B&B L'ANTIPAPA

B&B L'ANTIPAPA Il Bed & Breakfast L'Antipapa, situato nel cuore del Centro Storico della città,
offre ai suoi osp

A disposizione degli ospiti ci sono tre stanze matrimoniali, all'occorrenza anche ad
uso singola, tutte con servizi privati con doccia, riscaldamento e aria condizionata
autonoma. In comune c’è la sala con divano, tavolo con sedie, libreria, televisore
e l'angolo cucina.
# # Tariffe
>> BASSA STAGIONE
___ Matrimoniale € 60-70,00
___ Singola € 50-60,00
___ Lettino aggiunto € 10,00
#

e
>> ALTA STAGIONE (dal 01/7 al 31/8)
___ Matrimoniale € 85-95,00
___ Singola € 75-85,00
___ Lettino aggiunto € 15,00

Sconti per soggiorni superiori alle tre notti consecutive! Le tariffe sono da intendersi per camera a notte e includono:
- fornitura di biancheria da letto con cambio settimanale;
- fornitura di biancheria da bagno con cambio ogni 3-4 giorni;
- pulizia giornaliera dei bagni e degli spazi comuni;
- colazione con buono di consumazione ad un bar convenzionato.

15/04/2025

𝐀𝐌𝐘𝐂𝐋𝐀𝐄

La mitica città che, secondo la tradizione, era situata tra i monti la , nel Lazio meridionale. Di essa parlarono Virgilio e Cicerone... ma della sua reale collocazione, ad oggi, non esistono fonti certe.

Le fonti esistenti raccontano di una colonia greca fondata dai Laconi, sotto la guida dei Dioscuri e di Glauco, figlio del re di Creta, Minosse. Al momento della fondazione, le fu attribuito un nome che richiamava quello di Amicla, figlio del fondatore della mitica Sparta. I Laconi si fusero poi con la popolazione indigena, gli , e il loro re, Camerte, combatté e p***e la vita contro Enea, il troiano.

La narra che la fine di avvenne a causa di un'invasione di , che infestavano le paludi circostanti e che gli abitanti della zona non potevano uccidere, in ossequio ai dettami animalisti di una setta pitagorica molto influente e temuta all’epoca. Quel che è certo è che la città era già data per scomparsa, ormai da tempo, da fonti risalenti al II secolo a.C. Secondo una versione meno favolistica, invece, sembra che gli abitanti di Amyclae fossero spesso vittime di false notizie (le attuali “fake news”) circa l’arrivo di nemici, tanto da costringere le autorità a reprimere il conseguente allarmismo mediante la censura, impedendo così qualsiasi strategia difensiva. Un brutto giorno, però, i nemici arrivarono davvero, cogliendo tutti di sorpresa, devastando la città e massacrando i suoi inermi abitanti. Superando la versione leggendaria dei serpenti, piuttosto improbabile, si potrebbe concludere che furono genti di stirpe osca a distruggere Amyclae, dando così origine alla città di ; versione peraltro coerente con la tradizione riportata da Virgilio, che celebrava Camerte, figlio di Volcente: «Camerte, figlio di Volcente, fiero nel cuore e nell’armi...» (Verg., Aen., X, 564).

Di non ci parla solo Virgilio, ma anche il suo commentatore Servio; e poi Plinio, nella Naturalis Historia, che evidenzia i luoghi legati alla sua epopea: Circeo, il fiume Augentum, Terracina… «et ubi fuere Amyclae sive Amynclae…». Plinio, in particolare, lamenta la decadenza della qualità del vino , prodotto dai vitigni coltivati attorno al Sinus Amyclanus, come allora si chiamava il golfo di Sperlonga; vino a cui fa riferimento anche Marziale, che cita come luoghi di produzione proprio Fondi e Amyclae.

Altri autori antichi che menzionano la città sono Silio Italico, Tacito e, il più recente tra gli antichi, il poeta Lucilio, che in un drammatico verso così ce la consegna: «Amyclae per silence perierunt» (che morirono in silenzio).
Quanto alla testimonianza di Cicerone, infine, la città sarebbe stata distrutta proprio perché nessuno poté dare l’allarme per l’arrivo di un esercito nemico, avvalorando così una tesi coerente tanto con la versione leggendaria, quanto con quella più storica e credibile.

Fin dal Cinquecento, studiosi hanno cercato di individuarla nella pianura presso la , in particolare sulle sponde dei suoi laghi, o sommersa sotto di essi (il , chiamato appunto Lago Amiclano, o il a ). La città è stata variamente collocata e identificata (ad esempio con o o ), ma senza fondamenti certi.

Nel 2006, due docenti dell’Università di Bologna e della Seconda Università di Napoli, Lorenzo Quilici e Stefania Quilici Gigli, hanno condotto ricerche su una collina immediatamente sovrastante Fondi, il : la vetta dista dal centro storico della cittadina laziale solo 2,5 km in linea d’aria e raggiunge rapidamente l’altitudine di 320 m s.l.m., con fianchi piuttosto ripidi. Sulla sommità del monte sono stati rinvenuti imponenti resti di un’estesa città, un' , e numerose coincidenze con i testi delle fonti antiche hanno portato a ipotizzare che il sito potesse essere identificato con Amyclae.

Sulla cima del Monte Pianara si conservano tratti di una cinta di per circa 2,7 km, in alcuni punti ancora alte fino a 4,5 metri. La città si estendeva presumibilmente su circa 33 ettari e sembra essere fiorita tra il VI e il IV secolo a.C. Controllava da una posizione ben difesa la viabilità tra Lazio meridionale e Campania, e sarebbe decaduta in seguito all’apertura della nella sottostante pianura, nel 312 a.C., e al conseguente sviluppo di Fundi (Fondi).
A questi fattori si aggiungerebbero forse gli effetti di un violento terremoto: un tratto della cinta muraria sembra infatti sprofondato in una dolina carsica formatasi a seguito dell’evento sismico, e in alcuni punti i blocchi risultano spostati rispetto alla disposizione originaria. L’urbanistica della città era articolata in terrazzamenti, sostenuti da muri di contenimento sempre in opera poligonale, che suddividevano i declivi in piani paralleli, sui quali si disponevano case e strade. Secondo altri studiosi, però, il centro abitato sull’altura di Pianara sarebbe stato di dimensioni molto più ridotte, e dunque più plausibilmente riconducibile a un insediamento italico locale, forse dei .

Quel che è certo è che Amyclae, ancora oggi, resta un grande tutto da scoprire.


Un Viaggio Nell'arte E Nel Mistero
In foto 📷 una nostra ricostruzione fantasy della leggendaria città di Amyclae;
📖 Consigli per la lettura:
- "Amycle, il silenzio che uccide" di Irene Chinappi ed. Arpeggio libero, 2016;
- Ricerche di topografia intorno Amyclae.
Autore: Quilici Gigli, Stefania|Quilici, Lorenzo
In: Atlante Tematico di Topografia Antica: 15, 2006
- "Sulle tracce di Amyclae" di Gianpaolo Ceccarelli (di recente pubblicazione, 2025).

24/03/2025

𝐈 𝐌𝐈𝐓𝐈 𝐄 𝐋𝐄 𝐌𝐄𝐌𝐎𝐑𝐈𝐄 𝐃𝐈 𝐅𝐎𝐍𝐃𝐈: 𝐔𝐍 𝐑𝐀𝐂𝐂𝐎𝐍𝐓𝐎 𝐓𝐑𝐀 𝐒𝐓𝐎𝐑𝐈𝐀 𝐄 𝐒𝐂𝐎𝐏𝐄𝐑𝐓𝐄 𝐏𝐄𝐑𝐃𝐔𝐓𝐄

La città di Fondi ha origini molto antiche, risalenti agli Aurunci, ai Volsci e agli Etruschi, ben prima della fondazione di Roma, e gode di una posizione geografica che, ai tempi dei Romani e anche prima, le conferiva una grande importanza. Oggi siamo abituati a considerare il suo territorio come una vasta pianura incastonata tra monti e mare, ricca di acqua ed eccezionalmente fertile. Ma all'epoca, tutta questa pianura, o quasi tutta, era una malsana palude che si congiungeva con la palude pontina, interrotta solo dallo stretto passaggio di Terracina. Quest'ultima segnava il confine dell'agro romano, mentre Fondi si apriva verso le terre colonizzate dagli antichi Greci. Su entrambe, dopo i Volsci, dominavano gli Etruschi. La morfologia della zona era quindi completamente diversa da quella attuale e gli insediamenti umani erano limitati alle zone pedemontane, dove le piogge e le paludi consentivano viabilità e costruzioni su terreno solido.

La città stessa soffriva di allagamenti dovuti all'innalzamento del livello delle acque dei suoi tre laghi, tanto che il suo stesso nome indica una zona che "sprofonda", come si evince dall'interramento di molte parti della sua antica cinta muraria. Ancora oggi, a Fondi, è necessario fare molta attenzione nel predisporre le fondamenta di nuove costruzioni. Gli scantinati tendono ad allagarsi e non è possibile disporre di cantine. Di particolare importanza risulta quindi la corretta gestione delle acque, che devono essere incanalate e indirizzate verso i laghi o direttamente verso il mare.

Questa situazione rendeva ancora più strategica la posizione pedemontana di Fondi, specialmente dopo la costruzione della Via Appia nel 312 a.C. Gli insediamenti occupavano i terreni tra la via e le colline circostanti, costituendo un settore circolare di pochi chilometri, da Terracina a Sperlonga. Questa era la zona abitabile, non tutta la vasta pianura attuale. In pratica, gli insediamenti erano limitati alle aree tra il tracciato della via Appia e le colline. Non sorprende, quindi, che questo territorio sia oggi ricchissimo di reperti archeologici risalenti all'epoca romana e preromana, tanto da alimentare la leggenda secondo cui la nostra cittadina sarebbe stata fondata da Ercole, come testimoniato dalle mura ciclopiche, i cui resti furono inglobati nella cinta muraria costruita successivamente intorno alla città, che conserva tutt'oggi il suo impianto di castrum romano.

La ricerca di questi reperti è ancora viva e attiva, come dimostrano i recenti ritrovamenti dell'anfiteatro romano lungo via Mola della Corte, venuto alla luce nel 2021, e i resti del centro abitato scoperti nel 2024 sul Monte Pianara. Molto resta comunque ancora da cercare e scoprire.

Una delle aree, a mio parere, ancora inesplorate è quella che da Monte San Biagio costeggia Monte Arcano fino alle sorgenti di San Magno, per poi estendersi fino alla statale 637 che collega Fondi a Lenola. Al centro di questa fascia, ai piedi di Monte Arcano, si trova la Valle dei Martiri, che deve il suo nome alla strage dei cristiani che si erano insediati nella zona dove oggi si trova l'Abbazia di San Magno. Nel 250 d.C., il Console Decio, poi divenuto imperatore, scoprì il rifugio della comunità e ne sterminò i componenti. Le stime parlano di 2.597 cristiani uccisi, un numero molto elevato rispetto alla densità abitativa del tempo. Ma se in un territorio così ristretto abitavano tante persone, significa che l'area era densamente popolata, e non solo da agricoltori o artigiani, ma anche da ricchi proprietari terrieri o dignitari romani. Questo territorio, pur così ristretto, deve quindi aver preservato resti di ville romane e degli insediamenti ad esse precedenti, risalenti agli Etruschi e ai popoli successivi.

Io non sono uno storico né un archeologo ma nei miei primi venti anni ho trascorso metà del mio tempo con i miei nonni nella piccola contrada di Madonna degli Angeli e conosco molto bene la zona. Dai racconti dei nonni ho assorbito le storie contadine e i miti locali, e dal lavoro in campagna ho imparato a curare il territorio rispettandone le criticità.

Figlio dell'immediato dopoguerra, passavo i mesi estivi, il periodo natalizio e quello pasquale a casa dei miei nonni, in una famiglia contadina come tutte quelle della zona. Era un mondo povero e semplice. Dal cimitero di Fondi alla Chiesa di San Magno c'erano non più di venti case, qualche pozzo da cui attingere l'acqua e un sentiero sterrato come via di comunicazione. L'elettricità arrivò più tardi, come anche l'acqua potabile in casa, quando fu finalmente creata la strada che collega Fondi alle sorgenti di San Magno. La guerra aveva distrutto tutto, sconvolto le famiglie, seminato lutti e ferite, costringendo molti a emigrare in cerca di un lavoro o di un futuro migliore.

Di solito, però, per il resto del tempo vivevo a Ottaviano, un paese ai piedi del Vesuvio, e, pur essendo figlio di un umile barbiere, frequentavo le scuole locali. Mi diplomai al Liceo Classico e poi mi laureai in fisica all'Università Federico II di Napoli. Per i miei parenti e conoscenti di Madonna degli Angeli, quasi tutti illetterati, io ero “quello che studiava” e per questo godevo della considerazione di tutti. In particolare, venivo interpellato quando venivano trovati dei resti antichi, quasi sempre pezzi di anfore e tessere di mosaico. Con il tempo mi convinsi che un'analisi archeologica accurata di quel territorio avrebbe rivelato interessanti scoperte. Purtroppo, la vita mi ha portato altrove, allontanandomi da quei luoghi tanto amati dopo la morte dei miei nonni e la diaspora dei loro figli.

Avviare delle ricerche nella zona, però, non è semplice, e si rischia di suscitare reazioni molto negative da parte degli abitanti locali. Dopo la guerra, ognuno cercò di ricostruire e ricominciare. I tedeschi avevano distrutto tutte le coltivazioni per procurarsi cibo e legna da ardere. Gli americani avevano bombardato Fondi e tutti i luoghi dove pensavano ci fossero nuclei tedeschi. La città era un cumulo di macerie e anche la chiesa della Madonna degli Angeli era stata colpita. La popolazione, sia cittadina che delle contrade, fu costretta a migrare sulle colline e sui monti circostanti, soffrendo la fame, il freddo e le inevitabili malattie, vivendo sempre con il terrore dei rastrellamenti tedeschi e la preoccupazione per i figli in guerra, di cui non si avevano notizie.

Quando la guerra finalmente finì, ognuno tornò a casa, ma la maggior parte non ritrovò nulla, solo macerie e distruzione. I contadini, però, continuarono a fare il loro lavoro, in qualche modo. Le montagne furono coltivate, grazie agli incentivi che il regime mussoliniano aveva offerto a chi voleva coltivare un pezzo di terra. Dopo la bonifica della palude pontina e, contestualmente, della palude di Fondi, c’era bisogno di persone che coltivassero i terreni liberati dalle acque e resi produttivi. Per la palude pontina accorsero migliaia di contadini dal nord-est dell’Italia, creando paesi dai nomi esotici come Borgo Hermada, Borgo Vodice, ecc. Infatti, la popolazione locale presenta in gran parte caratteri somatici poco meridionali.

Per la palude di Fondi, invece, molto meno estesa e contigua alla città, bastarono i contadini locali che ricevettero in dono porzioni di terreno bonificato dove poterono impiantare coltivazioni adatte ai terreni più umidi. Così si impiantarono coltivazioni di grano, mais, pioppeti per l’industria cartacea, e ancora oggi si seguono pratiche simili. Inoltre, i contadini poterono richiedere l’assegnazione di lotti di terreni collinari per impiantare coltivazioni di ulivi. I lotti erano di dimensione minore ai piedi del monte, più facili da raggiungere, e aumentavano di superficie man mano che si saliva, fino a una quota oltre la quale il contadino poteva occupare tutta l'area sovrastante fino alla cima.

Tuttavia, la guerra in pianura aveva causato una distruzione totale e i contadini dovettero ricominciare da capo, reimpiantando orti e ricostruendo case. Durante questi lavori, nell’area sub-collinare descritta, cominciarono ad affiorare resti antichi. In un orto nei pressi del cimitero di Fondi, un contadino trovò l'imbocco di un pozzo con gradini interni. Scavando, si imbatté in una galleria semiallagata che conduceva verso il Cucuruzzo. Trovò anche una statuetta di marmo e delle monete romane. Nell’orto, sterrando il terreno, scoprì un pavimento con tessere di mosaico e un impianto che sembrò, a chi lo vide, parte di una grande villa. I racconti dei locali parlano dell'esistenza di una villa romana con una galleria che permetteva ai proprietari di fuggire in caso di pericolo verso la sorgente di Capodacqua, dove si vedono ancora oggi le vasche romane per l'allevamento di anguille e murene.

Il ritrovamento giunse all'orecchio di un avvocato che acquistò i reperti per una somma irrisoria. L'acquisto non passò inosservato e le autorità inflissero una condanna al contadino e all'avvocato, bloccando i lavori nell'orto. Tuttavia, tutto finì nel dimenticatoio. Da allora, i contadini, memori di quanto accaduto e consapevoli delle lungaggini dello Stato, tendono a distruggere o occultare i reperti per evitare che le autorità sequestrino il terreno, bloccando eventuali costruzioni o coltivazioni.

Intanto, il contadino aveva costruito un pozzo artesiano che pescava nelle acque della galleria sotterranea, liberando anguille per mantenere l’acqua pulita. Questa è una pratica comune nelle campagne e nelle zone con pozzi o cisterne d’acqua. Le anguille mangiano gli insetti, mantenendo l’acqua pulita e potabile. Nei pozzi, nelle piscine e nelle cisterne, basta un paio di anguille per garantire la purezza dell’acqua. Io stesso andavo a pescare i capitoni, sfruttando il fatto che, se l’anguilla non può migrare verso il mare dei Sargassi durante la riproduzione, diventa asessuata e si ingrossa.

In tutta la zona, dal cimitero di Fondi alla Madonna degli Angeli, si trovano nel terreno chiodi bronzei di sezione quadrangolare, tipicamente utilizzati dai Romani.

Un altro importante ritrovamento distrutto dai contadini locali fu la scoperta di un sarcofago, probabilmente etrusco, nella zona di Vallevigna. Mi avvisarono del ritrovamento, ma quando arrivai sul posto, avevano già fatto scomparire tutto. Dalle descrizioni, dedussi che si trattasse di un sarcofago etrusco, ma non potetti esaminare neanche un pezzo. La scoperta, tuttavia, non mi sorprese; mi sembrava anzi strano che fino a quel momento non fossero emerse tracce degli antichi abitanti del posto.

Un terzo importante ritrovamento distrutto dai proprietari del fondo avvenne in località Gegni, ai piedi del Monte Pianara. Fui avvisato a cose fatte, per cui non potetti fare altro che raccogliere qualche pezzo come ricordo. Il terreno era stato sterrato con trattori, e al centro dell'appezzamento fu ricavato un viottolo alto circa un metro e largo due. Mi accorsi che le pietre erano per la maggior parte pezzi di colonne di marmo, frantumati dalle macchine. A sinistra del viottolo, l'area era ricoperta di pezzi di anfore, mentre a destra si trovavano tessere di mosaico. L'intera area sembrava coprire un intero moggio. Me ne andai con gran dolore, vedendo tutto quel disastro. Ma non mi sono mai sentito di condannare i contadini per questo, perché loro dipendono dalla coltivazione dei campi, mentre lo Stato si limita a porre dei sigilli, condannando quei terreni all'abbandono.

Non so se quanto raccontato corrisponda alla realtà storica, ma sono più che convinto che la nostra amata terra abbia ancora mille cose da raccontare.

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Ringraziamo Michelangelo Ambrosio per aver condiviso con noi questi affascinanti ricordi legati alla sua giovinezza a . Nonostante viva lontano da molti anni, Fondi, e in particolare la contrada Madonna degli Angeli, sono sempre rimasti nel suo cuore. Questo affetto profondo lo ha spinto a pubblicare una raccolta di racconti che narrano la sua vita nella sua terra natia, intitolata "Dove la terra brucia e il mare luce", edizioni 2000diciasette.

𝐑𝐀𝐂𝐂𝐎𝐍𝐓𝐈𝐀𝐌𝐎 𝐅𝐎𝐍𝐃𝐈 👉 Per partecipare, inviateci le vostre storie e fotografie tramite Messenger, email all'indirizzo [email protected] o al numero ☎️ 329 776 4644 (anche WhatsApp).

𝙍𝙖𝙘𝙘𝙤𝙣𝙩𝙞𝙖𝙢𝙤 𝙥𝙚𝙧 𝙣𝙤𝙣 𝙙𝙞𝙢𝙚𝙣𝙩𝙞𝙘𝙖𝙧𝙚!

Associazione Pro Loco Fondi Aps

Un motivo in più per scegliere la nostra città per le proprie vacanze!
10/05/2022

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Voglia di Mare, Storia e buona cucina? Non dovete andare lontano!
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Fondi vi aspetta per accogliervi con
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𝐋𝐀 𝐂𝐀𝐓𝐓𝐄𝐃𝐑𝐀 𝐂𝐎𝐒𝐌𝐀𝐓𝐄𝐒𝐂𝐀 𝐃𝐄𝐋𝐋'𝐀𝐍𝐓𝐈𝐏𝐀𝐏𝐀 𝐂𝐋𝐄𝐌𝐄𝐍𝐓𝐄 𝐕𝐈𝐈.

A è possibile ammirare, custodito all'interno del duomo di San Pietro nella ca****la della Croce; un vero e proprio gioiello dell'arte medievale: il sedile marmoreo realizzato dai famosi marmorari laziali, detti Cosmati, in occasione dell'elezione dell' Clemente VII.
Lo storico evento, che diede inizio allo , si realizzò a Fondi nel 1378 in presenza di tredici cardinali francesi riuniti in sotto la protezione di Onorato I Gaetani.
Con lo si crearono due sedi papali: una ad con Clemente VII e l'altra a Roma con Urbano VI.
Sui , famiglie di marmorari romani che operarono in varie botteghe, di cui si ricordano sette membri, appartenuti a quattro diverse generazioni vissute tra il XII e il XIII secolo, e che acquisirono fama soprattutto per i particolari mosaici e decorazioni realizzate prevalentemente nelle chiese, è stato scritto moltissimo, fiumi di libri, articoli e saggi che trattano della loro arte, della loro tecnica e del racchiuso nelle loro opere.

Associazione Pro Loco Fondi
Un Viaggio Nell'arte E Nel Mistero

𝐏𝐑𝐎𝐆𝐑𝐀𝐌𝐌𝐀 𝐅𝐄𝐒𝐓𝐀 𝐃𝐄𝐋 𝐂𝐈𝐎𝐂𝐂𝐎𝐋𝐀𝐓𝐎 | 𝟐𝟓-𝟐𝟔-𝟐𝟕 𝐌𝐀𝐑𝐙𝐎▶️ https://tinyurl.com/336m7d2n𝐕𝐞𝐧𝐞𝐫𝐝𝐢̀ 𝟐𝟓 𝐌𝐚𝐫𝐳𝐨🕰Ore 10:00- Apertura stan...
22/03/2022

𝐏𝐑𝐎𝐆𝐑𝐀𝐌𝐌𝐀 𝐅𝐄𝐒𝐓𝐀 𝐃𝐄𝐋 𝐂𝐈𝐎𝐂𝐂𝐎𝐋𝐀𝐓𝐎 | 𝟐𝟓-𝟐𝟔-𝟐𝟕 𝐌𝐀𝐑𝐙𝐎
▶️ https://tinyurl.com/336m7d2n

𝐕𝐞𝐧𝐞𝐫𝐝𝐢̀ 𝟐𝟓 𝐌𝐚𝐫𝐳𝐨
🕰Ore 10:00
- Apertura stand cioccolatieri e animazione (tutto il giorno)
- Laboratori dei Maestri Cioccolatieri che ospiteranno le scuole del comprensorio;
- Diretta Radiofonica con Radio Antenna Musica
🕰Ore 12:00
- Consegna chiavi di cioccolato della Choco Passion da parte del Maestro Stefano Comelli e scambio di doni con cesto di prodotti ortofrutticoli del territorio fondano – Offerto dal M*F
- Intervento delle istituzioni e benedizione di Padre Massimiliano
🕰Ore 21:00
- Choco Live Music con “Vivere Vasco – Tribute Band Vasco Rossi”
- Choco Lab e Choco Play con il Maestro Cioccolatiere Alessandro Del Vecchio (prenotazione https://festedelcioccolato.it/prenotazione-laboratori/)
- Scultura realizzata dal vivo dal Maestro Cioccolatiere Stefano Comelli
- Selezioni musicali a cura di Radio Antenna Musica
- Animazione a cura di ATUTTOTONDO

𝐒𝐚𝐛𝐚𝐭𝐨 𝟐𝟔 𝐌𝐚𝐫𝐳𝐨
🕰Ore 10:00
- Apertura stand cioccolatieri e animazione (tutto il giorno)
- Diretta radiofonica con Radio Antenna Musica
🕰Ore 21:00
- Choco Live Music con “Rino Gerard Band – Tribute Band Rino Gaetano”
- Selezioni musicali a cura di Nicola Rosa
- Choco Lab e Choco Play con il Maestro Cioccolatiere Alessandro Del Vecchio (prenotazione https://festedelcioccolato.it/prenotazione-laboratori/)
- Scultura realizzata dal vivo dal Maestro Cioccolatiere Stefano Comelli
- Selezioni musicali a cura di Radio Antenna Musica

𝐃𝐨𝐦𝐞𝐧𝐢𝐜𝐚 𝟐𝟕 𝐌𝐚𝐫𝐳𝐨
🕰Ore 10:00
- Apertura stand cioccolatieri e animazione (tutto il giorno)
🕰Ore 12:00
- Consegna alla Città di Fondi della scultura di cioccolato di 80kg realizzata dal Maestro Cioccolatiere Stefano Comelli
- Intervento e saluti delle istituzioni e degli ospiti
🕰Ore 17:00
- Spacco della scultura di Cioccolato e distribuzione tra i presenti
🕰Ore 21:00
- Choco Live Music con “Vero a metà – Tribute Band Pino Daniele”
- Choco Lab e Choco Play con il Maestro Cioccolatiere Alessandro Del Vecchio (https://festedelcioccolato.it/prenotazione-laboratori/)
- Scultura realizzata dal vivo dal Maestro Cioccolatiere Stefano Comelli
- Selezioni musicali a cura di Radio Antenna Musica

Appuntamento in Piazza Alcide De Gasperi dal 25 al 27 marzo

Il weekend più dolce dell'anno
07/03/2022

Il weekend più dolce dell'anno

Condividiamo questo premio riconosciuto per le recensioni ricevute nel difficile 2021, anno appena trascorso.Ringraziamo...
26/01/2022

Condividiamo questo premio riconosciuto per le recensioni ricevute nel difficile 2021, anno appena trascorso.
Ringraziamo di ❤️ tutti gli ospiti che hanno voluto condividere la propria esperienza quantificando la soddisfazione con un numero ma anche quelli che invece lo hanno fatto con un sorriso ed un semplice "grazie" al termine del soggiorno.

Facciamo un po' di chiarezza con un appello... vaccinatevi!
08/12/2021

Facciamo un po' di chiarezza con un appello... vaccinatevi!

Con il decreto del cosiddetto "super green pass" si istituisce l'obbligo del green pass per l'ingresso nelle strutture ricettive come alberghi, bed and breakfa

Indirizzo

Via Ippolito De' Medici, 5
Fondi
04022

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