10/06/2026
SAPETE CHE QUANDO FU DEMOLITO IL MONASTERO DELLE BENEDETTINE (RITENUTO PERICOLANTE) FU DISTRUTTA ANCHE LA CHIESA RINASCIMENTALE DI S. SEBASTIANO CHE VI ERA ANNESSA, E CHE ERA ANCORA IN BUONE CONDIZIONI?
Nessun fondano che si rispetti ha mai “digerito” del tutto la demolizione del monastero femminile (e dell’annessa chiesa di S. Sebastiano) un tempo situato nell’area oggi chiamata Piazza delle Benedettine. Personalmente credo che sia stato uno dei più grandi scempi compiuti ai danni del nostro Patrimonio Culturale.
La costruzione di questo monastero prese le mosse dalla volontà testamentaria del patrizio fondano Francesco Antonio Prignano il quale, nel 1589, aveva lasciato tutti i suoi averi per poter regalare alla propria città di un’istituzione che avrebbe favorito le giovani desiderose di prendere i voti e garantito una sana educazione alle fanciulle più povere.
L’edificazione della struttura iniziò sotto il vescovato di G. B. Comparini (1591-1616) ma per l’insufficienza dei fondi previsti dal lascito testamentario andò talmente a rilento che – secondo quanto si legge nell’Apprezzo dello Stato di Fondi – nel 1690 non era ancora pronta per ospitare la comunità religiosa. Il complesso monastico (che comprendeva oltre al monastero una stupenda chiesa dedicata a S. Sebastiano, un ampio cortile circondato da portici e un esteso giardino) potè dirsi ultimata soltanto nel 1692. In un primo momento, però, l’edificio svolse la funzione di istituto assistenziale per orfani ospitando dodici fanciulle. La Sacra Congregazione dei Vescovi e Regolari – dietro richiesta del Sindaco – rilasciò il nulla osta per l’istituzione di una comunità monastica femminile benedettina a Fondi il 12 dicembre 1692 e il monastero venne dichiarato a tutti gli effetti “clausura” dal vescovo di Fondi Filippo Alfieri il 26 gennaio 1693.
Ovviamente, sempre per motivi di spazio, non posso raccontarvi in questa sede tutte le vicende accadute nel monastero nei tre secoli successivi per cui vi invito a trovare e leggere il mio penultimo libro “Chiese e Monasteri di Fondi”, edito nel 2023 da Confronto. La vita monastica del complesso cessò intorno al 1870 quando la sua proprietà passò al Fondo per il Culto (allora presso il Ministero di Grazia e Giustizia), che lo assegnò poi al Comune affinché ne ricavasse locali da destinare ad opere di pubblica utilità. Nel 1911 vi fu trasferito l’asilo comunale, mentre più tardi vi furono trasferite tutte le scuole femminili fondane.
Nell’estate del 1969 alcuni piccoli crolli portarono gli amministratori a decidere di abbattere l’intera struttura (ormai in stato di abbandono) compresa la chiesa rinascimentale che tuttavia era ancora in buone condizioni. Come se non bastasse, nel corso dei lavori di demolizione scomparvero misteriosamente due magnifici dipinti appartenenti alla quadreria della stessa chiesa: un “San Benedetto circondato da Santi e sacerdoti”, e “Il martirio di S. Sebastiano”. M.R.