Associazione StoriaViola

Associazione StoriaViola Associazione Storia Viola e.t.s. Pietro Egidio Re.

L’associazione nasce per riunire, far scendere di nuovo in campo e rinsaldare un rapporto di amicizia fra tutti coloro che hanno indossato, a vari livelli, la gloriosa maglia della Fiorentina. In precedenza tale impegno era stato svolto dall’associazione “Fiorentina Master” che aveva operato per oltre dieci anni con la presidenza onoraria di Enzo Robotti, indimenticato terzino viola e della nazion

ale degli anni ’60, e del presidente esecutivo Gen. Queste, ancora oggi, si concentrano soprattutto nel gratificante impegno solidaristico con la disputa di partite di beneficenza svolte, su invito, nell’ambito fiorentino ma anche provinciale, regionale e oltre.

Per gli appassionati della storia della Fiorentina appuntamento da non perdere quello organizzato il 4 Giugno a Scarperi...
03/06/2026

Per gli appassionati della storia della Fiorentina appuntamento da non perdere quello organizzato il 4 Giugno a Scarperia dall’Associazione “Storia Viola”.
Sarà il secondo della serie di 4 eventi in cui verranno ripercorsi i 100 anni della Fiorentina,
Saranno presenti alcuni ex Viola, protagonisti di pagine importanti pagine della storia Viola.

Per gli appassionati della storia della Fiorentina appuntamento da non perdere quello organizzato il 4 Giugno a Scarperi...
30/05/2026

Per gli appassionati della storia della Fiorentina appuntamento da non perdere quello organizzato il 4 Giugno a Scarperia dall’Associazione “Storia Viola”.
Sarà il secondo della serie di 4 eventi in cui verranno ripercorsi i 100 anni della Fiorentina,
Presenti alcuni ex Viola

DI PADRE IN FIGLIOIl 28 maggio 1967 era in programma l’ultima giornata del Campionato 1966-1967, che vedeva la Fiorentin...
28/05/2026

DI PADRE IN FIGLIO

Il 28 maggio 1967 era in programma l’ultima giornata del Campionato 1966-1967, che vedeva la Fiorentina impegnata nella trasferta allo Stadio Olimpico di Roma contro i giallorossi allenati da Oronzo Pugliese.
Per le due squadre non c’era alcun interesse di classifica, che era ormai delineata: la Viola si trovava al quinto posto, mentre la Roma “navigava” verso la decima posizione.
Per l’occasione, l’allenatore della Fiorentina Beppe Chiappella fece esordire in Serie A un ragazzo militante nel settore giovanile, Marzio Magli, diciannove anni compiuti da poco, figlio di Renzo Magli, già difensore viola per dieci anni, dal 1929 al 1939, e successivamente allenatore della Fiorentina nella stagione 1946-1947, ed ancora dal 1951 al 1953.
Marzio Magli, a differenza del padre, era un attaccante, e quel giorno Chiappella gli assegnò la maglia numero nove.
Marzio non demeritò, anche se non fece grandi cose, che, comunque, nessuno gli aveva chiesto.
L’anno successivo Marzio fu inquadrato a tutti gli effetti nella “rosa” della prima squadra della Viola, ma venne impiegato poco: quattro volte in Campionato e tre volte (sempre entrando a partita in corso) in Coppa delle Fiere, dove peraltro, il 6 dicembre 1967, segnò il gol del momentaneo pareggio della Fiorentina nella partita disputata a Lisbona contro lo Sporting; per i più curiosi c’è da segnalare che Marzio fu il primo calciatore della Viola a segnare un gol in una Coppa europea subentrando dalla panchina (infatti le sostituzioni nelle Coppe europee furono introdotte a decorrere dalla stagione 1967-1968).
L’anno seguente Marzio fu trasferito al Mantova, in Serie B; poi, per tutti gli anni settanta, girovagò in squadre toscane militanti nei Campionati di Serie C e di Serie D: Lucchese, Unione Valdinievole, Pistoiese, Arezzo, Montecatini, e Rondinella.
Non voleva allontanarsi troppo da casa perché teneva molto a conseguire – come poi conseguì – la laurea in Farmacia.
A quei tempi era difficile che un calciatore riuscisse a diplomarsi, figuriamoci a laurearsi!
Comunque Marzio non era l’unico giovane calciatore "studioso" della Fiorentina del tempo: insieme a lui, più o meno della stessa età, c’era un altro ragazzo che si distingueva, oltre che sui campi di calcio, anche sui banchi di scuola: Massimo Mannelli, anch'egli figlio d'arte, visto che suo padre Mario aveva giocato nella Fiorentina sul finire degli anni trenta.
Massimo Mannelli, terminato il Liceo, si iscrisse alla Facoltà di Medicina.
Dopo aver "attraversato" tutto il settore giovanile della Viola ed aver fatto una fugace apparizione in prima squadra in una partita che la Fiorentina disputò negli Stati Uniti nel giugno 1969, all'indomani della conquista del secondo scudetto, Massimo giocò nell'Empoli, in Serie C, ma presto abbandonò il calcio per dedicarsi esclusivamente agli studi.
Si laureò - per l'appunto - in Medicina, poi conseguì la specializzazione in Endocrinologia, successivamente divenne docente universitario della stessa disciplina, e si affermò come uno dei più valenti endocrinologi su scala nazionale.
Chapeau.

Roberto Romoli
Presidente Associazione Storia Viola

GRAZIE KURT!Il 14 maggio 1967 si disputò la terz'ultima giornata del Campionato 1966-1967, e la Fiorentina ospitò l'Atal...
14/05/2026

GRAZIE KURT!

Il 14 maggio 1967 si disputò la terz'ultima giornata del Campionato 1966-1967, e la Fiorentina ospitò l'Atalanta.
La gara suddetta non rivestiva particolari interessi di classifica per la Viola, che "navigava" fra il quarto ed il quinto posto, mentre era di vitale importanza per la squadra bergamasca, impegnata nella lotta per la salvezza.
Non fu una bella partita, che si concluse con il risultato di 1 - 1, grazie al gol dell'atalantino ed ex gigliato Elvio Salvori, che nel finale riuscì a pareggiare il gol segnato in apertura di gara da Kurt Hamrin, il quale, nonostante i suoi trentatré anni, aveva bruciato sullo scatto il suo diretto avversario ed aveva battuto l'altro ex gigliato Alfredo Paolicchi, quell'anno a difesa della porta degli orobici.
Fu l'ultimo gol segnato con la maglia della Fiorentina da Kurt Hamrin; il primo lo aveva segnato ad Alessandria il 28 settembre 1958, nella seconda giornata del Campionato 1958-1959.
Complessivamente, in nove anni di militanza nella Viola, ed in partite ufficiali disputate con la maglia gigliata (Campionato, Coppa Italia, Coppa delle Coppe, Coppa delle Fiere, Mitropa Cup, eccetera........), Hamrin mise a segno qualcosa come 285 (sì, ho scritto bene ed avete capito bene, duecentottantacinque) reti.
Che tipo di calciatore era Kurt Hamrin?
Era uno che "fiutava" il gol, che aveva l'istinto innato del goleador, che intuiva con un centesimo di secondo di anticipo rispetto ai difensori avversari lo sviluppo dell'azione, che quando capitava l'occasione c'era sempre e non sbagliava mai; un vero e proprio "fuoriclasse del gol", oggi totalmente assente nel panorama calcistico mondiale.
Nell'estate 1967 Hamrin venne trasferito al Milan in un affare che portò alla Fiorentina il brasiliano Amarildo.
Firenze si mobilitò per evitare la sua cessione, venne addirittura sottoscritta una petizione da presentare al Presidente della Viola Baglini, ma tutto fu vano.
Quando venne ufficializzato il trasferimento di Hamrin, la delusione fu enorme, e qualcuno (fra cui il sottoscritto, all'epoca dei fatti bambino di dieci anni) pianse dal dispiacere.
E pianse anche Marianne, la moglie di Kurt.
Dopo pochi giorni la numerosa famiglia Hamrin si recò per la prima volta a Milano al fine di prendere contatto con la nuova realtà, ed i figli di Kurt indossarono tutti la maglia viola, tanto per mettere subito le cose in chiaro........
Quel gol segnato contro l'Atalanta il 14 maggio 1967 fu l'ultimo sigillo apposto dal grande fuoriclasse svedese a nove anni fantastici.
Grazie Kurt, sei stato immenso!

Roberto Romoli
Presidente Associazione Storia Viola

Per gli appassionati della storia della Fiorentina appuntamento da non perdere quello organizzato il 14 maggio a Scarper...
11/05/2026

Per gli appassionati della storia della Fiorentina appuntamento da non perdere quello organizzato il 14 maggio a Scarperia dall’Associazione “Storia Viola”.
Sarà il primo della serie di 4 eventi in cui verranno ripercorsi i 100 anni della Fiorentina

https://www.youtube.com/watch?v=3OPMebMpXRoCAMPIONI D'ITALIA!11 maggio 1969. Una data scolpita nella memoria di tutti i ...
11/05/2026

https://www.youtube.com/watch?v=3OPMebMpXRo

CAMPIONI D'ITALIA!

11 maggio 1969. Una data scolpita nella memoria di tutti i tifosi viola. La Fiorentina, per la seconda volta nella sua storia, a distanza di tredici anni, si aggiudica lo scudetto tricolore con una giornata di anticipo rispetto alla fine del Campionato.
Ripercorriamo brevemente la storia.
Dopo la ventottesima giornata disputatasi il 4 maggio 1969, e quindi con due partite ancora da giocare, la Viola era al comando della classifica generale con 41 punti, seguita dal Milan a quota 39, e dal Cagliari a 38.
Ricordiamo che all'epoca dei fatti per la vittoria venivano assegnati due punti, e non tre come adesso. Lo scudetto, insomma, sembrava davvero vicino.
La penultima giornata del Campionato 1968-1969 vede la Fiorentina impegnata sul campo della Juventus, ed è questa l'ultima trasferta del Campionato per la Viola, che nell'ultima giornata ospiterà il Varese.
In realtà la penultima giornata del girone di ritorno del Campionato 1968-1969, in programma domenica 11 maggio 1969, inizia il giorno precedente, sabato 10 maggio 1969, giorno nel quale a San Siro si disputa l'anticipo Milan - Napoli, chiesto dal Milan al fine di preparare al meglio il match di ritorno della semifinale di Coppa dei Campioni da disputarsi il giovedì successivo in Inghilterra contro il Manchester United.
Il Napoli di Beppe Chiappella, pur in assenza di interessi di classifica, riesce ad "inchiodare" il Milan sullo 0 - 0, così facendo un grande favore alla Fiorentina, che conserva un punto di vantaggio sui rossoneri, e con una gara in più da giocare; il che, tradotto in termini concreti (e considerato che in classifica il Cagliari si trova distaccato di tre punti dalla Viola), significa che un'ipotetica vittoria contro la Juventus darebbe alla Fiorentina la matematica certezza dello scudetto!
Torino viene invasa da circa diecimila tifosi viola, che raggiungono il capoluogo piemontese con treni speciali organizzati dal Centro di Coordinamento Viola Clubs, con moltissimi pullman organizzati dai vari Viola Clubs, e con centinaia di mezzi propri.
La fiducia è palpabile nei tifosi gigliati; c'è aria di "impresa", si avverte poca tensione, c'è invece molto entusiasmo.
Si è consapevoli che anche un pareggio significherebbe la quasi certezza della conquista dello scudetto, perché poi sarebbe sufficiente "impattare" nella successiva gara casalinga contro il Varese.
Il massimo dell'ottimismo è però rappresentato dai venditori ambulanti di bandiere e gadget delle due squadre fuori dello Stadio: le bandiere della Fiorentina, già prima della partita, recano il simbolo dello scudetto 1968-1969! Andranno a ruba, ed a prezzo triplicato, dopo lo svolgimento della gara.
I calciatori della Viola, che hanno raggiunto Torino per il classico ritiro "pre-partita" già dal venerdì 9 maggio, hanno trascorso una vigilia tranquilla, dividendosi fra cinema ed ippodromo (dove, fra l'altro, correva un cavallo di proprietà di Maraschi); al rientro in albergo i ragazzi hanno appreso con molta soddisfazione la notizia del pareggio fra Milan e Napoli.
Pesaola ha a disposizione tutti gli effettivi, e manda in campo quella che è ormai la formazione base della squadra: Superchi, Rogora, Mancin, Esposito, Ferrante, Brizi, Chiarugi, Merlo, Maraschi, De Sisti, Amarildo. In panchina, il portiere di riserva Bandoni ed il tredicesimo Rizzo.
Il cielo è coperto, ma la temperatura è mite. Lo stadio è gremitissimo, ed i diecimila fiorentini sono molto più rumorosi dei cinquantamila juventini. La Fiorentina scende in campo con la classica maglia viola e con i pantaloncini neri. Arbitra l'incontro il signor Concetto Lo Bello di Siracusa, all'epoca dei fatti considerato unanimemente il migliore fischietto italiano.
La Juventus, che gioca l'ultima partita casalinga di un Campionato assai deludente rispetto a quelle che erano le aspettative della vigilia, cerca di congedarsi nel migliore dei modi dai suoi tifosi e parte subito all'attacco. La squadra bianconera preme, la difesa della Viola appare in leggero affanno, ma per fortuna la Fiorentina ha tra i pali un grande portiere, Franco Superchi, che verso la mezz'ora si oppone da campione a Menichelli, deviando in calcio d'angolo il gran tiro sferrato dal limite dell'area dall'attaccante juventino, e che poi, verso la fine del primo tempo, sventa un'incursione dello stesso Menichelli uscendo sui piedi del medesimo attaccante bianconero lanciato a rete.
Un primo tempo, dunque, caratterizzato dal predominio territoriale della Juventus, con la Fiorentina apparsa guardinga ed a tratti anche timorosa.
Nella ripresa, al quarto minuto, si ha la svolta della gara.
La Fiorentina usufruisce di una punizione dal limite dell'area spostata sul lato sinistro della porta difesa da Anzolin; la punizione viene calciata da Amarildo con un tiro centrale ma pieno di "effetto"; il portiere bianconero Anzolin cerca di bloccare il pallone, ma questo gli sfugge dalle mani, e vi si avventa Chiarugi, che lo spinge in rete. Uno a zero per la Viola, con Luciano che va a festeggiare il gol insieme agli esultanti tifosi gigliati assiepati in Curva.
A questo punto la Fiorentina è virtualmente Campione d'Italia!
La squadra viola prende fiducia, l'inerzia della gara muta radicalmente, la Juventus si affloscia, la Fiorentina diventa padrona del campo e controlla agevolmente la partita.
Al ventitreesimo minuto Chiarugi, davvero indiavolato e quasi in "trance" agonistica, semina il panico fra la difesa bianconera, si libera, ed offre un "cioccolatino" a Maraschi, il quale, solo davanti ad Anzolin, non sbaglia. Due a zero ed entusiasmo alle stelle sugli spalti e sulla panchina viola!
Lo scudetto è ormai a portata di mano!
La squadra gigliata controlla agevolmente la gara sino al termine, ed al triplice fischio si scatena tutta la gioia in campo e da parte dei diecimila tifosi viola sugli spalti: la Fiorentina è Campione d'Italia!
Lo Stadio di Torino si tinge di viola, migliaia di bandiere sventolano sugli spalti.
Pesaola viene portato in trionfo dai suoi ragazzi, che festeggiano l'ambito traguardo raggiunto.
Il giovane centravanti della Juventus Pietro Anastasi, un grande calciatore ed un ragazzo eccezionale, osserva compiaciuto, e sembra quasi che anch'egli vorrebbe festeggiare insieme ai calciatori viola......
La festa continua negli spogliatoi, dove giunge l'invito alla squadra di partecipare alla "Domenica Sportiva", la popolarissima trasmissione della domenica sera condotta da Enzo Tortora, il quale, da ottimo giornalista e uomo di spettacolo, si preoccupa di far giungere in fretta e furia negli studi televisivi Luigi, il parrucchiere personale di Ugo Ferrante, che ha il negozio a Firenze in Via Strozzi. Enzo Tortora invita Luigi a tagliare i capelli a Ferrante in diretta televisiva: la Fiorentina ha vinto matematicamente lo scudetto, ed il libero viola può ritenersi ormai sciolto dalla promessa che aveva fatto a se stesso la sera del 3 novembre 1968 dopo la sconfitta interna ad opera del Bologna (di non tagliarsi più i capelli sino alla successiva sconfitta della Fiorentina). Ma Ugo è inflessibile, non si taglierà i capelli sino al termine del Campionato, ed il parrucchiere Luigi deve quindi limitarsi ad una "pettinata" e ad un taglio simbolico di una ciocca di capelli........
Intanto a Firenze l'entusiasmo è alle stelle, i tifosi sono impazziti di gioia: cortei di auto festanti per tutta la città, clacson spiegati, tantissime bandiere viola ..........
Ma, ad onor del vero, anche Torino è stata generosa con la Fiorentina e con i suoi tifosi.
La squadra viola è uscita dal campo fra gli applausi dei tifosi bianconeri, e gli stessi tifosi gigliati (tra i quali il sottoscritto, all'epoca dei fatti ragazzino di dodici anni) ricevono complimenti, attestati di stima, e manifestazioni di simpatia da parte dei tifosi juventini, sia dentro lo Stadio che nella stessa città di Torino, attraversata da auto e pullman di tifosi della Fiorentina sulla via del ritorno, che vengono sportivamente applauditi e salutati dai tifosi bianconeri.
Scene inimmaginabili al giorno d'oggi, ma realmente accadute cinquantatre anni or sono, in un'epoca in cui il calcio ed i suoi tifosi erano sicuramente più genuini e più sereni.

Roberto Romoli
Presidente Associazione Storia Viola

51 likes. "Juventus - Fiorentina 0-2 (11.05.1969) 14a Ritorno Serie A."

Mercoledì 22 aprile 2026 l'Associazione "STORIA VIOLA" ha organizzato, presso il ristorante del centro sportivo “Nesi” d...
23/04/2026

Mercoledì 22 aprile 2026 l'Associazione "STORIA VIOLA" ha organizzato, presso il ristorante del centro sportivo “Nesi” di Tavarnuzze, la festa degli 80 anni di Pierluigi Cencetti e dei 75 anni di Ennio Pellegrini, alla quale hanno preso parte tanti ex viola e non solo.

Fotografie di Massimo Monti, Marco Casini, Alessandro Bianchi e Roberto Vinciguerra

NIPPO NAPPI, "LA FOCA" .......Il 17 aprile 1990 era in programma la gara di ritorno della semifinale di Coppa UEFA, che ...
17/04/2026

NIPPO NAPPI, "LA FOCA" .......

Il 17 aprile 1990 era in programma la gara di ritorno della semifinale di Coppa UEFA, che vedeva la Fiorentina ospitare la temibile squadra tedesca del Werder Brema; una partita molto difficile, perché, nonostante il buon risultato di parità (1 - 1) conseguito nella gara di andata, che poneva la Viola in posizione iniziale di vantaggio grazie alla regola del possibile valore doppio dei gol realizzati in trasferta, la squadra tedesca appariva comunque, oggettivamente, più forte della Fiorentina.
La Viola era giunta alla semifinale di Coppa UEFA eliminando, nell’ordine e con pieno merito, Atletico Madrid, Sochaux, Dinamo Kiev, ed Auxerre; un ottimo percorso, cui faceva da contraltare, peraltro inspiegabilmente, un faticosissimo cammino in Campionato, condotto sempre con un esiguo margine di vantaggio sulla zona retrocessione, e sempre con la paura di trovarsi nel bel mezzo della “zona calda”.
Quel 17 aprile 1990, sul campo di Perugia (ormai definitivamente “adottato” dalla Fiorentina per disputare gli incontri interni di Coppa, data l’indisponibilità del “Franchi” causata dai lavori di ristrutturazione dovuti in vista dei Mondiali italiani del 1990), l’allenatore della Viola Ciccio Graziani, che aveva sostituito da circa un mese Bruno Giorgi alla guida della squadra, mandò in campo la seguente formazione: Landucci, Pioli, Dell’Oglio, Malusci, Pin, Battistini, Nappi, Dunga, Buso, Baggio, Di Chiara.
Come era facilmente prevedibile, il Werder Brema iniziò subito a pressare, ma la difesa della Fiorentina, ben organizzata e compatta, riuscì a chiudere tutti gli spazi, e non lasciò alcuna occasione da gol ai tedeschi.
L'andamento della partita non mutò nel secondo tempo, che fu impreziosito da un “acuto” di un calciatore viola tanto estroso quanto imprevedibile, l’attaccante Marco Nappi, detto “Nippo”.
Arretrato a sostegno della difesa contro gli attacchi dei calciatori tedeschi, Nippo si impossessò del pallone, che gli carambolò sulla testa, cominciò a palleggiare - sempre con la testa - ed iniziò a correre verso il centrocampo; nel frattempo, durante la corsa, il pallone si inchiodò alla sua fronte, e con questo movimento Nippo si fece una trentina di metri di campo, fra l’incredulità degli avversari, impossibilitati a fermarlo, ed il crescente entusiasmo dei tifosi viola che lo osannavano e lo incoraggiavano………
Proprio come una foca ……..
Quel gesto di Nippo resta tuttora ben impresso nella memoria degli sportivi fiorentini, e da allora Marco Nappi divenne ………. "la foca".
La partita Fiorentina - Werder Brema terminò a reti bianche, e la Viola conquistò la finale della Coppa UEFA grazie al gol segnato (peraltro proprio da Nappi) nella gara di andata, al quale venne attribuito un valore doppio, stante la parità della differenza reti nel duplice confronto con i tedeschi.
La finale di Coppa si sarebbe disputata nella doppia sfida contro la rivale di sempre - la Juventus - in programma nel successivo mese di maggio.
Ma qui si aprirebbe tutta un’altra storia ……..

Roberto Romoli
Presidente Associazione Storia Viola

SUDATISSIMAIl 26 gennaio 1969 si disputò l’ultima partita del girone di andata del Campionato 1968-1969; la Fiorentina c...
26/01/2026

SUDATISSIMA

Il 26 gennaio 1969 si disputò l’ultima partita del girone di andata del Campionato 1968-1969; la Fiorentina capolista (in coabitazione con il Cagliari) era impegnata nella trasferta di Varese contro la locale squadra lombarda che, dopo l’eccellente Campionato disputato l'anno precedente, si trovava nelle zone basse della classifica.
L'allenatore viola Bruno Pesaola fu costretto a rinunciare a Merlo (non ancora completamente ristabilito dopo l’infortunio subito nella precedente gara contro la Juventus) e schierò Cencetti in mediana, avanzando Esposito quale mezzala e confermando Rizzo sulla fascia destra; Chiarugi, ancora una volta escluso dal Petisso, prese posto in panchina con il numero 13.
Si giocò in una bella giornata di sole, ma con la temperatura rigidissima, ed il campo in cattive condizioni.
Il Varese partì subito all’attacco e trovò il gol del vantaggio con il centravanti Cappellini dopo soli cinque minuti di gioco.
La Fiorentina reagì, e pochi minuti dopo Maraschi realizzò il gol del pareggio, sfruttando un’incertezza della difesa varesotta.
La squadra lombarda riprese ad attaccare, ma la difesa viola sembrava comunque ben contenere le avanzate della squadra di casa, e si andò così al riposo con il risultato di parità.
Nella ripresa la musica non cambiò, ed il Varese, dopo aver esercitato una costante pressione offensiva, segnò il gol del vantaggio con Leonardi.
La Fiorentina, allora, si riversò in avanti, e dopo soli cinque minuti pareggiò i conti con una punizione dal limite dell’area calciata direttamente in porta da De Sisti, che sorprese il portiere avversario Da Pozzo.
Nel finale il Varese cercò di riportarsi in vantaggio, ma la Viola, seppure con qualche affanno, riuscì a portare a casa il pareggio; sicuramente un buon punto quello conquistato dai ragazzi di Pesaola, in una giornata di scarsa vena nella quale andarono assai vicini alla sconfitta.
In classifica il Cagliari, vittorioso nella partita interna contro l’Atalanta, salì a 24 punti e conquistò il platonico titolo di Campione d’inverno, la Fiorentina restò staccata di un punto a quota 23, ed il Milan, vittorioso nella partita interna contro il Palermo, si piazzò al terzo posto con 22 punti; al quarto posto l’Inter, che superò il Bologna, con 18 punti, poi la Juventus (che non andò oltre il pareggio nella gara casalinga contro la Sampdoria) con 16 punti, e la Roma (sconfitta fra le mura amiche dal Torino) a quota 15.
Si andava ormai delineando lo scenario che avrebbe caratterizzato il girone di ritorno: lo scudetto se lo sarebbero giocato il Cagliari, la Fiorentina, ed il Milan.

Roberto Romoli
Presidente Associazione Storia Viola

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