot, La mort de Léonard de Vinci, Particolare | © L. De Serres, Musée de l'Hôtel Dieu, Beaune).
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